La maschera musulmana
Una turista musulmana pretende di entrare in un museo a volto coperto. Un guardiano giustamente la blocca. Poi un direttore con poco coraggio prende le distanze dal dipendente.
E’ ancora polemica.
Personalmente non trovo che si debba alimentare nessuna polemica in quanto l’art. 85 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza recita:
E’ vietato comparire mascherato in luogo pubblico.
Il contravventore è punito con la sanzione amministrativa da 10,00 ad 103,00. E’ vietato l’uso della maschera nei teatri e negli altri luoghi aperti al pubblico, tranne nelle epoche e con l’osservanza delle condizioni che possono essere stabilite dall’autorità locale di pubblica sicurezza conapposito manifesto. Il contravventore e chi, invitato, non si toglie la maschera, è punito con la sanzione amministrativa da 10,00 ad 103,00.
Se qualcuno vuole indossare la “maschera musulmana”, sappia che semplicemente in Italia NON SI PUO’ FARE. Sono spiacente con i giornalisti che verranno perciò privati di un argomento così succoso, che vede le sue radici in una legge e non nel gossip televisivo.
Ritengo invece che se vogliono trattare il tema “maschera musulmana”, certi direttori di testata dovrebbero avere più coraggio di quel direttore di museo, approfondendo il delicato argomento, che sia sa, pone le basi su una tradizione basata su maschilismo, gelosia e profonda insicurezza dell’uomo.




Sono pienamente d’accordo con Lei. Le tradizioni, per quanto possano essere corrette per una religione non devono comunque prevalere sulla legge dello stato. Dura lex sed lex.