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bhè che facebook o myspace permettano di scoprire parecchie cose su una persona è indiscutibile.
basta essere coscienti di ciò che si scrive/pubblica!
“Pagina che è dura a morire”
Basta andare su \impostazioni\Disattiva Account.
Purtroppo Pier Luigi Pisa non leggerà mai questo blog
“Basta digitare nome e cognome di una persona su Google”:
Settings -> Privacy Settings -> Public Search Listings -> deselezionare “Create a public search listing for me and submit it for search engine indexing” -> salvare.
Non ha mica tutti i torti l’articolista
Maurizio, ovviamente non sono d’accordo che sia un’attentato alla privacy. Ma il senso di questa serie di post è un altro. Ovvero questo genere di articoli fa spaventare e allontanare dalla Rete chi non la conosce. L’ho già scritto decine di volte, ma evidentemente mi tocca ripeterlo… fa niente. repetita iuvant.
Si ma la rete ha gli stessi rischi di ogni altra cosa, è rischioso attraversare la strada sulla “zebra”, è rischioso dare la carta di credito al ristorante.
Il problema comune è l’evidenziare che i rischi sono solo in rete. La rete non è un luogo perfetto, ha i suoi pericoli ma consente di fare cose straordinarie.
@maurizio: è vero.. on-line è esattamente come l’off-line. Ma….
Prova a fare questa domanda ad un ‘analogico’: “è più sicuro dare la carta di credito ad uno sconosciuto cameriere oppure usarla per fare un acquisto on-line?”
Scommettiamo sull’esito?
chi ha scritto l’articolo non ha tutti i torti, solo che non si doveva fermare a facebook o a myspace, ma semplicemente doveva inserire l’intero intreccio di siti, blog, gallerie di immagini, insomma tutto il web è un immenso database di noi e di quello che siamo.
)
Poi vale il vecchio discorso, se uso il cervello e so che sto condividendo con il modno il mio essere (o il mio apparire?) e soprattutto non ho niente da nascondere perchè no?
I miei contatti “professionali” li ho avuto in facebook, il mio pane quotidiano lo guadagno con internet eppure sono iscritto al gruppo che vorrebbe morto il gattino che canta nei cellulare
Marco, come sai, concordo completamente con te: articoli del genere sono sempre più diffusi (vedi anche: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_blog=30&ID_articolo=5134&ID_sezione=38&sezione=). Ovviamente nessuno vuole fare lo struzzo: i problemi ci sono ma credo sia il caso di evitare inutili allarmismi e creare consapevolezza sul fatto che i problemi possono essere affrontanti come sa chi vive, lavora e si diverte sulla Rete
Forse dovremmo iniziare a chiamare le cose con il proprio nome: questo non è esempio di luddismo ma di pura ignoranza. L’Italia è l’unico paese avanzato che ancora rimane attaccato al binomio TV/quotidiani come unica e credibile fonte di informazioni… se continua così, fra un po’, torneranno i venditori di enciclopedia porta a porta…