Monthly Archives December 2008

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Cercasi collaboratore/trice 4.0

By Marco Camisani Calzolari   /     Dec 29, 2008  /     z_Post  /     18 Comments

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Devi:
- Conoscere bene l’inglese e il web.
- Saper cercare in Rete.
- Abitare a Milano.
- Avere almeno mezza giornata libera.
- Essere molto sveglio/a, affidabile e orientato/a al risultato.
- Avere il "mindset" adatto per lavorare in un’azienda moderna, con logiche diverse da quelle tradizionali, dove i principali assets e le principali attività sono online. Dove i collaboratori lavorano da casa propria da tutto il mondo. Dove l’incarico può variare dallo stampare delle brochure, a fare l’account, al gestire importanti clienti internazionali o al ricopiare degli indirizzi email. Dove a volte si lavora a casa propria, a volte in sala riunioni, a volte in trasferta, a volte a casa di altri collaboratori.

Mandare CV e presentazione a info@speakage.com

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Avvenire

By Marco Camisani Calzolari   /     Dec 28, 2008  /     z_Post  /     1 Comment

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da Avvenire di oggi.
di CLAUDIA LA VIA
La crisi che sta investendo ormai l’intera economia globale, impone nuove regole alle imprese che sono spesso costrette a farsi i conti in tasca per rimanere a galla. In un clima di contenimento dei costi a pagarne le conseguenze è spesso la spesa destinata all’innovazione tecnologica e alla comunicazione, le prime voci a essere drasticamente tagliate in periodo di magra. Ma proprio il momento di recessione impone alle aziende non soltanto di sopravvivere ma anche e soprattutto di mettere in atto nuove strategie per vincere la sfida della competitività. L’innovazione tecnologica e soprattutto Internet possono diventare allora preziosi alleati anche per accrescere i margini aziendali. Se da una parte si aprono nuove potenzialità, cresce però anche la necessità di identificare nuovi modelli interpretativi per comprendere gli strumenti di cui si dispone e per rafforzare non solo la relazione con il mercato, ma anche quella fra l’impresa e i propri collaboratori. La Rete permette infatti di avere a disposizione strumenti innovativi e facilmente accessibili che consentono, con bassissimi investimenti e in alcuni casi a costo zero, di ottenere un significativo ritorno in termini di visibilità e presidio sul mercato. «Se la crisi economica spinge le aziende a contenere i costi e a rivedere la pianifi- cazione degli investimenti in un’ottica di risparmio, la ricetta giusta potrebbe essere allora quella di ricollocare le risorse in maniera più strategica, puntando su settori come quello del marketing, che rappresenta ancora oggi una leva fondamentale per la sopravvivenza soprattutto delle piccole e medie imprese», sottolinea Marco Camisani Calzolari, consulente ed esperto di marketing e comunicazione digitale. La trasformazione in atto nel Web spinge inoltre le aziende a rimodellare anche la propria presenza sulla Rete e a
tenere conto dell’influenza e del ruolo attivo che rivestono oggi i clienti che, grazie a Internet (fenomeno Facebook), hanno sempre maggiore possibilità di interagire e di diffondere pareri e commenti e influenzare così anche le tendenze di acquisto. Altro aspetto che non va tralasciato, secondo Camisani Calzolari, è la pubblicità on line con le enormi potenzialità che offre a costi nettamente inferiori rispetto a quella tradizione, prima fra tutti l’opportunità di lanciare messaggi mirati a tipologie ben definite di utenti. Mantenere una forte presenza sulla rete, essere «visibili», diventa allora, oggi più di ieri, un valido supporto per combattere la crisi. «Servono però gli strumenti giusti sia all’interno dell’azienda che nel suo rapporto con l’esterno. Un sito ben strutturato, un blog aziendale e un social network interno permettono infatti non solo di potenziare il proprio presidio sul mercato, ma anche di sapere quello che da fuori si dice dell’azienda».
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I limiti culturali

By Marco Camisani Calzolari   /     Dec 11, 2008  /     z_Post  /     4 Comments

 

Mi trovo spesso a parlare con grandi aziende sui temi legati ai nuovi media sociali e al modo in cui affrontare il dialogo e la trasparenza richiesta.

Spiego che se non sono loro ad aprire, lo faranno comunque i loro consumatori, etc, etc…

Tuttavia spesso mi trovo a desistere perché se è vero che da una parte c’è il nuovo mondo, il Nuovo Web, che sta cambiando le regole della comunicazione, dall’altra c’è ancora il vecchio mondo, cone le vecchie regole. Che si fanno sentire.

Quali sono le principali resistenze? Ecco qualche esempio:

Un politico o un’azienda pubblica che non apre al dialogo, non impedisce che si parli male di lui, è vero… Tuttavia evita che lo si faccia a ”casa sua”.
Se nel Mondo Veloce non ha importanza dove ciò accada, perché l’informazione circola attraverso i canali più improbabili, nel Mondo Lento invece il contenitore influenza il contenuto.
Succede quindi che il giornalista della carta stampata che trova un commento negativo sul sito/blog di un’azienda pubblica o di un politico, traslando il medium riesce a cambiarne anche il significato. Magari lo amplifica evidenziando che se ne parla male “perfino a casa sua”, che il sito è “infestato di detrattori”, etc…
Ed ecco che il commento negativo si trasforma in un caso stampa da gestire con il tradizionale ufficio stampa, con le sue regole e i suoi meccanismi vecchio stampo.

I mainstream media peraltro esercitano ancora un grande fascino su tutti, dagli analogici ai più digitali. Finire in TV, anche se sul canale 985 di SKY è sempre percepito come fatto importante, anche se il 985 conta 50 spettatori contemporanei (su certi canali del ricevitore SKY sono numeri realistici e molto frequenti).
Partecipare a una trasmissione analoga sul web non provoca la stessa attrazione, anche se magari in TV ti hanno visto solo 50 persone e poi tutto è finito lì, mentre sul web il contenuto persiste e nel tempo può essere visto da centinaia di migliaia di persone.

Vedo che noti esperti delle dinamiche del Nuovo Web si emozionano ancora molto quando gli capita di finire su qualche canale di flusso via etere, ovvero in Televisione!
Allora mi rendo conto che il problema è molto più radicato culturalmente di quanto pensavo.

Da una parte il mondo va veloce e cambia profondamente, dall’altra siamo ancora tutti legati alla vecchia generazione dei media e ne siamo fortemente influenzati.

Considerando che molti dei nostri figli vivono ancora in case in cui la televisione è posizionata al centro della casa e su quella televisione si vedono prevalentemente canali in etere di flusso, credo che per uscire dal tunnel della mente si debba aspettare la prossima generazione.

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Politica e goffe mode 2.0

By Marco Camisani Calzolari   /     Dec 09, 2008  /     z_Post  /     10 Comments

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Oggi ho bloccato il traffico per scendere dall’auto e fotografare questo fantastico striscione appeso in Piazzale Lotto a Milano.

In sostanza sembra che la politica, presa dalle mode del momento, non abbia saputo resistere e abbia quindi scritto sul manifesto direttamente gli url di YouTube.com e Facebook.com !
Un po’ come dire “Io ci sono; sono sul web e sono anche sui due posti più di moda, quindi io sono molto avanti!”. Sarebbe stato diverso se avesse riportato gli url completi del proprio profilo o del proprio canale.
Perché a questa stregua, già che c’era, avrebbe potuto aggiungere Google.com dove siamo sicuri di esserci tutti!
Già che c’era poteva scrivere LivePetitions.com così faceva un po’ di pubblicità anche a noi…

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