Papà Papà…
Oggi ero con mio figlio Leonardo di 4 anni in automobile in coda a un semaforo.
Passa un anziano signore che chiede la questua.
Prima che arrivasse al mio finestrino, Leonardo mi dice: “papà, dai un soldino al signore". Io preparo il soldino, lo porgo al sinore che ringrazia. Poi riparto.
Leonardo: “Papà, ma perché quel signore chiede i soldini”
Io: “Perché non ne ha”
Leonardo: “Ma papà, basta che lavori così gli danno i soldini…”
Io: “Amore, non è così semplice, quel signore è anziano e magari fa fatica ad andare a lavorare, poi a volte non è così facile trovare un lavoro…”
Leonardo: “Ma papà, basta dirgli di usare il computer, così può guadagnare i soldini da seduto!”
Questa straordinaria lucidità in realtà deriva da alcuni fattori:
- Per metodo educativo tendo a spiegare sempre tutto, quasi come se fosse un adulto, in modo che abbia una visione realistica del mondo che lo circonda, evitando quelle piccole bugie semplificative che poi crescendo gli provocano scompensi nel comprendere le cose della vita.
- Già da molto tempo gli è chiaro che i soldini si guadagnano lavorando e che con i soldini si comprano le cose.
- Il papà quando lavora è sempre al computer e quindi lui associa il computer al lavoro. Per lui lavoro è quindi prevalentemente stare davanti a un computer. Quando vuole che gli compri qualcosa che costa tanti soldini, mi dice: “papà, basta che stai molto davanti al computer, così poi guadagni tanti soldini e me lo puoi comperare”.
Tuttavia si può affermare che un bambino di 4 anni abbia chiaro come risolvere i problemi dell’economia italiana più di molti politici e imprenditori.




Assolutamente fantastico a mio parere.
).
Non tanto perchè associ all’idea del computer un guadagno, quanto alla sua curiosità (da piccino io facevo sempre: “E questo? E questo?” come ero [e sono] curioso
In oltre secondo me Marco hai fatto un ottimo ragionamento a dire sempre la verità a tuo figlio, anche in queste sciocchezze e te lo posso dire per esperienza dato che avendo 16 anni mi ricordo che fino a qualche anno fa, quando chiedevo qualcosa di “imabarazzante” o che comunque metteva “a disagio” i miei genitori tendevano a dirmi qualche bugia