Repubblica.it non è soddisfatta, vogliono che gli si dia atto di aver “fatto i compiti” e di seguire la “trasformazione passo passo”, che sono nati prima di Google e che tutti li vogliono a “tutti i costi". Lascia intendere che altri siano “un bazar di trucchi e diavolerie tecnologiche” ed esprime teorie singolari: “La tecnologia, quando non è piattaforma abilitante della comunicazione, non serve a niente”.
http://zambardino.blogautore.repubblica.it/2008/08/02/la-sopravvivenza-del-giornale/#more-349
E pensare che basterebbe incominciare a linkare le fonti sugli articoli di Repubblica.it per guadagnarsi un po’ di stima senza dover ricorrere a pretenderla.
Monthly archives for July, 2008
Autocelebrazioni e frigni
Schiavo di Roma
Non mi sento schiavo di Roma ma gioco forza della “vittoria” mi tocca…
Ok, è vero, si tratta di un importante simbolo italiano, tuttavia un po’ machista, maschilista e troppo “romano” non nel senso della capitale che rappresenta l’Italia ma di quella Roma antica e per certi versi gloriosa che non credo rappresenti più ne la capitale ne l’Italia.
Il web offre una bella analisi logica su cui continuare a discutere.
Le non discussioni
Roberto Dadda scrive un post molto acuto sul concetto di discussioni, tracker inutili, e la classifica meno attendibile della Rete.
Ah beh…
Quando ho letto mi sono chiesto: ma il giornalista che ha scritto quel pezzo avrà un contratto dati via rete cellulare con qualche operatore? 595 dollari + 39 dollari al mese per avere quello che si può avere con 20 dollari al mese senza nessun costo di installazione e soprattuto ovunque e non per forza in macchina.
Dentro-Dentro
Ieri su Nova – Il Sole 24 Ore, la definizione della “direzione” Dentro-Dentro e dei suoi strumenti.
Ecco la trascrizione dell’articolo:
Relegato spesso a un ruolo marginale, a volte addirittura assente dall’organigramma aziendale nonostante la sua importanza, il Marketing Interno trova invece nel Nuovo Web, una serie di strumenti innovativi per dare un apporto intelligente e creativo a tutte quelle attività che gli competono e che sono legate sia alla interiorizzazione della mission, delle strategie e degli obiettivi aziendali da parte dei dipendenti, sia alla conduzione dei processi gestionali e di quelli capaci di far interagire il personale attraverso una sorta di condivisione della "value proposition interna" che risponda ai bisogni del singolo e dell’organizzazione.
La Relazione Comunicativa dell’Impresa 4.0 si sviluppa, dunque, come sostiene anche il Prof. Franco Giacomazzi pure in questa direzione Dentro-Dentro dove gli applicativi del Nuovo Web permettono di attrarre, coinvolgere, sviluppare trattenere, rafforzare la motivazione e fare efficacemente interagire il personale.
Il Marketing Interno dovrà utilizzare i tools corretti per l’espletamento delle sue funzioni. Tra questi sicuramente molte possibilità sono offerte dagli strumenti del web partecipativo che non si limitano a “digitalizzare” i vecchi processi “analogici” ( Intranet in alternativa alla bacheca, ecc. ) ma permettono la creazione di competenze e di atteggiamenti culturali e comportamentali inediti. Si pensi, per esempio, ai Wiki, dove chiunque è attivo nel processo di trasferimento della conoscenza.
Anche per quelle aziende digitalizzate che hanno Intranet, il Nuovo Web offre possibilità per arricchirlo e trasformarlo in strumento centrale per il coordinamento delle funzioni aziendali e della comunicazione tra il personale, top management incluso. Sono sempre più frequenti infatti, i forum tematici, le bacheche di annunci personali, e le chat e altri strumenti aggregativi. Inoltre le piattaforme web, consentono alle imprese un cambiamento culturale e organizzativo, per esempio la creazione di blog interni apre a un nuovo livello la conversazione tra i dipendenti senza, si suggerisce, di arrivare alla situazione dell’azienda che ha comunicato i licenziamenti attraverso il blog dell’amministratore delegato.
Anche nei processi organizzativi il Nuovo Web mette a disposizione supporti utili alla gestione del processo stesso come i task manager condivisi che permettono di pianificare le attività in modalità che non esigono contemporaneità o vicinanza fisica.
Ogni collaboratore è sia cliente sia fornitore di informazioni e attività, attraverso una rete di scambi che può essere favorita dall’uso corretto dei nuovi strumenti che, in questa direzione Dentro-Dentro, sono principalmente: calendar sharing, conferencing, contacts sharing, e-learning, file sharing, mapping, instant messeging, CRM, survey, Wiki, desktop sharing e blog interno.
Se da un lato, oggi, la tecnologia è al servizio della fantasia molti limiti a queste tipologie di applicazioni vengono imposti dalla funzione IT sempre attenta alla salvaguardia della sicurezza dei sistemi e dei dati.
La vera storia del plug da 2mm Nokia
C’era una volta un ingegnere della Nokia che aveva, ehm, “la virtù meno apparente”, sottodimensionata ed era invidiosissimo ogni volta che vedeva l’enorme jack di alimentazione da 3,5mm che utilizzavano tutti i telefonini Nokia.
Più lo guardava e più si ingelosiva…
Erano ormai anni che meditava vendetta… Prima o poi doveva fargliela pagare… Quel coso enorme che ogni giorno doveva perfino usare in prima persona per caricare il suo telefonino… Inseriva il gigantesco plug e zac! carica perfetta! Non perdeva un colpo. Aveva le dimensioni giuste per funzionare perfettamente.
Mentre lui invece… Beh, sorvoliamo…
Un giorno finalmente si presentò per lui l’occasione giusta.
Riuscì a ottenere dal direttore generale l’incarico di riprogettare il plug di alimentazione al fine di migliorarlo.
L’odio che provava per quell’enorme jack era smisurato e una notte ebbe l’illiminazione. “Piccolo, piccolissimo, microscopico! Deve soffrire!”.
Ripetè queste parole tutta la notte e al mattino di presentò di buon’ora al lavoro, aprì Autocad e disegno un miserrimo plug da 2mm.
Erano giorni in cui Nokia sfornava quasi un cellulare al giorno e nella fretta nessuno si preoccupò di fare ulteriori verifiche.
Da allora tutti i cellulari Nokia hanno quella sottospecie di inutile, inusabile, inaffidabile, vergognoso plug da 2mm.
Adesso tu lo attacchi e lui si stacca. Se rimane attaccato non è detto che stia caricando il telefono. E’ impensabile attaccarlo in auto, alla prima curva esce. Metterlo in carica prima di andare a dormire non è rassicurante, la mattina ti svegli e trovi la batteria è a zero. Se provi a comprare un caricabatterie non originale, il telefono si carica solo dopo aver fatto evoluzioni col polso degne di un esperto scassinatore.
L’ingegnere dalla “natura” piccola adesso non lavora più alla Nokia e vive su un’isoletta delle Hawai, senza telefoni ne caricabatterie. Passa metà delle giornate a ridere con quel ghigno tipico dei cattivi dei film che vogliono conquistare il mondo…
La sua vendetta è stata finalmente consumata.
I bit dell’ombrellone
Suscito compassione in chi, A FIANCO A ME, mi vede in spiaggia, sulla sdraio, sotto l’ombrellone, con una bibita, ma, “poverino”, CON IL PC SULLE GAMBE.
Suscito invidia a chi, A MILANO, mi sa in spiaggia, sulla sdraio, sotto l’ombrellone, con una bibita e non crede che io continui a lavorare CON IL PC SULLE GAMBE.
Ai primi cerco di spiegare che se non avessi quel PC sulle gambe non potrei essere li e che l’alternativa sarebbe lo stesso PC sulle gambe ma a Milano in ambiente controllato dall’aria condizionata.
Ai secondi cerco di spiegare che buona parte del lavoro lo riesco a svolgere tranquillamente anche dalla spiaggia purché ci sia una WiFi e una presa vicina in cui mettere in carica la seconda batteria da alternare periodicamente.
In entrambi i casi si tratta di “analogici” molto lontani dal mio mondo. Individui che muovono atomi, molto spesso i propri, e che hanno a che fare con altri individui che non potrebbero fare altro che muovere atomi.
Io muovo bit e lo faccio nei posti più strani. Ho collaboratori che muovono bit in giro per il mondo e faccio fatica a spiegare che avere pochi atomi non significa produrre poco o male. Anzi, se il prodotto consiste in bit, la produzione full-digital è molto più performante ed economica della produzione con atomi presenti.
“E se devi ricevere un FAX?”.
Ho sempre avuto un numero di fax-to-email anche in ufficio, così chiunque può ricevere un fax senza dover essere schiavo di una scatola degli anni ‘80.
“E se dal numero dell’ufficio ti devono passare una telefonata"?”
I numeri fissi dell’ufficio è sempre stato in realtà un VoIP forniti da un soggetto diverso dal mio provider. In questo modo posso portare i numeri ovunque (N95, WiFi VoIP phone, etc.) Passare una chiamata al mio numero a costi zero anche quando sono all’estero sotto l’obrellone è semplicissimo.
“Per le riunoni come fai?”
Le faccio con Skype e con la condivisione dello schermo. Aspetto molto più importante della condivisione delle facce (webcam), spesso inutile.
“E con la banca"?
Ho scelto una banca full-online in modo che la parte web non sia un’interfaccia di alcune delle funzioni, ma che le contenga per forza tutte in quanto banca senza uffici fisici. Una banca per cui se ti devono consegnare un bancomat non devi passare in filiale perché non c’è una filiale, che tu sia a Cannes o a Milano…
“E se…”
Eh beh, ma allora questa è invidia!
Seedcamp
Probabilmente parteciperò al Seedcamp di Londra.
Quasi una settimana dal 15 al 18 in cui porterò LivePetitions.com che in Italia è ormai il punto di riferimento per le petizioni e ha totalizzato quasi 350mila utenti registrati in pochi mesi.
Nel mondo stiamo crescendo attraverso le versioni localizzate. Entro l’autunno apriremo anche la versione spagnola e quella dedicata al sudamerica. La versione araba ha addirittura un suo look dedicato e quella russa la trovo molto affascinante. Abbiamo degli ottimi Country Manager e siamo molto fiduciosi per il futuro.
Goffi e vecchi
Giampiero Mughini si lamenta su Libero perché ha scoperto che sul web ognuno può dire quello che vuole. All’arrogante manieroso non va proprio giu che sul suo simil blog gli diano del “fesso, finto, fannullone, imbecille, incazzoso, saccente-ente, maleducato e pagliaccio”.
Ogni volta che qualche vecchio trombone viene in contatto col web succede qualcosa di simile alle Mentos quando incontrano la Coca-Cola.
L’aspetto più divertente della faccenda è l’interpretazione di Novella 2000 (vedi foto sotto).





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