Non mi sento schiavo di Roma ma gioco forza della “vittoria” mi tocca…
Ok, è vero, si tratta di un importante simbolo italiano, tuttavia un po’ machista, maschilista e troppo “romano” non nel senso della capitale che rappresenta l’Italia ma di quella Roma antica e per certi versi gloriosa che non credo rappresenti più ne la capitale ne l’Italia.
Il web offre una bella analisi logica su cui continuare a discutere.
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anche quando l’italia ha vinto i mondiali invece di cantare l’inno nazionale la gente cantava quella stupida canzone po po po po po poooooooo….ma li non si è scandalizzato nessuno…boh strana la nostra nazione….
A me sembra strano il tuo commento, Simona, visto che paragoni dei tifosi di calcio in occasione di un mondiale vinto a un rappresentante delle Istituzioni. Uno che a Roma ci mangia, ci campa, e che grazie a Roma paga le ripetizioni ai figli che non riescono a fare le tesine. Mi citi un altro caso in una democrazia occidentale in cui un parlamentare si sia permesso di vilipendere l’inno nazionale? Grazie.
è tutta questione di ipocrisia.
La maggior parte del popolo italiano non guarda a ste cose (come giustamente fa notare simona, alla vittoria del mondiale cantavamo quell’orrenda canzoncina), piuttosto si guarda ai problemi di tutti i giorni.
La polemica è realmente stucchevole. Loro (i politici) continuano sulla linea del parlare di fatti del tutto privati ed attinenti al *loro* mondo. Noi (il popolino), ci sbattiamo per cercare di arrivare a fine mese.
Mi citi un altro caso in una democrazia occidentale in cui un parlamentare si sia permesso di vilipendere l’inno nazionale? Grazie.
Troppi ce ne sono. Se non sbaglio è in Spagna (o mi sbalgio?) che l’inno non ha parole, proprio per evitare vilipendi vari.
Tutti i movimenti secessionisti e pseudosecessionisti (di cui la Lega non è certo l’unico esempio in Europa) fanno continuamente sfregi ai simboli di unità nazionale, dalla bandiera, all’inno, ai discorsi delle istituzioni, ecc…
La maggior parte del popolo italiano non guarda a ste cose
Bhe, io le guardo ‘ste cose… non ne faccio una ragione di vita, non sono un fondamentalista della formalità, non soffro di incubi se un Ministro fa un gestaccio durante l’inno, ma diciamo che ci faccio caso a queste cose.
Non so se sono solo o siamo in tanti, ma non importa neanche, è una cosa a cui IO faccio caso. Ed ero tra quelli che cantavano po-po-po-po alla vittoria dei mondiali, non tra quelli che si scandalizzavano del po-po-po.
Simona non ha poi così sbagliato l’analisi: si conferma la magica teoria de “ogni popolo si merita i rappresentanti che lo rappresentano”
Aldilà del fatto che loro parlino dei loro problemi (vedi blocca processi) e non dei nostri..