Letteralmente il buco di FaceBook. Si tratta di una sorta di buco nero che risucchia per sempre i dati e le future relazioni con I pubblici che vengono orientati presso piattaforme di proprietà di terzi.
In buona sostanza Facebook, Myspace, YouTube, etc. sono degli ottimi aggregatori intorno alle singole peculiarità che erogano, ma in cambio dell’apparente filantropia digitale, si tengono la proprietà dei dati di chi crea un account presso di loro. Non è una questione di privacy in senso stretto, ma molto più semplicemente legata alle email o al concetto di account più in generale, quindi il vero valore degli utenti.
Un valore che consiste sia nell’indirizzo email, che viene perciò ceduto al social web di turno, sia all’account, ovvero quella combinazione di login/password che per molti rappresenta l’accesso a un luogo dove sono contenuti i propri testi, i propri video, le proprie azioni…
Le azioni di marketing che devono intraprendere le aziende richiedono numerosi strumenti web. Inoltre ogni sei mesi nascono nuovi strumenti ed è economicamente oneroso adottarli tutti. Per queste ragioni si preferisce “sperimentare” utilizzando quanto la Rete offre gratuitamente. Facebook, YouTube e tutti I loro cugini rispondono apparentemente a questa esigenza.
Creare un canale su Youtube non costa nulla e offre qualcosa di straordinario: una television sui generis, comprensiva di strumenti partecipativi perfettamente usabili, che rispondono alle esigenze di un utente “moderno”.
Perché preoccuparsi quindi?
La ragione sta nel fatto che in cambio di quella magnificenza i “filantropi digitali” si tengono il vero valore che rimane: l’account e gli eventuali dati dell’utente.
E’ uno scambio che a volte può essere equo o a vantaggio dell’azienda che ne fa uso.
Tuttavia è necessario che il manager ne sia consapevole. Che ogni volta, prima di aprire un gruppo su Facebook o un canale su Youtube si chieda se l’operazione sarà vantaggiosa in termini di marketing, sia nel breve, sia nel medio/lungo periodo. Ci sono infatti casi in cui apparentemente a breve sarebbe troppo costoso creare una piattaforma propria per aggregare gli utenti intorno ad una campagna di breve durata. Tuttavia nel lungo termine quegli utenti potrebbero essere coinvolti in altre iniziative, magari avvisati via email di un nuovo prodotto, e nel canale su Youtube gli indirizzi email dei “vostri” utenti non sono accessibili.
Conoscere a fondo le peculiarità di ogni singolo strumento, sia dal punto di vista delle funzionalità, sia da quello dell’economia di marketing, è quindi fondamentale.
Non bisogna farsi influenzare dale mode: l’anno scorso era l’anno di Second Life, quest’anno è quello di Facebook… L’anno prossimo sarà forse quello di aziende che a pagamento cercheranno di recuperare I “vostri” utenti che avete volontariamente gettato nelle braccia di altri?
Non è ovviamente solo un “problema” di Youtube e Facebook. Qualsiasi piattaforma web di proprietà di terzi ha potenzialmente lo stesso problema.
Fareste mai il sito aziendale presso terzi? www.nomediterzi.com/vostrosito ?
Avete acquisito la percezione che il sito aziendale è qualcosa di vostro, un asset importante che non può stare presso terzi. Così come molte aziende hanno deciso di ospitare il proprio blog su una piattaforma dedicata piuttosto che utilizzare i vari servizi gratuiti offerti da terzi, la stessa riflessione dovrebbe essere fatta sulle piattaforme di video sharing, social networks, etc. Scegliere il self-hosted, ovvero la gestione in proprio, sui propri servers, è un’alternativa da prendere seriamente in considerazione ad ogni nuovo prodotto che vede l’azienda coinvolta in qualsiasi operazione web-based. Il self-hosted può essere gestito direttamente dall’area IT dell’azienda stessa, oppure fornito da terzi con cui si è stipulato un contratto diretto. L’importante è rimanere proprietari dei dati e degli account degli utenti che veicolerete sul web.
Back home! “Tornate a casa” è il motto del 2009.
(pubblicato su ADV)





Self-hosted ok, così non si cedono a terzi i dati dei propri clienti! Ma domanda:
il proprio canale web-tv, ad esempio, può raggiungere la stessa popolarità di Youtube? o il proprio portale di foto quello di Flickr? Grazie!
@viviana, mettere un proprio video su yo0utube non è come metterlo in prima serata in TV. E’ youtube popolare, nel suo insieme, non il tuo contenuto. Il rischio che lo vedano in tre è altissimo, anzi è quanto capita normalmente a un video su youtube.
Youtube fa grandi numeri, ma ogni singolo contenuto ne fa pochi. Se vuoi farti vedere, devi pubblicizzarlo. Se vuoi avere amici dei tuoi prodotti su facebook devi darti da fare. Non arrivano da soli. Allora tanto vale farlo per portare utenti a casa propria piuttosto che portarli a casa d’altri. this is the point.
Non mi sono mai fidato di Facebook ed è il motivo per cui anche su youtube ho dato solo dati superficiali e fuorvianti che non servono a molto perchè non tubo quasi mai..
Pero’ come si fa’ a trovare dei programmatori in grado di creare piattaforme di successo, ho provato per curiosità Ning, ma sarà perchè non è di moda, sarà perchè troppo costoso da personalizzare, sarà per qualche suo altro limite.. ma nemmeno Ning mi ha fatto scattare la scintilla.
Forse quando ci sarà chi saprà davvero realizzare social networks simpatici che rispecchino un certo concetto, una certa identità personale o aziendale rispolverando l’immagine coordinata in funzione Nuovo Web l’era di Facebook e delle mode un po’ a rischio per le aziende sarà al capolinea.. Che dici ?
@Rocco,
non è certo facile. Io per creare un’azienda che fa questo tipo di piattaforme ci ho messo anni. http://www.speakage.com/piattaforme-web-20
Infatti da quando ho scoperto che un’azienda italiana fornisce questo tipo di servizi il mio entusiasmo per il nuovo web è arrivato alle stelle..

Tutti dicono che il futuro è la personalizzazione di massa mentre facebook e company mi sembra il vecchio stile di standardizzazione di massa con l’elemosina della personalizzazione del profilo… L’idea iniziale di Zuckerberg pero’ è stata raccontata in modo tale da farla apparire di moda ed il marketing ha fatto il resto..
Pero’ Face buc ha portato la massa online… Purtroppo nel mio caso appena un servizio diventa troppo di massa lo abbandono
Cmq il link di Speakage che ci hai dato non funge
Ma sono solo servizi per grandi o medie aziende ?
Prova qui caro: http://www.speakage.com/en/web-platforms;
!
io ho dato un’occhiata, mi sembra molto professionale
Grazie caro, nel frattempo avevo già trovato il link, ma non è chiaro se questi servizi siano solo per grandi/medie aziende… Marco credo sia troppo impegnato in questi giorni, spero potrà rispondermi. Ciao
Si, certo ti converrebbe parlarne con Lui in persona, o con chi, per suo conto, si occupa della azienda Speakage…Figurati io anche tra (), sono fortemente interessato nel quanto meno trasformare alcuni miei siti in piattaforme, innanzitutto per poter offrire maggiori chance ad i miei clienti/visitatori ed anche perché occupandomi di organizzazione di spettacoli il far creare degli account personalizzati – come nei Social N. – agli artisti che rappresento sarebbe un aiuto nel poter condividere il loro il materiale foto e video e sarebbe una figata invece del solito materiale inviato via posta ecc… Diciamo che i vantaggi sono molteplici và !…
Ma siamo poi cosi’ sicuri del fatto che la profilazione degli utenti alla fine sia un valore? Facebook ha dati personali di milioni di persone ma, ad oggi, fatica ad utilizzarli decentemente. E se invece fossero più importanti le interazioni e il comportamento di queste persone (che è pubblico) rispetto alle informazioni su profili e account?
Alla fine è sempre meglio portare la gente a casa propria, ma tenere gli occhi aperti ed imparare ad osservare potrebbe già essere un grande passo avanti.
ricordati che dobbiamo fare l’intervista!! Non pensare che mi sono dimenticato !
Con tutta la sincerità possibile, e la massima simpatia… mi sembra che voi “esperti” di web marketing, marketing, seo e compagnia bella… facciate un po’ a gara per essere i primi a dire: dovete assolutamente essere su pincopallino.it o promuovere la vostra attività nel modo y. E poi dopo un po’ fate di nuovo a gara per fare i “diversi” e dire: no su facebook non va bene, questo è out, ecc ecc…
Credo che volendo, si trovi una pecca ad ognuno dei suggerimenti che date
Con la massima stima, è sempre un piacere leggerti.