Are you kidding me?


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E’ la terza email che ricevo da lunedì in cui in sostanza mi propongono di provare a diffondere un messaggio virale pubblicitario con un post, per sperimentare se funziona, se la blogosfera reagirà positivamente o meno, etc…
Ma certo!
Ispirato dall’ottima idea credo che manderò una email a Barak Obama chiedendogli cortesemente di fare un esperimento: parlare del mio libro durante il prossimo discorso per vedere se parte il meccanismo virale…

Obama di carta e Obama digitale


Giornali di carta e giornali digitali alla stessa ora.

CARTA:
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DIGITALI:
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I quotidiani di carta non hanno avuto il tempo di confermare la vittoria di Obama.
Gli stessi quotidiani online, invece lo hanno potuto fare.

Lapalissiano e tautologico? Certo… certo…

Ha vinto Internet!


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Votate me!


Webrunetta


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Dal Corriere della Sera di oggi. Pag 27

Emozioni all’Autogrill


Oggi mi sono fermato a un Autogrill sulla Milano-Bologna e ho visto il libro esposto nel box centrale. E’ stato emozionante.
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Il tempo delle misure


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Le aziende stanno sperimentando nuove tecniche di comunicazione e marketing grazie al Nuovo Web.

Lo fanno perché costa poco, perché è di moda, perché c’è il Fuori-Fuori che parla di loro comunque.

Approdano quindi su piattaforme di blogging, di video sharing, social network, etc. di proprietà di terzi. Utilizzano YouTube un po’ solo come servizio di encoding gratuito dei propri video, un po’ perché “se lo fanno gli altri allora lo faccio anche io”.

Il Nuovo Web a supporto delle operations (Dentro-Dentro) non è di moda, e quindi non si usa. Anche quel po’ di marketing interno non è supportato dagli strumenti gratutiti del web.

Ci sono aziende che hanno un blog, hanno video su YouTube, perfino un profilo su MySpace e uno su FaceBook, eppure non riescono a capire come mai non ottengono risultati concreti. Non chiudono tutto solo perché è gtratis, ma se la “nuova moda” costasse anche un solo centesimo, non avrebbero dubbi…

Quando si tratta invece di progettare le attività di mkt e comunicazione, orientate ai risultati, spesso si scopre che per ottenerli è necessario investire denaro. E di denaro per il web ce n’è sempre poco. Al massimo si investe nei banner o nella pubblicità tabellare urlante. Quando si tratta di fare “speakage” (un neologismo che ormai per me non è solo il nome di un’azienda ma un termine che significa “attività miste di conversaizone digitale”), allora i budget sono infinitesimali. Con poche migliaia di euro si deve lanciare un prodotto, risollevare le sorti di un altro, o rimettere a posto una reputazione online disastrata…

Tutti sanno che il web, se utilizzato bene può portare grandi risultati, ma sino a quando non saranno formulate metriche funzionanti, i budget importanti non saranno veicolati verso il web, quello vero, non quello dei banner coprenti a tendina.

Credo sia ora di smettere di proporre “nomi”, non devono comprare FaceBook, YouTube, etc. Devono comprare soluzioni di marketing e comunicazione digitale. Se l’azienda o il consulente che le offre, ne conosce le reali peculiarità, sarà in grado di formulare un’offerta orientata alle soluzioni e ai ritorni concreti.

Se è vero che i mercati ormai hanno le radici online, allora è tempo di offrire soluzioni misurabili. Le aziende vogliono sapere esattamente quale sarà il ritorno dell’investimento. Non vogliono sapere quanti utenti avrà il loro profilo su FaceBook; se è vero che gli utenti si pesano, vogliono sapere come misurarne la massa e come questa potrà portare risultati concreti.

Ho identificato alcuni drivers centrali e nel 2009 conto di ottenere nuovi modelli funzionanti e validati.

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