Aridaje!



Il battage antiweb continua. Ecco il turno dell’Interrnazionale:

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Reader Comments

Se vogliamo dirla tutta Internazionale ha solamente, e giustamente secondo me, tradotto il popolarissimo articolo di Carr a proposito delle trasformazioni cognitive che stiamo affrontando nel rapportarci con il web.
L’articolo non è poi una battage antiweb come dici ma una lucida analisi dei cambiamenti nel nostro modo di interpretare le informazioni che provengono non solo dalla rete ma anche dai media tradizionali.

Jacopo,
quello che mi preoccupa e che mi fa scrivere questo genere di posgt da almeno 10 anni è il significato mediatico o in altre parole il messaggio che passa. io mi occupo di comunicazione e quindi analizzo il messaggio in senso più ampio. questo genere di articoli, che siano argomentati, morigerati, tradotti, riportati, quando hanno titoli come quello, in un paese come questo, sono dannosi! perché la signora pina riceve un bombardamento che la influenza. La signora pina non approfondisce. Legge i titoli. I titoli ad effetto fanno bene alle vendite dei giornali ma non alla cultura italiana che già è messa male in ambito tecnologico…

E che 2 palle!
Facciamo una petizione per rimuovere giornalisti incompetenti, conosco un ottimo sito :-)

Potrei anche essere d’accordo sulla questione della signora Pina, ma c’è da dire che Internazionale non è di sicuro rivolto alla signora Pina, non a quelli che leggono solamente i titoli. L’articolo di Carr comunque, probabilmente proprio grazie alla provocatorietà contenuta nel titolo, tra l’altro quantomeno messa in dubbio dall’autore stesso all’interno dell’articolo, ha dato il via ad un ampio e corposo dibattito tra i blogger e gli addetti del settore (come sicuramente saprai) e semplici lettori che, a mio avviso, non ha fatto altro che bene alla rete stessa. Inoltre per questa volta non c’è da prendersela con la stampa italiana che non ha fatto altro che tradurre letteralmente l’articolo originale e riproporlo proprio per dare ulteriore vitalità al dibattito. Su mille altre questioni ti avrei dato ragione e sarei venuto a portare tutta la mia acqua al tuo mulino, ma non su questa.

Marco, la signora pina non legge il tuo blog; quindi visto che lo leggiamo noi (e se permetti, io non sono la signora Pina), che ne diresti di cambiare la strategia degli ultimi 10 anni? Come ad esempio spiegare dove Carr si sbaglia (ie: giustamente fai notare che “quel titolo, in un paese come questo” rischia di far danni se non commentato a dovere) e dove invece ha ragione (ie: la frammentazione della conoscenza e’ fenomeno REALE E PREOCCUPANTE; Rodotà: “Attenti alle derive popolariiiiii”). Perchè se no invece di ottenere gli effetti desiderati finisci per far parte delle derive popolari… ma questo lo sai no?! E’ questione di comunicazione… giusto?

@mfp,
ognuno ha le proprie attitudini… E i propri limiti. Correrò il rischio della deriva popolare :)

Come preferisci Marco… come preferisci… come probabilmente gia’ saprai, se c’e’ una cosa che non posso esimermi dal plaudire e’ quando uno dice che ognuno ha le sue abitudini. Finchè non collidono con i diritti inalienabili (per i quali ancora non ho capito qual’e’ la definizione giusta secondo dottrina legacy: naturali, umani, naturali?), va tutto bene…

mfp, non era una provocazione, è che davvero io sono come sembro :) ovvero con i miei limiti…

… e io di quello non ne ho mai dubitato! Io ho i miei… non vedo perchè tu non dovresti avere i tuoi limiti. Alcuni perfino comuni…

http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/scienza_e_tecnologia/ipocrisia/ipocrisia/ipocrisia.html

… ma dire l’ovvio non ci aiuta a comunicare. E poi mi togli una curiosità: perchè pensi che io l’abbia presa come una provocazione!?

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