La confusione continua a regnare. Anzi, sembra infittirsi giorno dopo giorno. Il digitale è sempre più pervasivo nella vita di tutti e le leggi di mercato generano nuovi esperti di web 2.0 in funzione di una domanda in crescita esponenziale. Se avete provato un brivido nel leggere ancora “2.0” fate parte di chi lo conosce bene, o comunque abbastanza per percepire il termine come stucchevole. Altrimenti prestate attenzione e osservate la luna, perché pronunciare quelle due cifre rischia di farvi attrarre solo dal dito.
Preferisco chiamarlo Nuovo Web piuttosto che assegnargli il nome di una release. Dal 1997 al 2007 sono passati dieci anni in cui la Rete si è evoluta costantemente. L’appellativo duepuntozero è dovuto ai cambiamenti percepiti dopo il disinteresse post bolla new economy. In altre parole, dal 2001 al 2005 il web cresceva incessantemente e lo sboom riguardava solo l’interesse del mondo economico verso quel mondo perché da dentro non si è mai sgonfiato nulla. Poi, nei primi mesi del 2005, gli analisti hanno rispolverato i monitor, scoprendo che nel frattempo la creatura era tutt’altro che morta, anzi era cresciuta smisuratamente. Tanto da dargli un nuovo nome: 2.0
L’interattività da “consultazionale” è diventata “conversazionale”, secondo la scala dei gradi di interattività di Jensen. Gli attori protagonisti erano cambiati: via Microsoft, dentro Google. Via i siti personali, dentro i blog. Via le directory, dentro i tag.
Il nuovo “mondoveloce” appare diverso dal primo solo perché in cinque anni si è evoluto senza interruzioni e siamo tornati ad osservarlo solo oggi. Il “mondolento” non è però più in grado di comprenderlo nelle sue reali complessità e tende a semplificarlo con nuove definizioni.
Ho visto moderatori dare del 2.0 al proprio mouse, aziende edili definirsi 2.0 nel costruire case, liti il cui peggior insulto era darsi del 1.0 (N.d.A. Dal 1994 al 2001 il mio nick name con cui mi chiamavano anche nella vita reale era, ahimè, Uno Puntozero). I giornali scrivono felici di 2.0 e un famoso settimanale generalista mi ha chiamato per un servizio fotografico in cui uomini “2.0” posano vestiti da importanti stilisti.
Se si procede di questo passo ci sono tutti i presupposti per una nuova bolla in stile 3.0!
Da compassato esploratore digitale lavoro sodo nel cercare formule capaci di semplificare senza banalizzare, ma più le cerco e più mi sfuggono. Il nuovo web e il nuovo mondo non possono essere compresi traendone le somme, ma interpretandone i decimali.
Diventare utenti è il refrain di chi vuole capire. Mani sporche d’olio e cofani aperti devono essere il quotidiano dell’uomo di marketing e comunicazione. Leggere riviste generaliste e guardare TV di flusso è altamente sconsigliato. Per evitare i ritrovati esami di riparazione è necessario guadagnarsi i voti da esploratore provetto attraverso lunghe surfate nelle nicchie della Rete. Creare un account su tutto, consumare la casella di ricerca di Google, leggere tutti gli archivi di TechCrunch e sporcare la casella email con così tanto spam da far impallidire le morchie di un autolavaggio.
Quando riemergerete, i vostri anticorpi reagiranno di fronte a qualunque semplificazione duepuntozerica, cederete alle polemiche con relatori impreparati e farete caso a tutti i form progettati da informatici. Si riconoscono perché hanno l’asterisco del campo obbligatorio pressoché invisibile e non potrete usare la vostra solita password perché la esigono di almeno 8 caratteri che contenga almeno 1 maiuscola e almeno 1 numero. Ovviamente questo lo scoprirete solo dopo aver cliccato sul tasto “prosegui” e quando sarete tornati indietro, il contenuto dei campi riempiti precedentemente sarà svanito e dovrete ricominciare daccapo. Solo allora vedrete i primi vaghi riflessi del satellite terrestre…
Sino ad allora, rifuggite dagli ossessivo compulsivi che quando navigano lo fanno solo nelle versioni online dei quotidiani cartacei convinti di guadagnare mostrine con tanti due e tanti zeri. Credete solo a chi fa, prima di professare: chiedete a chi vi propone un blog dov’è il suo di blog. Chiedete a chi vi vuole spiegare come si guadagna con Internet, dove sono i siti dove guadagna lui. Pretendete anche le spiegazioni tecniche, perché qui la tecnologia è centrale; chi se ne tira fuori affermando che è compito di altri non è in grado di comprendere i sottili meccanismi di comunicazione che regolano questo mondo. Non si può più progettare un prodotto di comunicazione che non abbia a che fare col digitale; e non si può curare un prodotto digitale senza conoscerne le implicazioni tecnologiche. La tecnologia è abilitante anche nella comunicazione. Se pensate che Ajax non c’entri nulla con la comunicazione, sappiate che invece i vostri utenti lo conoscono molto bene e vi rimanderanno a settembre, sino a quando non saprete dimostrare di prestare attenzione alla luna senza fermarvi al dito.
Che piaccia o meno, questo è il futuro… O se preferite semplificare, questo è il mondo 4.0.





Web 1.0, Web 2.0, Nuovo Web. Ho capito di cosa si tratta, grazie Marco!!!
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