Autorevolezza e credibilità



image image Ernesto Belisario mi segnala che Giulio Anselmi, direttore de La Stampa, intervistato su Prima Comunicazione in edicola da ieri, afferma:

”Il giornalismo scritto è ancora il nucleo duro del giornalismo italiano. La carta, tuttora, conserva un elemento di autorevolezza e credibilita’ che non si puo’ attribuire a Internet. E’ quello che ci e’ rimasto e che va conservato con molta attenzione. Forse e’ l’ultimo bene che ci e’ rimasto”.

Reader Comments

effettivamente con la carta di certi giornali (presenti esclusi) una cosa che con un notebook non si può fare ci sarebbe…
:-O

Sapere di essere in buone mani mi fa dormir sonni più tranquilli.

La comunicazione su internet ha di certo rivoluzionato il modo di fare giornalismo, i fatti si conoscono già un minuto dopo che accadono, le notizie sono in tempo reale, ma è anche vero che c’è una buona fascia di lettori (soprattutto gli over 50) che utilizzano poco o nulla internet come mezzo di comunicazione. E’ proprio per questo motivo che il tradizione quotidiano, il giornalismo della carta stampata, rimane ancora un caposaldo della comunicazione. La capacità di molti giornali è stata quella di essersi saputi rinnovare e mettersi al passo con internet: i fatti non vengono più soltanto trattati come notizie di cronaca (che il giorno dopo sarebbero già vecchie), ma come approfondimenti.
Per quanto riguarda autorevolezza e credibilità, così come la carta stampata anche internet non credo che possa ergersi a portabandiera di questi due valori. Se invece parliamo di pluralità, allora l’informazione sul web ha davvero qualcosa di insegnare alla carta stampata.
Ciao, Domenico (www.malarablog.wordpress.com)

Credo sia vero che l’autorevolezza e la credibilità delle notizie online siano un tema da affrontare cercando di dare risposte più precise del poco o niente che si trova ora.
E’ altrettanto vero, però, che l’autorevolezza della carta stampata non è più così ferrea come prima, nonostante questa venga data quasi per scontata da tutti.

Forse sarebbe meglio abituarsi a non dare per scontata l’autorevolezza ma a diventarne giudici noi.

Sarebbe poi interessante ripescare altre gaffe dei quotidiani da presentare al sig. Anselmi e sentirne il parere.

D’altrone è normale che difenda i suoi interessi… Il “vecchio” contro il “nuovo” che avanza. Un film visto altre volte in altri settori direi.

PS da un cambiamento nasce una minaccia, che è la testa di una moneta; sull’altra faccia nasconde però una opportunità (non so se rendo l’idea. ;oP ).

Certo che se tutti i giornali online funzionano come la versione online de LaStampa…
http://www.pasteris.it/blog/2008/06/09/due-caporedattori-un-redattore-quattordici-qualcosa/
Io direi che Anselmi dovrebbe forse preoccuparsi della sua di credibilità.

Oggi su radio24 durante Washington Ming (mi pare si chiami così la trasmissione) c’era il direttore di Time international, ovvero la persona che si occupa della rivista Time nelle sue edizioni fuori dagli USA, che parlava del grande successo di time.com e dei blog legati alla testata perchè stavano riportando quell’autorevolezza al giornalismo che ormai si va perndendo nella carta stampata… Anselmi non sa quello che dice, ma non c’è da meravigliarsi visto il panorama giornalistico italiano.

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