Ho un’azienda che realizza prodotti B2B per clienti di tutto il mondo.
Ho piattaforme B2C con i server in Canada e gli utenti che provengono da decine di nazioni diverse.
Altre piattaforme B2B con clienti prevalentemente all’estero.
Compro servizi da tutto il mondo.
Nella carta di credito aziendale la maggior parte degli acquisti è effettuata all’estero: pago servers, prodotti elettronici, servizi, collaboratori.
L’editore del mio libro è anglosassone ed è possibile che presto venga tradotto in inglese per essere distribuito nel mondo.
Io vivo in Italia ma non lavoro in Italia.
Chi lavora nel Nuovo Web non sono sicuro che lo stia facendo realmente in Italia. Forse vive in Italia, digita e clicca su un “terminale” fisicamente in Italia, ma la sua attività probabilmente si svolge altrove… Specie quando i clienti sono altrove (Vedi per esempio gli annunci AdSense comprati in tutto il mondo, ospitati su pagine che stanno su server in giro per il mondo, realizzati da soggetti che vivono ovunque e che papano servizi di società worldwide).
Non sono un fiscalista ma credo che quando l’attività si svolge prevalentemente al di fuori della fisicità del territorio italiano, è giusto che paghi le tasse personali dove vive, ma non credo che l’Italia sia il luogo più corretto in cui avere la sede delle proprie attività.
La mia SRL italiana paga più del 50% di tasse (tutto sommato), non può scaricare molte delle spese che invece sostengo realmente per le attività, è vessata dalla burocrazia, spende almeno 500 euro al bimestre di commercialista e lo stato si comporta come un nemico.





E non ti dico le difficoltà se, come me, sei agli inizi e hai il regime agevolato. Pago meno tasse, è vero, ma non posso lavorare con l’estero né avere collaboratori, e, spesso questo mi taglia le gambe.
Ma lo pigliamo in quel posto dagli italiani… è questo che vorrei tanto risolvere.
Lo Stato nemico è un tema interessante. Quello che dici è verissimo ed anche il commento sopra è autenticamente vero. La sensazione dello Stato nemico la si vive dovunque, concentrandosi, di volta in volta, su alcuni temi chiamiamoli territoriali. Ad esempio in Sicilia, ma non solo, vige la Legge sull’obbigo della certificazione antimafia per le aziende. Il fine è giusto, la mafia per noi siciliani è un cancro vero, però il mezzo è troppo speciale. La filosofia che ci sta dietro è che io-azienda devo dimostrare di non essere mafioso/a con un certificato che tu Stato emetti e che quindi già conosci. Con la nota sul camerale si è risolto un problema grosso, ma la breve scadenza comporta un continuo rinnovo di certificati CCIAA. La logica è quella di uno Stato assillante, maniaco dei controlli e che non nutre nessuna fiducia verso i cittadini. Alle volte penso: magari è Vero!!
Infatti è proprio così!
L’Italia non è il posto più adatto dove fissare la propria sede aziendale e neanche per aprirla.
Lo Stato è veramente un nemico nei confronti di chi avvia una attività imprenditoriale.
Da poco ho avviato una attività nel web, creando una società Srl, e, nel reperimento di fondi, non sono riuscito ad ottenere agevolazioni o finanziamenti di alcunchè dalla mia regione.
O meglio!!!
L’iter procedurale per l’ottenimento di una qualche agevolazione è troppo lungo e complesso, diventando tutto ciò improponibile e scoraggiante.
La mentalità qui non cambia e non cambierà….mai!
Anche io vivo in Italia ma non lavoro in Italia, vivo quotidianamente le tue stesse frustrazioni e per questo, prima o poi prenderò la mia valigia di cartone e tanti saluti
… per le motivazioni suddette e per evitare di doversi “mangiare” il fegato ogni santo giorno, ho scelto di andare in Cina, rigenerando la mente e lo spirito (“imprenditoriale”)…. non un addio ma bensì un arrivederci ….
…dall’estero (dall’esterno) penso si possa contribuire a cambiare l’Italia…. nel frattempo si fanno cose, utili, interessanti e non si perde altro tempo a causa di inutili chiacchiere e scarica barile della nostra “dirigenza” politica (lo sport nazionale italiano)..