Componenti della Relazione Comunicativa
Dal capitolo 3 del libro “Impresa 4.0 – Marketing e Comunicazione Digitale a 4 Direzioni” in libreria da fine ottobre.
(Continua da questo post)
Le relazioni tra individui, entità, organizzazioni, sono inquadrabili nelle seguenti categorie:
- Presentazione.
- Coordinazione.
- Cooperazione.
- Collaborazione.
Nel primo caso, presentazione, si tratta di una semplice fornitura di informazioni o lettura di dati. Indipendentemente dalla loro importanza, il coinvolgimento emotivo di chi a essi accede è frequentemente basso, nonostante la strumentazione utilizzata sia talvolta complessa e costosa.
Si pensi, ad esempio, ai grandi database, per la cui creazione necessitano costosi software e hardware, e per la cui consultazione si ricorre talvolta a competenze particolari.
La coordinazione è tipica di una relazione alla quale partecipano più entità, le cui attività devono essere assegnate e tenute sotto controllo da un “coordinatore”. Può essere gestita secondo una logica gerarchica.
La cooperazione è una tipologia di relazione che richiede un “riconoscersi” e la consapevolezza dei vantaggi che ne derivano. Il coinvolgimento e la intensità in questo tipo di relazione è maggiore rispetto ai casi precedenti.
Anche la collaborazione richiede un forte senso di appartenenza, ma la scelta del giusto mix di professionalità e di culture è più delicato, e così la regia.
Si noti in Figura 3.8 come nel passaggio da una categoria all’altra cresca il livello di partecipazione e ciascuna categoria presupponga l’esistenza di quella precedente.
L’intensità e la finalità con le quali le parti si relazionano sono due parametri utili a un intuitivo e corretto inquadramento del processo comunicativo.
Figura 3.8 – Categorie di Relazioni
L’intensità
Dalla semplice fornitura o recepimento passivo di informazioni a una relazione col- laborativa: è questo l’ampio spettro entro il quale il processo comunicativo si svolge. Non necessariamente spostandosi sulla destra della tabella di Figura 3.8 si va verso situazioni “migliori” o più desiderabili.
Talvolta “non funziona” perché ci si organizza secondo uno di questi schemi mentre quello necessario sarebbe un altro. Ad esempio, il metodo previsionale Delphi richiede che gli esperti formanti il team non si conoscano né interagiscano direttamente, onde evitare il crearsi di un “pensiero dominante” che influenzi eccessivamente il parere del singolo.
Finalità
Le finalità della relazione comunicativa d’impresa possono distinguersi in:
- istituzionale (o corporate);
- di brand;
- di marketing;
- funzionale;
- sociale.




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