Il titolo del Corriere della Sera sembra scritto apposta per piacere a un motore di ricerca che lo leggerebbe come il titolo di questo post.
Il vero obiettivo però sembra la “Signora Pina” e l’elaborazione delle sue sinapsi che leggendo quel titolo dovrebbe produrre una sorta di anticorpo verso il web per lei e per la sua famiglia.
Siccome quando il livello si fa basso, la Signora Pina fa fatica a comprendere di quali rischi esattamente si parli, allora ecco che una bella analogia con lo spauracchio degli spauracchi funziona sempre.
Se non si fossero prodigati con un sottotitolo da oscar della disinformazione, sembrerebbe un normale pezzo luddista conservatore anti-nuovo.
Invece la pruderia è andata oltre, si parla di “dosi” e si citano tutte le droghe. come dire “se non avevate capito bene ve lo ripetiamo con parole ad effetto”.
Si titola con quell’enfasi ma poi ovviamente nel pezzo non si può che scrivere: «Sui rischi per la salute derivanti dall’uso di queste cyber-droghe non ci sono evidenze».
Andando oltre l’effetto in termini di comunicazione, che come al solito è l’aspetto che mi interessa di più per gli effetti che genera tra gli analfabeti digitali, mi pare di capire che il principio su cui si basa tutto il pezzo è che quei suoni aumentano la produzione di dopamina (ormone naturale del piacere) e quindi questo è male!
Non sono un neurologo ma se la musica produce piacere e il piacere produce dopamina, allora anche io sono un drogato all’ultimo stadio.





“…Sulle bancarelle dei bazar cittadini si vendono audio-cassette con canzoni talebane (ma senza musica: per loro è vietata)…”
http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idpa=&idc=6&ida=&idt=&idart=133
Che la musica possa provocare effetti rilassanti o produrre piacere non è una novità!
E che il titolo sia subdolo è altrettanto evidente!
Ultimo stadio anch’io. E come ogni drogato che non si rispetti, continuerò ad EVITARE di comprare il Corriere e di sfogliarlo sul web.
Dovremmo tutti essere in pericolo allora, ci possono manovrare con qualche i-dose particolare, tipo mugatu nel mitico film zoolander (per chi ha presente).
La musica mi piace e continuerò a drogarmi sempre almeno che non esca un decreto che mi vieti qualcosa
@Pizzulata, grazie. fantastico! ho aggiunto un video alla fine del post
Mi era sfuggito l’articolo, ma mi *sembra* una mezza bufala e spiego il perché.
1- l’orecchio umano mediamente percepisce frequenze nel range da 20-30 Hz fino a 20 kHz (quelli più sensibili! l’orecchio del nonno non va oltre i 15-16 kHz!). quindi, pur riuscendo a inserire frequenze da 3 a 30 Hz – le extra low frequencies (ELF), utilizzate per la ricerca di oggetti metallici sepolti – in brani mp3, l’uomo non sarebbe in grado di “ascoltarle”. Almeno con l’orecchio. Non so se qualche altra parte del corpo le percepisca.
2- non conosco l’algoritmo di codifica in mp3, ma penso che quelle frequenze da 3 Hz fino a 20-30 Hz vengano tagliate e quindi non vengano compresse (sono gradite smentite da esperti). A meno di non utilizzare altre tecniche di codifica, forse.
3- pur riuscendo a infilare le ELF in un brano audio e ammettendo per assurdo che l’uomo fosse in grado di percepirle con l’orecchio, tutti gli speaker in commercio tagliano al di sotto dei 20-30 Hz e al di sopra dei 16-20 kHz, proprio perché solo quella banda di frequenze è percepibile dall’orecchio umano. quindi questa fantomatica droga audio sarebbe somministrata solo all’interno del computer – non so con quali effetti su di esso – e morirebbe non appena giungesse agli altoparlanti.
Capisco la tua posizione sulla disinformazione, ma francamente mi sembra che il titolo risponda alla comune e diffusa logica giornalistica. Il pezzo,a mio avviso, spiega abbastanza bene la questione. Io non me ne intendo di Hz e di kHz ma l’articolo riporta una notizia e non vedo perchè non la si dovrebbe leggere (Edo). In merito alla signora Pina e alle sue reazioni verso il web, credo possano essere le stesse che avrà di fronte a un articolo che parla di politica. In soldoni, secondo me, l’analfabeta generico e quello digitale in particolare, non lo alfabetizzi. Non so se mi sono capita
Comunque mi scaricherò dosi massicce della qualsiasi
Perdonami Sulay, ma l’articolo l’hai letto? Di seguito uno stralcio:
RISCHI – «Sui rischi per la salute derivanti dall’uso di queste cyber-droghe non ci sono evidenze», ha precisato il colonnello. «Attendiamo risposte dagli esperti, ma è necessario riflettere» su queste nuove disponibilità offerte dalla rete. Il potenziale di diffusione dell’iDoser è enorme, perché rispetto alle sostanze stupefacenti tradizionali sono meno invasive, più pratiche da utilizzare, e costano molto meno: un file può andare dai 5 ai 10 euro, col vantaggio rispetto alla droga che non si consuma e quindi si può riutilizzare quante volte di vuole».
Ed ancora:
Ma ha senso parlare di dipendenza? «Se una stimolazione nervosa esiste è verosimile che avvenga attraverso l’azione su determinati neurostrametttitori, come per le altre droghe, quindi è sicuramente possibile ipotizzare meccanismi e conseguenze non dissimili. Senza studi in merito non si può dire di più e si possono solo fare ipotesi, ma si tratta di ipotesi molto ragionevoli».
L’unica cosa ragionevole sono le ipotesi, appunto. Ma ti pare?
un altro articolo su questa cosa l’ha scritto Paolo Attivissimo. E’ la prima volta che vi trovo a scrivere dello stesso argomento, e la cosa meravigliosa è che entrambi state ridendo di questa cosa, nonostante l’enorme tam tam mediatico che nelle ultime ore ha avuto la cosa. Ecco il link:
http://attivissimo.blogspot.com/2008/07/mp3-droganti.html
quando imparerò a rileggere quello che scrivo prima di schiacciare su “submit comment”? Avrò detto “questa cosa” mille volte, sorry…
Edo, io non prendo sul serio quasi nulla di ciò che apprendo dai media, registro l’informazione. Capisco il fastidio perchè obbiettivamente è un continuo fiorir di distorsioni e iperbole.
Però dai 5 ai 10 euro mi sembra un prezzo abbordabile ti pare?
Il primo quotidiano d’Italia…
non è possibile.
@Sulay: in effetti, si può fare. Ieri ad esempio mi sono fatto una malinconica dose auricolare di Jeff Buckley. Gratis, persino!
Conoscete la dipendenza da gioco d’azzardo online?
Purtroppo se ne parla poco mentre è un problema che vi assicuro (per esperienza diretta) è assai gravoso e può arrivare a distruggere la propria vita!
Guardate su http://www.nodipendenza.com e http://www.sosazzardo.it