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Socialsalvin Spot

By admin_temp   /     Nov 05, 2010  /     z_Post  /     0 Comment

Socialsalvin 1 mg — Pillole contro la sindrome che spinge a regalare i propri utenti ai Social Media di terzi. Posologia: una pillola ogni 24 ore per tornare in possesso dei propri utenti.

Benefici: dopo due giorni di assunzione ricomincerete a dare valore ai vostri utenti e inizierete a desiderare di possedere un vostro Social Media o una vostra WebTV che finalmente promuoverete su tutti i Social Network di terzi al fine di “portare a casa vostra” gli utenti.

Effetti collaterali: se dopo una settimana continuerete a regalare utenti a piattaforme che non sono di vostra proprietà, interrompete immediatamente l’assunzione del “medicinale” e la frequentazione di consulenti digitali troppo modaioli. Poi consultate un Professore di Comunicazione Aziendale e Linguaggi Digitali. Per maggiori informazioni consultate il sito www.speakage.com

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Socialsalvin il medicinale contro la sindrome 'regala utenti a Facebook'

By admin_temp   /     Oct 27, 2010  /     z_Post  /     0 Comment

ADNKRONOS – Milano, 27 ott. – (Ign) – Allo IAB Forum di Milano Speakage distribuirà presso il proprio stand il Socialsalvin, un ‘medicinale’ (in realtà contiene semplici caramelle alla menta) che aiuta a contrastare la moda che spinge le aziende a regalare i propri utenti ai Social Media di terzi, come ad esempio Facebook, Youtube etc. L’idea alla base di tutto è che le aziende dovrebbero invece utilizzare i Social Network per aumentare la loro base utenti grazie ad attività svolte presso Facebook etc., ma orientate a portare presso i propri siti nuovi utenti e indirizzi e mail da utilizzare per tutte le campagne promozionali. La tendenza generale, che nasce dall’indiscussa importanza che ricoprono i ‘Social’, deriva da una sbagliata interpretazione delle loro potenzialità. La forza di Facebook è infatti quella di avere 16 milioni di profili registrati in Italia, questo confonde i manager che spendono energie e denaro per alimentare i propri profili (fan page, canali Youtube etc).

Secondo Speakage la strada deve essere inversa, ovvero è necessario creare luoghi di proprietà capaci di attrarre gli utenti ‘a casa propria’, attraverso un Social Network, una Web TV o un Social Media, realizzato dall’azienda con un dominio aziendale, dove raccogliere iscritti. Marco Camisani Calzolari, professore di Comunicazione Aziendale e Linguaggi Digitali allo IULM, ideatore del ‘medicinale’, commenta: “Una pillola ogni 24 ore per ritornare in possesso dei propri utenti”.

http://www.adnkronos.com/IGN/News/CyberNews/Web-Sociosalvin-il-medicinale-contro-la-sindrome-regala-utenti-a-Facebook_311165917991.htmlsocialsalvinbassapercomunicato (1).jpg

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Speakage sviluppa la brochure multimediale IKEA

By admin_temp   /     Oct 26, 2010  /     z_Post  /     0 Comment

 

Speakage sviluppa la brochure multimediale IKEA dedicata al mondo business
“Uno strumento di comunicazione rinnovato e innovativo per una consultazione facile, veloce e completa”

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Milano 20 Ottobre 2011 - Speakage, platform agency, leader nello sviluppo e implementazione di soluzioni e piattaforme web per la comunicazione aziendale e il marketing, ha sviluppato per IKEA un’innovativa brochure multimediale dedicata al mondo Business.
Questo nuovo strumento è segno di un innovativo modo di porsi nei confronti del cliente, e un modo intelligente di guardare ai nuovi media e al web 2.0.
In questa brochure ritroviamo, oltre che i valori guida di IKEA, semplicità, praticità e innovazione  e un rinnovato approccio di comunicazione e di servizio al cliente.
Disponibile online, presto con un’applicazione per iPhone e iPad, la brochure propone il catalogo più ricco della gamma IKEA Business. Più di 100 pagine con idee e soluzioni per uffici, ristoranti, bar e negozi e show room, subito selezionabili e alcuni anche visibili in 3D, completi di video e descrizioni ultra dettagliate che evidenziano finiture e funzionalità di ogni accessorio e componente d’arredo. I permalink per ogni pagina permettono la segnalazione e condivisione semplice e veloce degli singoli elementi d’interesse.

“La collaborazione con IKEA è di lunga data, e siamo felici di aver contribuito anche nello sviluppo anche di questo progetto che rappresenta ad ogni modo una novità importante con un’attenzione ulteriore ai bisogni del consumatore” afferma il Professor Marco Camisani Calzolari, CEO di Speakage.

 

 

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LA CULTURA CHE NASCE DAL SOCIALNETWORKING

By admin_temp   /     Oct 21, 2010  /     z_Post  /     0 Comment

Sabato, 23 ottobre 2010 ore 9.30 parlo alla Tavola Rotonda su “LA CULTURA CHE NASCE DAL SOCIALNETWORKING”.

MARCO CAMISANI CALZOLARI, Professore di Comunicazione Aziendale e Linguaggi Digitali, CEO & Founder Speakage

MICHEL BAUWENS, founder of the Foundation for Peerto-Peer Alternatives; Primavera Research Fellow at theUniversity of Amsterdam and external expert at thePontifical Academy of Social Sciences; Asian ForesightInstitute

JAMES GRIMMELMANN, Institute for Information Law andPolicy, New York Law School

Qui il programma completo http://www.assorel.it/presspdf/press_allegatopdf_1239.pdf


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Scemo più scemo

By admin_temp   /     Oct 18, 2010  /     z_Post  /     0 Comment

Dovete sapere che Luca Sofri mi ha mandato una email dandomi letteralmente dello SCEMO…

Paolo Ainio, CEO di Banzai, concessionaria de ilpost.it scrive pubblicamente a Luca Sofri spiegandogli come funziona la sostenibilità delle aziende online e ricordandogli che io e lui siamo “uguali uguali”.

http://www.ilpost.it/2010/10/14/firmiamo-it-spam/#comment-13826
“paoloainio scrive: 15 ottobre 2010 – 20:37:47
Guarda Luca che il 99% dei servizi free, che non hanno la fortuna di poter vendere della pubblicità a prezzi decenti, fa esattamente la stessa cosa di firmiamo.it e cioè:
1) ti fa sottoscrivere delle condizioni in caratteri piccolini dentro una finestrella.
2) prende il tuo indirizzo email e lo usa per mandarti messaggi pubblicitari “non sollecitati”
Questi messaggi non è detto che siano “indesiderati”, così come non è detto che lo siano gli spot pubblicitari che interrompono un film in TV.
Spesso sono indesiderati, ma più spesso sono ignorati.
Una piccola parte di questi, però, sono “desiderati”(1%…5%); la gente ci clicca sopra e va su un sito, oppure li guarda e basta, come guarda una pagina pubblicitaria sul Corriere della Sera (che sicuramente non è “sollecitata” dal lettore, spesso è “ignorata”, a volte è “indesiderata”).
Quella piccola percentuale dell’1%, 5%, o quel che sia, fa sì che qualcuno dia dei soldi a firmiamo.it che così paga i server, chi mantiene il sito e ci guadagna.
Esattamente come fa il Corriere della Sera, LA7 o …ilPost.
Poi si può disquisire su tutto (grandezza dei caratteri, chiarezza del testo, nobiltà delle mail che arrivano ai clienti, ecc…) ma la realtà è questa: TU e MCC siete uguali uguali!”

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Il caso ilpost.it – Un popolare sito viola la normativa sulla privacy

By admin_temp   /     Oct 14, 2010  /     z_Post  /     0 Comment

(edit: questo post è stato scritto da me in quanto ideatore di Firmiamo.it in replica a questo post che lo attaccava)
ilpost.it viola la normativa sulla privacy.
E’ oramai risaputo già dal 2003 che qualsiasi trattamento di dati personali richiede l’informativa all’utente, che giustamente deve poter conoscere chi tratta i suoi dati e soprattutto che uso ne fa e come può richiederne la rimozione.
Questo chiaramente non è il caso de ilpost.it in quanto nell’ottica del web 2.0 (e della profilazione) ti richiede la registrazione. Però non fornisce alcuna informazione ne all’atto della registrazione, e neppure in nessun’altra pagina del sito web, sui propri diritti previsti dal decreto legislativo 196/2003. Era comunque già previsto dalla 675/1996.

Per rendervi conto della gravità dell’illecito, per quello che ha fatto ilpost.it è prevista una sanzione sino a 30.000 euro. ai sensi dell’art. 161 del già citato decreto legislativo. La somma può essere aumentata sino al triplo quando risulta inefficace in ragione delle condizioni economiche del contravventore. Il proprietario Luca Sofri, presumo sia ricco… Dovrebbe quindi preoccuparsi degli illeciti che sta compiendo il quotidiano che dirige…

Fatto ancora più grave: una volta registrati non è possibile chiudere il proprio account.
Alcune persone che l’hanno già fatto presente, ra cui il noto esperto in materia Roberto Scano, che però non ha mai ricevuto risposte in merito…

Se vi siete iscritti al post e volete sapere come trattano i vostri dati potete fare richiesta ex. art. 7 di accesso ai dati per sapere quanto segue:

L’interessato ha diritto di ottenere la conferma dell’esistenza o meno di dati personali che lo riguardano, anche se non ancora registrati, e la loro comunicazione in forma intelligibile.

2. L’interessato ha diritto di ottenere l’indicazione:
a) dell’origine dei dati personali;
b) delle finalita’ e modalita’ del trattamento;
c) della logica applicata in caso di trattamento effettuato con l’ausilio di strumenti elettronici;
d) degli estremi identificativi del titolare, dei responsabili e del rappresentante designato ai sensi dell’articolo 5, comma 2;
e) dei soggetti o delle categorie di soggetti ai quali i dati personali possono essere comunicati o che possono venirne a conoscenza in qualita’ di rappresentante designato nel territorio dello Stato, di responsabili o incaricati.

3. L’interessato ha diritto di ottenere:
a) l’aggiornamento, la rettificazione ovvero, quando vi ha interesse, l’integrazione dei dati;
b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non e’ necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati;
c) l’attestazione che le operazioni di cui alle lettere a) e b) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si rivela impossibile o comporta un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato.

Inoltre non è presente la partita IVA in homepage, come previsto dal DPR 633/72
Per chi opera in Rete da quasi un decennio, è davvero singolare…

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Se usi ancora il termine web 2.0 hai capito poco di Internet

By admin_temp   /     Oct 05, 2010  /     z_Post  /     0 Comment

Senza fare troppi sofismi è evidente che il termine web 2.0 è ormai frusto e stucchevole. A tratti fastidioso da sentire… Inoltre il web stesso oggi non rappresenta più la ben più vasta complessità di applicazioni, device, software, etc che compongono l’ecosistema digitale connesso a Internet. Ecco perché trovo sia il caso di ricominciare a parlare di Internet e meno di terminologie di moda passeggere :

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