Be careful



iTunes minaccia di chiudere il music store per ragioni legate all’aumento delle royalties.
Nel 1995/96 lavoravo con Claudio Cecchetto a Radio Capital. e ho incontrato molti discografici. Quando potevo cercavo di spiegargli cosa fosse Internet (già, molti non lo sapevano). Era appena uscito RealPlayer e cercavo di spiegare che Internet sarebbe stato il nuovo canale di distribuzione della musica e che avrebbe mandato in pensione il CD.
Ricordo perfettamente il ghigno beffardo che avevano quando cercavano di spiegare a quel giovane venticinquenne che in realtà l’industria discografica era una cosa molto più solida di quanto potesse pensare… alla fine gli ricordavano che la musica si sente negli stereo e non certo dentro i PC!
Tredici anni dopo anni, dopo una società che produceva computer è diventata il leader incontrastato della discografia e la musica si ascolta su piccoli e grandi PC.
Se vendete giornali, libri o televisione e non state facendo nulla di concreto, orientato alla conquista dei mercati digitale, investendo in cultura interna; i casi sono due: o state per andare in pensione e comunque siete poco responsabili, oppure oppure state deliberatamente portando alla deriva la vostra azienda, dietro alla scusa del “mal comune, mezzo gaudio”.
L’aria che tira è già molto pesante. Ecco i dati sulla vendita dei quotidiani nel nostro paese, pubblicata su l’espresso.giornali

Reader Comments

Pubblicando, ho periodicamente a che fare con case editrici. A volte mi chiedo se vogliano davvero vendere libri….

Non capiscono che è sul mutato ruolo dell’editore, da editore tradizionale e comunicatore, e forse, almeno per l’editoria professionale, anche Agenzia di comunicazione per il proprio autore;
Inutile sottolineare il ruolo di internet nel mettere più facilmente in relazione i lettori con gli autori, che alla fine, oltre al testo sono interessati a conoscere la persona, a stabilire un dialogo.

boh…evoluzioni tutte da vedere..
eppure le cose da fare sono così semplici

Le persone iniziano a rendersi conta di cosa vuol dire essere agli ultimi posti per libertà di stampa…

C’è ancora chi è convinto di trovare molta qualità nella carta stampata…

“dati sulla vendita dei quotidiani nel nostro paese”
sono nel settore dell’editoria specializzata ma confesso che questi dati mi hanno stupito visto che le vendite dei quotidiani sono notoriamente gonfiate quindi dichiarare una perdita del 5% (di per sè rilevante) tradotta in numeri veri significa aver perso oltre il 10%… spannometricamente direi che oggi in Italia non esite un solo quotidiano che arriva a vendere REALMENTE 450.000 copie (i dati sono certificati in modo ridicolo, ma questo è un’altro thread)…

Credo che il principale problema ell’editoria Italiana (cartacea e online) sia causato dalle agenzie pubblicitarie che sono ancora controllate dai soliti vecchi…
è ovvio che se un canale vincente come SKY viene ancora snobbato in favore del dinosauro rai/fininvest serviranno anni prima che blog e riviste specializzate riusciranno a fare una raccolta decente…
sono convinto che nel medio periodo l’integrazione blog e riviste specializzate potrà essere vantaggioso per entrambe le realtà. Purtroppo in Italia questi due mondi hanno difficoltà a comunicare: il blog sono proiettatti troppo avanti (e non riescono ad accettare che la carta oggi ha ancora una certa importanza) e gli editori vivono nella preistoria considerando la carta stampata come l’unica realtà (probabilmente sono terrorirzzati dal pensiero che i propri dipendendi potrebbero scoprire che organizzare un blog, in pochi mesi, li portereebbe ad essere autonomi e indipendenti ma… anche questo è un’altro thread)…

In Giappone, dove lavoro, se un editore con la carta perde 1 guadagna 3 online… le edicole sono diventate rivisterie/librerie ed esistono format solo giapponesi come il MOOK (ibrido di Magazine e Book): riviste ultra specializzate con periodicità allungata perfette come intergrazione dell’online…

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