Marketing & Communication Manager da licenziare



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Qualche giorno fa, presentato da un persona amica comune, ho telefonato alla direttrice marketing e comunicazione di una nota azienda internazionale che produce birra.
Le spiego di TuoVideo.it, di quanto potrebbe essere adatto al loro target, composto prevalentemente di giovani. Le spiego le ragioni per cui a mio parere la proprietà di una piattaforma di videosharing può giovare all’immagine oltre che a significare una presenza concreta nel web partecipativo… etc… etc…
Parlo una quindicina di minuti…
Nella peggiore delle ipotesi mi aspettavo che mi dicesse che le attività nel web partecipativo non sono tra le loro priorità. Oppure che hanno già valutato altre piattaforme di videosharing, o che non gli interessano quelle avviate, o al massimo che non gli interessa proprio la mia….

Invece alla fine mi risponde così: “Ma noi il sito web ce l’abbiamo già!”.

Mi riprendo dalla doccia gelata, faccio una lunghissima marcia indietro e cerco di spiegare la differenza tra il sito aziendale e una piattaforma di video sharing… 
Accantono TuoVideo e il videosharing in genere, Parlo per altri cinque minuti di Nuovo Web, di nuove nicche, di coda lunga, etc…

Alla fine mi risponde così: “Mi scusi ma io mi occupo di comunicazione e marketing, non mi intendo molto di queste cose. Dovrebbe parlare con la web agency che ci ha fatto il sito”.

Ho avuto un calo glicemico. Saluto esangue e chiudo.

In un paese normale, con una classe dirigente dal livello culturale normale, questi signori non dovrebbero fare i direttori marketing e comunicazione.

DOVREBBERO ESSERE LICENZIATI TUTTI

per far spazio a professionisti competenti e capaci di guidare un’area così importante e in continua evoluzione come la comunicazione e il marketing, che nel 2008 non può prescinedere da una corretta conoscenza del digitale e delle sue dinamiche…

E’ irrilevante che riescano a mantenere il ruolo che occupano solo perché le presidenze o gli amministratori delegati non sono sufficientemente preparati per valutare correttamente le competenze di comunicazione e marketing in ambito digitale dei manager alle loro dipendenze. Questi signori fanno oggettivi gravi danni alle aziende, a prescindere dalle più diffuse giustificazioni: “però, poveri, dopotutto ci provano”, “beh, bisogna dargli tempo”, etc…

FANNO DANNI ALLE AZIENDE ITALIANE.
QUINDI NELL’INSIEME FANNO DANNI ALL’ECONOMIA ITALIANA.
OVVERO ALLE TASCHE DI TUTTI NOI.

Reader Comments

…E allora, che bisogna fare ?
Te collabbori con personaggi importanti,
di grosso spessore,calibro,e potere.
Io sò dea coda lunga…
Io sò ” er vaccinaro”
( coda lunga, coda alla vaccinara…non sò se cogliete il mio doubble sense alla made in barese )
Che te devo dì… ?
..che C’hai ragione! Bravo ! Concordo!
Io so Ciuccio, ma a differenza tra ‘nsito e ‘na piattolaforma, ‘na forma de piattola, ‘aapiattaforma so quall’è !
Ma so’n Ciuccio Vaccinaro !
Faccio parte dea coda Lunga
Nu conto gniente ?
Chiedetelo al direttore dea communicazione !

io quelli che mi parlano di coda lunga li metto gentilmente alla porta. E’ colpa vostra che non vi fate capire e che usate troppi termini strambi

Voglio essere positivo: continuo a pensare che, a fronte di una realtà così desolante, qui pochi direttori marketing capaci, con un minimo di cognizione di che cosa possa rappresentare davvero il web per la loro azienda, dovrebbero fare una carriera fulminante…

Certo, purtroppo ce ne sono fin troppi di soggetti del genere. Invece trovo che nelle ditte medie/piccole c’è perfino più apertura. Non solo mi è stato appena commissionato un corporate blog per una realtà piccola, ma il cliente mi ha anche chiesto di firmare un accordo per avere l’esclusiva per 2 anni - per evitare cioè che la mia qualità favorisca anche i suoi concorrenti. Ovviamente un accordo del genere ha un alto prezzo, ma è disposto a pagare. Ha capito l’importanza del nuovo mezzo e vuole sfruttarlo a suo favore, in più vuole essere il primo nel suo settore. Meglio di così!
Quando si fanno gli alti voli ci si fa più male se si cade, ma è un rischio che bisogna mettere sempre in preventivo. Certo che un direttore di marketing e comunicazione di una ditta così rilevante dovrebbe quanto meno cercare di capire cosa gli stai dicendo, se proprio non si spiega perché gli parli di piattaforme social.
Buon inizio di settimana, Marco, ciao!

Se la base di partenza e’ quella descritta qui, sarebbe stato molto difficile “illuminare” il direttore marketing con una sola telefonata.
Le sue responsabilita’ restano, ma temo che tocchi a noi trovare la forma (linguaggio - vedi commento di aghost) e i tempi per produrre un cambiamento.

Agost, Marco,
il punto è però proprio questo: non si dovrebbe spiegare a un direttore marketing e comunicazione cos’è il marketing e la comunicazione digitale nelle sue basi. Dovrebbe conoscerla. Hanno un ruolo e uno stipendio che dovrebbe obbligarli almeno a informarsi sulla differenza tra una piattaforma di videosharing e un sito internet aziendale, o sul ruolo di una web agency.
E’ un po’ come se proponendo un nuovo tipo di automobile alla FIAT mi avessero risposto di rivolgermi alla loro agenzia di pubblicità.
E’ il loro mestiere… cribbio :)
Io posso aiutarli a comprendere le sottili dinamiche che muovono questo mondo, ma non l’ABC perché senza ABC nel resto del mondo, VANNO A CASA! :)

Pur essendo coinvolto come te nel tentativo di proporre alle aziende soluzioni innovative di marketing digitale, vorrei tentare di fare un’osservazione provocatoria: siamo sicuri che ,se molti responsabili di marketing non hanno idea dei meccanismi e degli strumenti del nuovo marketing digitale, non sia semplicemente perche nessuno e’ riuscito a dimostrargli semplicemente e con esempi ,che la cosa funziona? (intendendo con questo la capacita’ di riconoscere success story vicine al loro modello di business ed alle loro dimensioni)
Vorrei distinguere certamente , la conoscenza dei meccanismi dall’interesse, ma le cose sono legate indissolubilmente.
A questo proposito ho raccontato una storiella divertente e vera sul mio Blog : http://micheleleidi.blogspot.com/2007/10/piastrellisti-su-marte.html
che parla di come ,se le tecnologie e i nuovi strumenti dimostrano la loro utilita’ (ROI) scatta l’interesse ad approfondire immediatamente.
In conclusione dobbiamo concentrarci sulla generazione del valore per le azende , perche’ quello lo capiscono anche i Direttori Marketing….
Saluti

Michele Leidi

Purtroppo la realtà italiana è questa, gente che si “fregia” di titoli altisonanti “DIRETTORE MARKETING E COMUNICAZIONE” ma poi non sa l’ABC della materia che dovrebbe padroneggiare.
Come si giustificano: beh usano il metodo dello “scarica barile” dando l’eventuale colpa in modo randomico a università, azienda, collaboratori…
Che desolazione!

Poi io ho l’impressione che anche nelle università si parli poco di come servirsi deu nuovi media. Con una mia amica, quasi laureata in Scienze della Comunicazione, stiamo portando avanti un laboratorio di giornalismo che propone un foglio di approfondimento. Io le ho proposto di creare un blog e, in generale, di buttarci nel social networking per provare a costruirci un pubblico fidelizzato, visto che usciamo ogni tre mesi. Le ho mandato una mail nella quale questa ragazza sembrava cascata dalle nuvole. Per me, non è un bel segnale per il futuro.

@fpmassam:
io insegno all’Università e confermo quanto dici. Sia a Scienze dell’Informazione, sia a Scienze della Comunicazione non insegnano il Nuovo Web nel modo corretto.

Scusa, ho fatto un anacoluto manzioniano. Volevo scrivere che ci siamo mandati una serie di mail dove la mia collega sembrava cascata dalle nuvole. Scusatemi tutti.

Marco fattene una ragione, il panorama professionale è desolante.
Non sempre le persone ricoprono ruoli di responsabilità per meritocrazia, ma per altri motivi.
Un direttore comunicazione e marketing, anche se non è previsto in azienda, deve fare della formazione continua un suo cavallo di battaglia ( anche solo banalmente passare in libreria per vedere i libri che trattano novità della sua area competenza ).
Soprattutto se l’offerta accademica è lacunosa o latente.
Non solo anche se di occupi di comunicazione e marketing dovresti avere conoscenze base di tutte le altre aree Aziendali ( non è vero che non ti riguardano ).
Quello che è svilente il fatto che hai parlato per molti minuti ma quella ha palesato di non averti ascoltato.
Denotando che nel dna ha la scarsa prossimicità empatica verso terzi e pertanto non dovrebbe occuparsi di comunicazione e marketing.
E non ci si continui a lamentare che le Aziende declinano, fintanto ci sono le persone sbagliate nei posti che meritano altri.
Ne conosco tanti purtroppo.

@Rocco,
il paradosso è che chi è conscio della situazione è preparato, e viceversa chi non vede i problema è “amico” del giaguaro.
I dirigenti certo non leggono i blog e questo genere di denunce. ai convegni di settore il fairplay regna indisturbato ed ecco da dove inizia la fine.
La disruptive innovation nel frattempo avanza! :)

Aghost, è come dire che i medici usano termini difficili. Se uno fa il direttore marketing e comunicazione deve conoscere il linguaggio del marketing e comunicazione. Quando delega alla sua web agency delle decisioni che dovrebbe prendere lui non fa una bella cosa per l’azienda. Ovviamente la web agency propone solo le cose che sa fare (e potrebbe essere rimasta indietro di 10 anni) e non ha certamente la visione d’insieme per sapere quale strategia di comunicazione e marketing è meglio intraprendere per l’azienda. Nascondersi perchè non si è preparati non serve sicuramente a migliorare..se ogni volta che non capisci qualcosa metti alla porta qualcuno alla fine dell’anno non avrai imparato assolutamente niente.

Tutto ciò, purtroppo, è davvero scoraggiante e desolante per il settore, per l’economia e per l’Italia, ma purtroppo la realtà nel nostro paese è questa. Spesso è fatta di persone che occupano un posto solo perchè lo devono occupare (leggi nepotismo) oppure perchè i vertici aziendali non conoscono le basi del marketing e dunque non sono in grado di dare l’incarico di Direttore Marketing alle persone giuste. Inoltre l’aggiornamento professionale è un miraggio perciò può succedere quello che è accaduto a te.
Essendo però questo il quadro le persone come te, oltre a vendere la propria consulenza, devono in qualche modo “formare” e “portare conoscenza” nella speranza che lo scenario cambi ed in attesa che in un futuro (spero prossimo francamente) i posti chiave del marketing siano occupati dalle persone giuste; occupati da gente che chiami te e i tuoi colleghi prima di ricevere la tua telefonata, perchè conoscono la materia ed hanno deciso di rivolgersi a chi “fa marketing” sui new media per mestiere ed in maniera professionale.

simona, hai idea di quanta gente si nasconda dietro a paroloni e inglesismi per nascondere la propria cialtroneria?

Esula dallo specifico ma un’esempio fulgido ( e-mail ricevuta adesso ):

Con la presente vorremmo farvi conoscere la nostra azienda
La…………………….è specializzata nelle ……………….
Alleghiamo lettera di presentazione.
Ringraziando per l’attenzione
Porgiamo distinti saluti.

Scartata per i seguenti motivi:

L’Azienda era stata contattata anni fa per ns. necessità e con proposta di fare network imprese
( non ci avevano preso in considerazione, non tengono traccia dei profili loro contatti in totale disinteresse dei destinatari messaggio )
L’e-mail non evidenzia nessuna forza differenziante di valore dai loro concorrenti per il quale dovremmo contattarli
Nel corpo e-mail mancano ns. riferimenti e loro contatti
Il sito ( vetrina ) fatto in casa è un’accozzaglia d’informazioni che rimanda un’immagine aziendale poco professionale

Morale:

Se il principale settore per cui lavori è in crisi e rischi la chiusura, sono problemi tuoi, dovevi pensarci quando ti abbiamo proposto di fare network.

L’operatività quotidiana senza una strategia di medio-lungo periodo, la scarsa considerazione di potenziali partner porta in un vicolo chiuso.

Altro fulgido esempio ( invito diretto ricevuto ora ):

Buongiorno,

a seguito della Vostra associazione ad………. ( NON SIAMO ASSOCIATI A X ), mediante il periodico………………..( CHE NON LEGGO ), mi permetto di farLe pervenire un ns. invito al convegno “…………………” ( SONO GIA’ ISCRITTO DA TEMPO ), da noi sponsorizzato al fine di contribuire ad una sempre maggiore diffusione della cultura delle …………
( NE FANNO UN LORO CAVALLO DI BATTAGLIA, PECCATO CHE POI FANNO TUTTO IL CONTRARIO ).

Naturalmente l’invito è aperto anche alla funzioni aziendali della …………. che ne dovessero essere interessate.

Nel caso mi farebbe molto piacere poter avere un incontro conoscitivo ( CERTO LA PRIMA COSA CHE PENSO QUANDO ENTRO E’ CERCARTI ), per poter valutare nella massima trasparenza ( CAZZO NON SAPEVO CI FOSSERO SEGRETI DI STATO ) i presupposti per un’ eventuale collaborazione in termini di …………………. o di ……………..
( SE NE OCCUPA LA PROPRIETA’ E SE AVESSI LETTO QUALE E’ LA MIA FUNZIONE DIRETTIVA CI METTEVI TEMPO ZERO A CAPIRLO ).

Certi di un Vostro gradito riscontro, porgo i migliori saluti.

Morale:

Non vado all’evento per impegni prioritari ma anche per non essere contaggiato dal virus dell’incapacità ( ho già i miei gap nella comunicazione e marketing non vorrei peggiorare ).

Per fortuna il mittente e-mail è parte di una multinazionale che si vanta della professionalità delle loro risorse umane.

TIn Italia viviamo un assurdo. Il presidente del consiglio che rispecchia la maggioranza degli italiani e’ un uomo di pubblicita’. La parte piu’ brutta lo so, Quella media. Ma e’ della pubblicita’. Ma in Italia della pubblicita’, in senso di creativita’ pubblicitaria (ma anche di altri campi), non frega niente a nessuno. Altrimenti non esisterebbero le telepromozioni che sono un insulto a tutte le regole del marketing, della pubblicita’, dell’eleganza, buon gusto e grammatica tv e italiana.Nei grosii investitori giara ancora troppo denaro, i comunicatori italiani sono ancora troppo ricchi, o troppo coccolati da agenzie media che gli regalano spazi e agenzie che gli regalano lavoro al 2%.Le agenzie devono lavorare a convincere che solo la qualita’ creatvia in comunicazione paga e fa risparmiare soldi. Oltre che vende di piu’. Ci vorebbe una bella crisi. Dei grandi marchi imbecilli.

Se vuoi ti spiego da dove vengono questi responsabili marketing: dalle selezioni delle aziende di reclutamento che mettono una psicologa o un neolaureato in giurisprudenza a fare i colloqui. Io ho visto gente molto capace essere scartata semplicemente perchè chi li stava selezionando non capiva di cosa parlassero. A una mia amica, project manager che ha prodotto siti di notevoli dimensioni per aziende di tutto rispetto, dopo 10 minuti che parlava di progetti realizzati all’estero tra cui un web tv channel nel 2002 (!) è stato chiesto: “E il pacchetto office? Word, excel, EMAIL ecc. li sa usare?”
Ecco, questa tua marketing-pagliaccia è il prodotto di un selezionatore che pensa che ‘email’ sia un programma office e ha bisogno di chiedere a un project manager se sa usare Word. Ci scommetterei.

Concordo
Dovrebbero essere licenziati tutti/e
il problema è che sono troppi/e e non ci si riesce a farli/e fuori tutti/e
Trovo il calo glicemico assolutamente pertinente

[...] conferma al povero Marco Camisani Calzolari, sempre più allibito quando alza il telefono con [...]

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