Monthly Archives February 2009

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Ecco perché ogni tanto qualcuno cerca di mettere ordine al web proponendo leggi assurde…

By Marco Camisani Calzolari   /     Feb 21, 2009  /     z_Post  /     1 Comment

Il digitale sta creando l’esigenza di nuove regole che a volte sostituiscono quelle precedenti, ormai inadatte a un modo smaterializzato dove non è più possibile distinguere l’originale dalla copia.

A volte invece c’è bisogno di mettere ordine al Nuovo Mondo, altrimenti diventerebbe infrequentabile, così come lo sarebbe quello quello in atomi se non avesse norme e leggi. I legislatori e i politici stanno cercando di porre rimendio, ma come è noto, ogni volta sbagliano… non riescono a comprendere le logiche che animano il digitale e la "fanno sempre fuori".

A mio parere c’è una ragione precisa di fondo: Vedono il web come un luogo frequentato da "altri" (Cit. "the others"), da cui bisogna difendere il cittadino e la società. Il principio di "difesa" sarebbe corretto, ma l’errore arriva sempre puntuale proprio perché vedono un "la dentro" e non si rendono conto che invece è la stessa cosa del "la fuori".

Le persone sono le stesse "dentro" e "fuori" e se c’è da tutelare qualcuno o qualcosa, questi si trovano sia dentro, sia fuori, in quando non c’è differenza. Infatti se si analizzano i principali temi su cui si concentrano le goffe e frequenti proposte di legge, si trova che mediamente hanno tutte al centro problemi correlati tra dentro e fuori. Vedi SIAE, YouTube e Mediaset, Giornalisti della carta e Bloggers, Diffamazione a mezzo web, identità sul web, etc… Tant’è che è raro vedere proposte di legge che invece mettano ordine o difendano/tutelino chi "da dentro" ha problemi col "dentro".

Per esempio nel mondo in atomi è facile identificare una pubblicità ingannevole. Lo è meno in quello in bit. Conosco portali che mettono le stanze di ottimi alberghi a metà prezzo come risultato di alcune query, pur non avendone disponibilità reale. Poi quando si prenota, dopo aver inserito la carta di credito, ti avvisano, che come da terms and conditions, purtroppo dovranno cambiarti l’hotel perché quello non è più disponibile. La query fa riferimento a metadati provenienti da siti di terzi e che "purtroppo" non è riuscita ancora ad aggiornare… Ma ormai la transazione è stata effettuata…

Il legislatore oggi fa fatica a distinguere un quotidiano cartaceo da un blog, figuratevi se è in grado di "normare" i risultati ingannevoli di una query a un db.

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Il noto sistema “pair to pair”…

By Marco Camisani Calzolari   /     Feb 13, 2009  /     z_Post  /     15 Comments

Da Panorama.
L’articolo fa un morboso elenco dettagliato di tutti i tipi di files che Stasi aveva nel suo PC. Raccontato come il folder a luci rosse presente nel PC del 99% degli uomini fosse una specie di reliquia della perversione.
In 25 anni di collegamenti , da BBS ad Internet credo di aver visto di tutto. Meno male che non hanno sequestrato la mia cache del browser passandola per download consapevoli…13022009208
La chicca viene dopo. Il giornalista a cui piace far passare Stasi per un maniaco perverso e indugia sui dettagli al fine di alimentare le pruderie, denuncia la sua scarsissima conoscenza di quel di cui parla, chiamando “pair to pair” il Peer to Peer…
13022009207

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Next events

By Marco Camisani Calzolari   /     Feb 13, 2009  /     z_Post  /     3 Comments

Martedì 17 febbraio
Parlo di Comunicazione Digitale al Convegno IIR "MARKETING SUL WEB E CANALI NON CONVENZIONALI" STARHOTEL RITZ MILANO

Mercoledì 18 febbraio
Tengo un seminario interno per gli studenti dell’Università di TORINO sul Marketing e la Comunicazione Digitale

Mercoledì 25 febbraio
Presentazione del libro presso lo IED di Torino.

Unoffical events:

Domani vado a Berceto (PR), il paese in cui hanno le radici i Camisani Calzolari sin dai tempi in cui un mio avo era lo scudiero di Federico Barbarossa.
Il candidato sindaco Luigi Lucchi mi ha coinvolto perché vuole realizzare un progetto che rilanci tutta la strada della Cisa. a partire dalla connessione ad Internet, sino alle offerte turische e agli incentivi per ristrutturare gli innumerevoli ruderi abbandonati da Parma sino a La Spezia.

Lunedì intervistina con Blogosfere sull’innovazione. Mercoledì sera Fakeparty in zona San Babila, lun 23 in confindustria a Roma per partecipare al Gruppo di Lavoro Corporate Social Responsibility .

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Usabilità italiana

By Marco Camisani Calzolari   /     Feb 09, 2009  /     z_Post  /     10 Comments

Iera sera, ore 23:00
Cerco di acquistare Indiana Jones su Sky.
Premo OK
“attendere prego, la connessione con il modem sta per essere stabilita” (o qualcosa del genere).
In camera da letto il ricevitore non è collegato con la linea telefonica, che peraltro non possiedo se non sotto forma di VoIP.
ESC, ESC, ESC
Opzioni, setting, info, etc etc… NIENTE NUMERI DI TELEFONO DA CHIAMARE
RIACCENDO TELEFONINO, Browser, Search “Come acquistare PPV SKY”
Trovo numero di telefono. CHIAMO.
Attendere prego… Digitale il numero della smart card…
Mi alzo, estraggo smart card dal ricevitore, digito numero.
“grazie! digitare il numero dell’evento. per conoscere il numero premere i tasto “i” sul telecomando”.
Premo “i”.
INSERIRE LA SMART CARD NEL DECODER!
ah, già, inserisco la smart card se no non va niente… (non potevano chiedermi prima il numero dell’evento e poi quello della smartcard?)
digito il numero dell’evento.
SIAMO SPIACENTI IL NUMERO NON E’ CORRETTO SI PREGA DI RICHIAMARE. TUUU TUUU TUUU TUUU
RICHIAMAREEEEEEEEEEEEE????
Ma chi ha progettato il servizio ha mai provato a comprare un evento dal suo letto?
Cerco altro numero con umano dall’altra parte.
Trovo numero con umano.
Risponde umano.
Gli faccio le mie rimostranze.
Mi risponde: “ma lei non conosce il numero della sua smart card?”
Certo caro signor umano, come può immaginare io non ho altro per la testa che il vostro cippolo di numero della smart card. ne vado orgoglioso, lo uso anche come codice segreto e come password della mia email, oltre che ripeterlo ossessivamente ad ogni ragazza che incontro come arma sicura di seduzione!
NO! NON RICORDO NO IL SUO NUMERO DI SMARTCART!
umano: “beh, per la prossima volta se lo annoti da qualche parte!”.
MA CIELO! COME HO FATTO A NON PENSARCI PRIMA!
umano: “non si preoccupi, per questa volta glielo compro io in via del tutto eccezionale”.
NON SOLO MI FATE FARE IL TRIATLON PER COMPRARE DA VOI, MA POI QUANDO MI LAMENTO MI AIUTATE A COMPRARE PER VIA ECCEZIONALE FILM CHE NON SONO NEMMENO ONDEMAND.
Finalmente il film appare davanti ai miei occhi.
Mia moglie non è una furia in inglese. Metto i sottotitoli. Ma vanno a scatti. Per 1 minuto scompaiono e poi si ripresentano al ritmo di una frase al minuto!
Spengo tutto. Accendo il PC e guardiamo ondemand l’ultimo film scaricato con un efficiente .srt per i sottotitoli.
VIVE CONDOGLIANZE CORDIALITA’ ALL’INDUSTRIA CINEMATOGRAFICA E A SKY

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Il bullonificio giallo

By Marco Camisani Calzolari   /     Feb 08, 2009  /     z_Post  /     3 Comments

Comunicazione digitale trascrive un mio intervento in cui, inventando, cerco di far capire l’importanza del web anche per quelle imprese che apparentemente del web se ne fanno poco: i bullonifici.

“Provate ad andare a parlare all’imprenditore con la sua fabbrichetta, abituato a dover fare attenzione al concorrente, a spiegargli che gli utenti del suo sito deve mandarli da un’altra parte, che deve diventare un aggregatore dei migliori suoi concorrenti. Lui produce bulloni? Provate a dirgli: – Devi linkare quelli che fanno i migliori bulloni, probabilmente gli utenti verranno da te più spesso. Eppure sul web funziona proprio così!”

“Le aziende hanno bisogno di fare del market sensing, di sapere quello che si dice di loro, quello che succede nel mercato. Io invece conosco imprenditori che sono lontani dalla conoscenza. Perché? Perché si mantengono legati alle loro abitudini.”

“L’imprenditore si alza la mattina, guarda il telegiornale. Che c’entra con i bulloni? Poi va in azienda e legge la rivista di settore, “Il bullone”, dove i contenuti sono scelti da un editore che per ragioni pubblicitarie probabilmente non dirà che la sua azienda, che fa pubblicità sulla rivista, produce bulloni schifosissimi. E non parlerà nemmeno di un’altra azienda, nuovissima, che non fa business con quell’editore, e produce dei bulloni straordinari. Il nostro imprenditore, di questa nuova azienda concorrente, non sa proprio nulla. Nel frattempo, su internet si parla malissimo di lui e dei suoi bulloni, e lui non lo sa. Perché non lo trova scritto da nessuna parte.”

“Poi c’è invece un altro imprenditore, il titolare del “Bullonificio Giallo”. Lui è più moderno, ha un bell’aggregatore dove pubblica, sì, le notizie del telegiornale, ma raccoglie anche tutti i blog sui bulloni. E poi ha un bel “search”, e tutte le volte che qualcuno scrive “Il Bullonificio Giallo” su Google, su un blog, su un commento, lui lo viene a sapere.”

“Quanto costa tutta questa operazione? Zero! Non costa nulla inserire nel proprio aggregatore queste fonti. E’ gratuito! E’ un problema di approccio, un problema culturale.”

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