Enterprise 2.0, corporate 2.0, azienda 2.0… Sono la nuova moda del momento. C’è chi ha capito di cosa si tratta e chi pensa di aver capito. C’è chi ne vede gli aspetti tecnici e chi invece solo quelli di comunicazione. Una cosa è certa: è arrivato il momento di introdurre in azienda i nuovi strumenti del Nuovo Web.
Lo chiamo Nuovo Web perché Web 2.0 ormai è datato dal punto di vista culturale e non descrive più nulla, se non la voglia di essere alla moda di chi lo pronuncia.
A settembre uscirà il mio libro, edito da Pearson / Financial Times che si chiama Impresa 4.0 sia per sottolineare il modello a 4 direzioni che contiene (su cui presto darò qualche anticipazione).
Le aziende moderne hanno sempre più bisogno di innovare le procedure, affiancandole a nuovi strumenti, che a volte sono solo di supporto ad alcune funzioni ed altre invece sono gli strumenti stessi a creare nuove esigenze, diventando loro stessi drivers dell’innovazione.
Ma se si pensa al Nuovo Web in azienda vengono in mente i blog o al massimo i social networks. Ai più tecnici vengono in mente le intranet che sa va sans dir diventano duepuntozero.
È un mondo che alimenta questa dicotomia dove i tecnici non si occupano di comunicazione e viceversa i responsabili marketing e comunicazione aborrono la tecnologia.
È questo a mio parere il vero divario culturale che deve essere superato per dare alle azienda una vera nuova aria di innovazione, capace di rendere più efficiente tutte le arre e superare quella credenza che ormai purtroppo sembra affermarsi, ovvero che in fondo l’innovazione digitale è più forma che sostanza.
All’interno delle aziende si utilizzano ancora i soliti tre strumenti per fare tutto: telefono, fax e email.
Il Nuovo Web invece mette a disposizione strumenti nuovi, molto specifici per ogni singola attività. Per esempio il social bookmarking non è certo incentivato all’interno delle aziende, e sicuramente nessuno viene redarguito perché non ha usato lo strumento giusto per condividere valore in azienda quando trova un link interessante. La condivisione dell’agenda o della rubrica sono incentivate solo se la Intranet ufficiale lo supporta e comunque non è mai presa in considerazione la possibilità di sincronizzare i dati con qualsiasi device, magari con standard aperti come SyncML che per quanto possa apparire tecnico, in realtà significa che tutto può sincronizzarsi con tutto.
Ci si interroga ancora come fare quando si deve inviare un file da 1GB perché non si utilizzano piattaforme dedicate, come per esempio Pando.com che permette l’invio di file di qualsiasi dimensioni.
Anzi, spesso nei computer aziendali non è possibile installare nulla perché la direzione IT lo vieta. Non ci sono ruoli o esigenze che tengano. Prima viene la policy dell’IT e poi le esigenze del manager moderno che deve utilizzare strumenti altrettanto avanzati. Penso che non sia l’IT il driver dell’innovazione, almeno per il mandato che ha oggi l’IT. Ovvero quello di mantenere in sicurezza la rete. Il resto è secondario. Gli strumenti di comunicazione sia interna sia esterna dalle caratteristiche innovative come per esempio i Wiki, non trovano spazio nelle normali procedure. Per esempio se si deve condividere una decisione, o si fanno riunioni, o si mandano email o ci si sente al telefono. Se qualcuno propone l’utilizzo si un Wiki, si rifiuta con un sorriso che spesso nasconde la poca voglia di sperimentare nuove forme di comunicazione più efficienti.
Gli atteggiamenti “analogici” non sono osteggiati e la rubrica di carta è concessa. Non sono quasi mai considerati i danni che questo provoca in quanto non sono ancora stati verificati i vantaggi che invece l’uso corretto dei nuovi strumenti porta.
Anche il “vedersi in faccia” a tutti i costi, è un retaggio della cultura analogica.
Ci sono attività che non hanno ragione razionale per essere svolte in presenza. Si pensi alla maggior parte delle riunioni che potrebbero essere svolte con un desktop condiviso unito all’audio conferenza.
I dirigenti sono spesso i primi a impedire il cambiamento perché non lo comprendono loro in prima persona. Forse dovremo aspettare almeno un’altra generazione prima che gli uomini dell’azienda interpretino correttamente le novità al fine di rendere più competitivo il lavoro di tutti prima che altre più avanzate ci rendano poco concorrenziali e inadeguate al mercato che cambia.
Il libro tuttavia ha gli obiettivi di mettere ordine nel Nuovo Web dal punto di vista dell’impresa e di fornire un supporto concreto per il manager che deve affrontare il cambiamento.





non vedo l’ora di comprare il tuo libro e passare stimolati pomeriggi a colorarlo.
Premetto innanzitutto che sono uno studente di economia e pertanto non conosco in maniera approfondita le dinamiche che ci sono all’interno di un’azienda.
Oggi, però, vivo in prima persona il cambiamento che sta lentamente prendendo piede anche nel nostro paese e vedo, di conseguenza, un mondo che si muove a due velocità: quella dinamica del web e quella piuttosto statica della vita ordinaria.
Sono quindi pienamente d’accordo con la prima parte dell’articolo dove Lei sottolinea i vantaggi che potrebbero derivare dall’utilizzo di nuovi strumenti digitali come l’agenda condivisa, il social bookmarking o pando.com.
Tuttavia mi lascia pensare la parte sulle riunioni on-line. Penso che la parte umana debba emergere all’interno di un dibattito e questo non sarebbe possibile durante una videoconferenza. Logico che questo non vuol dire che tutte le riunioni debbano svolgersi di persona e, come ha detto Lei, i dirigenti tendono a rifiutare “con un sorriso che spesso nasconde la poca voglia di sperimentare nuove forme di comunicazione più efficienti.”
Starà quindi ad una probabile prossima generazione di manager il saper combinare in modo appropriato le componenti analogiche e quelle digitali evitando estremizzazioni che potrebbero rivelarsi inefficienti.
Grande come sempre!
Devi prenderti un we nelle Dolomiti cosi’ me ne autografi na copia.
Qui nuotiamo nei laghetti freschissimi del http://www.dolomitipark.it , tornando, a sera passiamo alla latteria di Camolino per una bella ricotta fresca, ottima con la marmellata fatta da mia nonna… http://maps.google.it/maps?f=q&hl=it&geocode=&q=sospirolo+&sll=41.442726,12.392578&sspn=14.712251,17.666016&ie=UTF8&ll=46.157956,12.079468&spn=0.212601,0.276031&z=11&iwloc=addr
pero’ al backup ci pensa http://www.mozy.com, la formazione la facciamo pure online con http://www.gotomeeting.com , per il CRM abbiamo scelto di la filosofia ON-DEMAND con http://www.salesforce.com che ci apre pure al geomarketing, e a fare prospetti sezioni computi e simulazioni ci pensa http://www.allplan.it... eppure trovo ancora chi mi chiede se BIM2008 e’ compatibile con WIN98 …no? mi spiace non ci serve…
Buongiorno a tutti
la cosa più difficile è far capire tutto questo anche ai collaboratori di 25 anni ….
Purtroppo molti/troppi si limitano ad usare lo “strumento” che gli proponi solo per la sua prima funzione .. la più semplice e banale (Messanger solo per messaggi)
Per le piccole aziende (agenzia di viaggi) è improponibile fare dei corsi ai collaboratori … cosa possiamo fare per preparare le ragazze?
Abbiamo un blog, http://www.macondoviaggi.blogspot.com, un gruppo su facebook.com ….
COME FACCIO A FAR CAPIRE CHE E’ IMPORTANTE E NON UN GIOCO? (a volte… è difficle anche far usare il cell per chiamare i cellulari)
Esistono dei siti dove è possibile scaricare dei corsi gratuitamente?
Grazie e scusare lo sfogo….
@Giovanni,
la parte “umana” è importante, tuttavia sono molti i casi in cui alcune riunioni sono sostituibili con l’omologo digitale a distanza.
Credo inoltre che col tempo la “componente umana” tenderà a prendere altri significati e ci sarà sempr emeno bisogno di avere di fronte una persona in carne.
@Dario,
non vedo l’ora! Ho una casa Riva del Garda e se riesco un giorno faccio una gita a Sospirolo
Complimenti per gli strumenti che utilizzate! sono poche le case histories che ho trovato in Italia.
@Edoardo,
credo che delle buone linee guida siano propedeiche…
Poi basta far comprare a tutti il mio libro che tratta proprio questi temi…
Mi sembra che per il resto avete tutto quel che serve e molti di più di quel che hanno mediamente le altre aziende concorrenti…
“Enterprise 2.0, corporate 2.0, azienda 2.0… Sono la nuova moda del momento. C’è chi ha capito di cosa si tratta e chi pensa di aver capito. C’è chi ne vede gli aspetti tecnici e chi invece solo quelli di comunicazione. ”
Aggiungo che c’è chi ne vede solo gli aspetti economici, non mi pare che questi strumenti, per condividere il contenuto del cassetto della mia scrivania con i colleghi, siano gratuiti… Ma come dice il mio saggio amico Dario (vedi post 27 June 2008 at 10:43 am ) DI TUTTO CONOSCIAMO IL PREZZO, DI NIENTE IL VALORE (scusate ma è un concetto che va urlato!).
Concordo pure sul WE nelle Dolomiti, in questo periodo ci sono le fragoline di bosco…