La politica su Internet ha rubato il futuro della mia generazione
La parafrasi del titolo è relativa a questo articolo su Rainews24. Leggendolo mi sono reso conto che, come la Gelmini oggi, anche noi tra vent’anni potremmo tutti scrivere un pezzo simile in cui diremo che la politica dei primi anni del 2000 ha rubato il futuro alla nostra generazione.
Un po’ come quando nei primi anni del 19° secolo si incominciavano a cablare le città ma era molto difficile spostare i maggior investimenti dalle reti a gas cittadine verso la nuova tecnologia, anche oggi si preferisce finanziare una compagnia aerea che trasporta atomi piuttosto che connettere ad Internet come si deve tutto il Paese.
I “ragazzi” del 2008 dovevano elemosinare un POS perché la carta di credito in provincia la prendono solo i ristoranti. Pietire una connessione ADSL decente perché la fibra c’è solo in alcune grandi città. Sperare che la macchina della giustizia non ti sacrifichi in piazza, in nome dell’antipirateria o dell’antipedofilia, o dell’anti-qualsiasi-cosa, in quanto la maggior parte delle leggi sono state scritte prima della rivoluzione digitale e faticano a distinguere un blog da un quotidiano da tre milioni di lettori (a parte i finanziamenti pubblici all’editoria perché su quelli distinguono benissimo).
Siamo in pieno medioevo digitale e quello che mi irrita di più è che anche i pionieri che oggi stanno dando parte della propria vita per entrare in un nuovo rinascimento, saranno semplicemente “quelli del nuovo secolo buio”.




Amen! Sai che nel mio comune stanno progettando una zona industriale senza un cablaggio a fibre ottiche che, forse, arriverà attraverso un consorzio provinciale? Sinceramente, non capisco che problemi abbiano i politici ( e non solo ) con Internet…