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	<title>Comments on: Allora anche i quotidiani rendono stupidi&#8230;</title>
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		<title>By: Tecnofobi &#187; La TV rende stupidi</title>
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		<dc:creator>Tecnofobi &#187; La TV rende stupidi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Dec 2008 08:16:16 +0000</pubDate>
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		<description>[...] la differenza che è passato di moda [...]</description>
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		<title>By: Tecnofobi &#187; La TV rende stupidi</title>
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		<dc:creator>Tecnofobi &#187; La TV rende stupidi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Dec 2008 08:16:16 +0000</pubDate>
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		<description>[...] la differenza che è passato di moda [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] la differenza che è passato di moda [...]</p>
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		<title>By: Social Network: e se l&#8217;advertising non fosse il giusto business model? su Socialware</title>
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		<dc:creator>Social Network: e se l&#8217;advertising non fosse il giusto business model? su Socialware</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jun 2008 14:20:24 +0000</pubDate>
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		<description>[...] dovrà sicuramente trovare nuove forme di attrattività ed engaging, anche perchè, se è vero che il web ci rende meno attenti e concentrati, (terrorismo psicologico dei mass-media a parte) il paradosso è che il fondamento economico stesso [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] dovrà sicuramente trovare nuove forme di attrattività ed engaging, anche perchè, se è vero che il web ci rende meno attenti e concentrati, (terrorismo psicologico dei mass-media a parte) il paradosso è che il fondamento economico stesso [...]</p>
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	<item>
		<title>By: La TV rende stupidi - Marco Camisani Calzolari</title>
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		<dc:creator>La TV rende stupidi - Marco Camisani Calzolari</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jun 2008 22:01:30 +0000</pubDate>
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		<description>[...] la differenza che è passato di moda scriverlo…         Per alzare il volume premere pi&#249; volte il tasto [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] la differenza che è passato di moda scriverlo…         Per alzare il volume premere pi&ugrave; volte il tasto [...]</p>
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	<item>
		<title>By: Claudio Vaccaro</title>
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		<dc:creator>Claudio Vaccaro</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jun 2008 17:03:53 +0000</pubDate>
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		<description>Parafrasando la Gialappa&#039;s direi: &quot;sono pienamente d&#039;accordo a metà con il mister&quot; :) Nel senso: delle considerazioni di Marco colgo la critica giusta al mondo dei mass media che non perde occasione per fare terrorismo psicologico &quot;contro&quot; internet. Ma il tema di fondo a me sembra molto interessane e condvisibile, nel senso che io per primo noto una FORTE diminuzione delle mie capacità di attenzione e concentrazione, a favore però di una maggiore velocità operativa e &quot;multitasking&quot;. Mi &quot;stufo&quot; prima, spesso sono più superficiale, cerco di cogliere subito il succo di un contenuto. Meriterebbe uno studio molto approfondito. Anche perché la cosa non ha solo risvolti psicologici individuali, ma anche marketing: esempio l&#039;effettiva riuscita di una campagna web è strettamente correlato all&#039;&quot;attenzione&quot; verso i contenuti di una pagina...meno attenzione, meno CTR, meno revenues...e i dati sembrano confermarlo, in diversi casi. Insomma, un problema che secondo me esiste e ha molte sfaccettature, ma che sicuramente l&#039;articolo non affronta nella maniera corretta. Ciao a tutti, ciao Marco.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Parafrasando la Gialappa&#8217;s direi: &#8220;sono pienamente d&#8217;accordo a metà con il mister&#8221; <img src='http://www.camisanicalzolari.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  Nel senso: delle considerazioni di Marco colgo la critica giusta al mondo dei mass media che non perde occasione per fare terrorismo psicologico &#8220;contro&#8221; internet. Ma il tema di fondo a me sembra molto interessane e condvisibile, nel senso che io per primo noto una FORTE diminuzione delle mie capacità di attenzione e concentrazione, a favore però di una maggiore velocità operativa e &#8220;multitasking&#8221;. Mi &#8220;stufo&#8221; prima, spesso sono più superficiale, cerco di cogliere subito il succo di un contenuto. Meriterebbe uno studio molto approfondito. Anche perché la cosa non ha solo risvolti psicologici individuali, ma anche marketing: esempio l&#8217;effettiva riuscita di una campagna web è strettamente correlato all&#8217;&#8221;attenzione&#8221; verso i contenuti di una pagina&#8230;meno attenzione, meno CTR, meno revenues&#8230;e i dati sembrano confermarlo, in diversi casi. Insomma, un problema che secondo me esiste e ha molte sfaccettature, ma che sicuramente l&#8217;articolo non affronta nella maniera corretta. Ciao a tutti, ciao Marco.</p>
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	<item>
		<title>By: Ivo Quartiroli</title>
		<link>http://www.camisanicalzolari.com/2008/06/allora-anche-i-quotidiani-rendono-stupidi.html/comment-page-1#comment-44300</link>
		<dc:creator>Ivo Quartiroli</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 22:40:07 +0000</pubDate>
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		<description>Che gli editori possano fare da guida me lo auguro, in realtà gli strumenti già c&#039;erano anche tra gli editori tradizionali e si chiamavano quotidiani, settimanali, anche la stessa televisione, prima che diventassero quel che sono in un paese dove la libertà d&#039;informazione è a livelli da terzo mondo. 

La consapevolezza di cui parlo però riguarda più l&#039;osservazione interiore che la guida all&#039;informazione. Ma la capacità di leggere le informazioni in modo profondo e critico di questi tempi sarebbe già molto. Di Kelly pubblicai &quot;Out of control&quot;, di cui hanno parlato più persone di quelle che lo hanno letto. Era buffo vedere che tutti ne parlavano e nessuno lo acquistava. Strani meccanismi del mondo affascinante dei libri, a volte avviene il contrario, libri sconosciuti vendevano molto di più. Kelly lo trovo geniale ma a mio parere ha il limite del sogno californiano della frontiera che ritiene che la sviluppare la tecnologia potrà risolvere tutti i nostri problemi. E&#039; un film già visto parecchie volte, già prima della rivoluzione industriale. Ma è un sogno perlomeno onesto e in buona fede.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Che gli editori possano fare da guida me lo auguro, in realtà gli strumenti già c&#8217;erano anche tra gli editori tradizionali e si chiamavano quotidiani, settimanali, anche la stessa televisione, prima che diventassero quel che sono in un paese dove la libertà d&#8217;informazione è a livelli da terzo mondo. </p>
<p>La consapevolezza di cui parlo però riguarda più l&#8217;osservazione interiore che la guida all&#8217;informazione. Ma la capacità di leggere le informazioni in modo profondo e critico di questi tempi sarebbe già molto. Di Kelly pubblicai &#8220;Out of control&#8221;, di cui hanno parlato più persone di quelle che lo hanno letto. Era buffo vedere che tutti ne parlavano e nessuno lo acquistava. Strani meccanismi del mondo affascinante dei libri, a volte avviene il contrario, libri sconosciuti vendevano molto di più. Kelly lo trovo geniale ma a mio parere ha il limite del sogno californiano della frontiera che ritiene che la sviluppare la tecnologia potrà risolvere tutti i nostri problemi. E&#8217; un film già visto parecchie volte, già prima della rivoluzione industriale. Ma è un sogno perlomeno onesto e in buona fede.</p>
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		<title>By: Maurizio Goetz</title>
		<link>http://www.camisanicalzolari.com/2008/06/allora-anche-i-quotidiani-rendono-stupidi.html/comment-page-1#comment-44286</link>
		<dc:creator>Maurizio Goetz</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 18:50:03 +0000</pubDate>
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		<description>Ivo hai perfettamente ragione, ma se si applicasse quello che tu scrivi gli editori potrebbero ripensare il loro ruolo da fornitori di contenuti ad abilitatori di quella consapevolezza di cui parli, ovvero una guida ai contenuti, alla loro comprensione, fornendo differenti chiave di interpretazione, in questo modo si eviterebbero i problemi che Internet amplifica, la riproducibilità dei contenuti a costo zero, tornando a creare valore come auspicato da Kevin Kelly. E&#039; quindi necessario trasformare le riflessioni molto giuste in proposizione per fornire almeno qualche soluzione ai problemi che citi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ivo hai perfettamente ragione, ma se si applicasse quello che tu scrivi gli editori potrebbero ripensare il loro ruolo da fornitori di contenuti ad abilitatori di quella consapevolezza di cui parli, ovvero una guida ai contenuti, alla loro comprensione, fornendo differenti chiave di interpretazione, in questo modo si eviterebbero i problemi che Internet amplifica, la riproducibilità dei contenuti a costo zero, tornando a creare valore come auspicato da Kevin Kelly. E&#8217; quindi necessario trasformare le riflessioni molto giuste in proposizione per fornire almeno qualche soluzione ai problemi che citi.</p>
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	<item>
		<title>By: Marco Camisani Calzolari</title>
		<link>http://www.camisanicalzolari.com/2008/06/allora-anche-i-quotidiani-rendono-stupidi.html/comment-page-1#comment-44250</link>
		<dc:creator>Marco Camisani Calzolari</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 09:59:28 +0000</pubDate>
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		<description>@Markingegno,
io non ho preso in considerazione il contenuto, ma l&#039;effetto del titolo e il suo significato mediatico. E&#039; la mia caratteristica...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Markingegno,<br />
io non ho preso in considerazione il contenuto, ma l&#8217;effetto del titolo e il suo significato mediatico. E&#8217; la mia caratteristica&#8230;</p>
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		<title>By: Ivo Quartiroli</title>
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		<dc:creator>Ivo Quartiroli</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 09:13:09 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Maurizio, capisco la tua posizione e quella di altri. Era anche la mia fino a non tanto tempo addietro. Ma, passando dalla società dell&#039;informazione a quella della consapevolezza, capisco che la scelta che può effettuare l&#039;utente è in realtà limitata a quello che è il suo livello di apertura e consapevolezza interiore, che non viene dato dalla rete in sé. Mi ricorda quel ragazzo che, in un convegno sulla musica digitale, chiese “Possiamo scaricare le discografie complete di qualsiasi artista, ma il problema è: Che cosa ci piace?”, su cui ho scritto un articolo. 

Le qualità umane che qualcuno chiama &quot;essenziali&quot; non si formano certo in rete, che sta quindi riproducendo perlopiù gli stessi messaggi e i meccanismi dei media tradizionali, con tanto di spostamento verso il canale visuale-televisivo. Le scelte potranno partire solo dal livello di intelligenza, sensibilità, apertura e umanità delle persone. I grandi media tradizionali sono ancora più grandi online, anche se hanno nomi diversi. 

Sono presente in rete dall&#039;inizio e non sono certo un luddista, ma ritengo che sia necessario un passo indietro e fermarsi a riflettere su quelli che sono i veri impatti della tecnologia sulla psiche e sulla socialità, non solo quella dei social network. Altrimenti anche la rete diventa un&#039;altra posizione ideologica e porterebbe a limitare la ricerca del vero.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Maurizio, capisco la tua posizione e quella di altri. Era anche la mia fino a non tanto tempo addietro. Ma, passando dalla società dell&#8217;informazione a quella della consapevolezza, capisco che la scelta che può effettuare l&#8217;utente è in realtà limitata a quello che è il suo livello di apertura e consapevolezza interiore, che non viene dato dalla rete in sé. Mi ricorda quel ragazzo che, in un convegno sulla musica digitale, chiese “Possiamo scaricare le discografie complete di qualsiasi artista, ma il problema è: Che cosa ci piace?”, su cui ho scritto un articolo. </p>
<p>Le qualità umane che qualcuno chiama &#8220;essenziali&#8221; non si formano certo in rete, che sta quindi riproducendo perlopiù gli stessi messaggi e i meccanismi dei media tradizionali, con tanto di spostamento verso il canale visuale-televisivo. Le scelte potranno partire solo dal livello di intelligenza, sensibilità, apertura e umanità delle persone. I grandi media tradizionali sono ancora più grandi online, anche se hanno nomi diversi. </p>
<p>Sono presente in rete dall&#8217;inizio e non sono certo un luddista, ma ritengo che sia necessario un passo indietro e fermarsi a riflettere su quelli che sono i veri impatti della tecnologia sulla psiche e sulla socialità, non solo quella dei social network. Altrimenti anche la rete diventa un&#8217;altra posizione ideologica e porterebbe a limitare la ricerca del vero.</p>
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	<item>
		<title>By: markingegno</title>
		<link>http://www.camisanicalzolari.com/2008/06/allora-anche-i-quotidiani-rendono-stupidi.html/comment-page-1#comment-44242</link>
		<dc:creator>markingegno</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 08:35:34 +0000</pubDate>
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		<description>L&#039;articolo da cui &quot;prende spunto&quot; l&#039;inviato italiano e&#039; tutt&#039;altro che banale. Non bisogna farsi ingannare dal titolo e tra l&#039;altro e&#039; scritto anche nel pezzo, se lo si legge.
http://is.gd/A3w</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;articolo da cui &#8220;prende spunto&#8221; l&#8217;inviato italiano e&#8217; tutt&#8217;altro che banale. Non bisogna farsi ingannare dal titolo e tra l&#8217;altro e&#8217; scritto anche nel pezzo, se lo si legge.<br />
<a href="http://is.gd/A3w" rel="nofollow">http://is.gd/A3w</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Rocco Rossi</title>
		<link>http://www.camisanicalzolari.com/2008/06/allora-anche-i-quotidiani-rendono-stupidi.html/comment-page-1#comment-44233</link>
		<dc:creator>Rocco Rossi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 06:57:41 +0000</pubDate>
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		<description>Marco il discorso non lo limiterei a carta stampata vs. digitale.
Vi è tutta una filiera ( partendo dai produttori di carta ) che vive come un pericolo per il loro business i nuovi competitor ( cherry picking per definizione della London Business School ) del digitale.
Digitale che abbatte le barriere d&#039;ingresso e non necessita di risorse elevate tanto quanto la filiera della carta stampata.
Il titolo è generalizzante, ci sono attori del digitale che sono professionisti; l&#039;indagine a campione come sappiamo spesso non è rappresentativa e fuorviante nella definizione di &quot;utenti decerebrati&quot;.
Utilizzo praticamente tutti i servizi digitali come e-banking, poste on line, spesa on line ecc. ( a livello personale e di business ) come utente avanzato, ma preferisco leggere un libro/rivista cartacea.
Nel caso dei media la responsabilità è di come vengono usati e dei messaggi che si vogliono far passare, non del mezzo in se stesso.
Maurizio ha colto il focus, bisogna saper cogliere ( e vale per tutti i business ) i segnali anche deboli e farli diventare opportunità per tempo.
Il valore è nell&#039;informazione e chi la detiene.
Ovviamente sono contro i luddisti che siano digitali o analogici.
Diversamente è come attaccare contro sole in salita dentro una gola, la sconfitta è sicura 
( Sun Tzu ).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Marco il discorso non lo limiterei a carta stampata vs. digitale.<br />
Vi è tutta una filiera ( partendo dai produttori di carta ) che vive come un pericolo per il loro business i nuovi competitor ( cherry picking per definizione della London Business School ) del digitale.<br />
Digitale che abbatte le barriere d&#8217;ingresso e non necessita di risorse elevate tanto quanto la filiera della carta stampata.<br />
Il titolo è generalizzante, ci sono attori del digitale che sono professionisti; l&#8217;indagine a campione come sappiamo spesso non è rappresentativa e fuorviante nella definizione di &#8220;utenti decerebrati&#8221;.<br />
Utilizzo praticamente tutti i servizi digitali come e-banking, poste on line, spesa on line ecc. ( a livello personale e di business ) come utente avanzato, ma preferisco leggere un libro/rivista cartacea.<br />
Nel caso dei media la responsabilità è di come vengono usati e dei messaggi che si vogliono far passare, non del mezzo in se stesso.<br />
Maurizio ha colto il focus, bisogna saper cogliere ( e vale per tutti i business ) i segnali anche deboli e farli diventare opportunità per tempo.<br />
Il valore è nell&#8217;informazione e chi la detiene.<br />
Ovviamente sono contro i luddisti che siano digitali o analogici.<br />
Diversamente è come attaccare contro sole in salita dentro una gola, la sconfitta è sicura<br />
( Sun Tzu ).</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Elio della Notte</title>
		<link>http://www.camisanicalzolari.com/2008/06/allora-anche-i-quotidiani-rendono-stupidi.html/comment-page-1#comment-44192</link>
		<dc:creator>Elio della Notte</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 22:39:28 +0000</pubDate>
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		<description>Sicuro gli editori della carta stampata  che cercano di andare contro al web , invece di &quot;farselo amico&quot; o semplicemente di progredire andando di pari passo con la tecnologia.
Vi domanderete il perchè .
Il perchè stà nel fatto che 
a) è un mondo che ignorano e quindi non lo sanno gestire.
b) di certo hanno l&#039;esempio della discografia &quot;distrutta dai malefici Hacher  che scaricano mp3 da internet !&quot;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sicuro gli editori della carta stampata  che cercano di andare contro al web , invece di &#8220;farselo amico&#8221; o semplicemente di progredire andando di pari passo con la tecnologia.<br />
Vi domanderete il perchè .<br />
Il perchè stà nel fatto che<br />
a) è un mondo che ignorano e quindi non lo sanno gestire.<br />
b) di certo hanno l&#8217;esempio della discografia &#8220;distrutta dai malefici Hacher  che scaricano mp3 da internet !&#8221;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Sulay</title>
		<link>http://www.camisanicalzolari.com/2008/06/allora-anche-i-quotidiani-rendono-stupidi.html/comment-page-1#comment-44179</link>
		<dc:creator>Sulay</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 20:19:44 +0000</pubDate>
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		<description>Fiera di essere una stupida deconcentrata</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Fiera di essere una stupida deconcentrata</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Maurizio Goetz</title>
		<link>http://www.camisanicalzolari.com/2008/06/allora-anche-i-quotidiani-rendono-stupidi.html/comment-page-1#comment-44163</link>
		<dc:creator>Maurizio Goetz</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 17:03:48 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Ivo, le tue considerazioni sono molto interessanti e su cui intendo riflettere perché le questioni che poni non sono per nulla banali.
Nel tuo discorso manca un pezzo che non hai affrontato. Oggi l&#039;utente ha in rete una pluralità di strumenti che può utilizzare, una pletora di nuovi servizi a sua disposizione. Scegliere però significa responsabilità. 
La vera domanda da porsi non è quindi se gli strumenti del web provocano alienazione, queste tematiche sono vecchie e viste già dai tempi di Marx, quanto comprendere se i nuovi utenti hanno la responsabilità di scegliere, io credo di si, domandiamoci poi se queste nuove opportunità non costringono le imprese a ripensare i loro modelli e quindi se c&#039;è una responsabilità al cambiamento. Non sono tempi facili ad esempio per un editore che si vede i suoi modelli di business completamente rimessi in discussione. Parafrasando Andreotti, mi sembra di poter dire che la rete logora chi non è in rete.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Ivo, le tue considerazioni sono molto interessanti e su cui intendo riflettere perché le questioni che poni non sono per nulla banali.<br />
Nel tuo discorso manca un pezzo che non hai affrontato. Oggi l&#8217;utente ha in rete una pluralità di strumenti che può utilizzare, una pletora di nuovi servizi a sua disposizione. Scegliere però significa responsabilità.<br />
La vera domanda da porsi non è quindi se gli strumenti del web provocano alienazione, queste tematiche sono vecchie e viste già dai tempi di Marx, quanto comprendere se i nuovi utenti hanno la responsabilità di scegliere, io credo di si, domandiamoci poi se queste nuove opportunità non costringono le imprese a ripensare i loro modelli e quindi se c&#8217;è una responsabilità al cambiamento. Non sono tempi facili ad esempio per un editore che si vede i suoi modelli di business completamente rimessi in discussione. Parafrasando Andreotti, mi sembra di poter dire che la rete logora chi non è in rete.</p>
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	<item>
		<title>By: Ivo Quartiroli</title>
		<link>http://www.camisanicalzolari.com/2008/06/allora-anche-i-quotidiani-rendono-stupidi.html/comment-page-1#comment-44139</link>
		<dc:creator>Ivo Quartiroli</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 12:59:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.camisanicalzolari.com/2008/06/allora-anche-i-quotidiani-rendono-stupidi.html#comment-44139</guid>
		<description>Sono d&#039;accordo con questo, i quotidiani si nutrono troppo spesso di sensazionalismo. E&#039; una pratica che purtroppo conosciamo. McLuhan diceva: &quot;Ads are news. What is wrong with them is that they are always good news. In order to balance off the effect and to sell good news, it is necessary to have a lot of bad news.&quot; Quindi maggiormente un mezzo vive di pubblicità maggiore sarà la sua necessità di portare messaggi negativi e sensazionalisti. Tuttavia non getterei il bimbo insieme all&#039;acqua sporca. 

La Rete e il suo impatto sociale, umano, psicologico ecc... ha tante ombre quante luci. Non è certo più la Rete di 10 o 15 anni addietro, costellata da pionieri che con generosità davano il loro apporto per una cultura di condivisione e di libertà, im una rete fatta di parole e senza pubblicità. 

Un medium a mio parere non è solo &quot;l&#039;uso che se ne fa&quot;, ma ha un effetto di per sé a prescindere dai contenuti e dall&#039;uso. Per ritornare al vecchio McLuhan, diceva &quot;il medium è il messaggio&quot;. Ad esempio, a prescindere dai contenuti, l&#039;uso della televisione presuppone un certo setting, ci porta a certe frequenze cerebrali (prevalentemente frequenze alpha, uno stato passivo dove i messaggi entrano con pochi filtri), anche a una tipica postura (seduti o &quot;stravaccati&quot;). Quindi ci pone in un certo stato mentale qualunque sia la nostra scelta col telecomando. 

Analogamente la Rete ci porta ad altre modalità interiori, alcune delle quali ci espandono la nostra consapevolezza ma altre la limitano. A prescindere dal fatto che usiamo un social network, la email, Second Life, YouTube,la banca online o altro. Le modalità prevalenti prevedono di fissare uno schermo, un rapporto con corpo di distanza percettiva, una prevalenza di un tipo di intelligenza e canali mentali piuttosto che altri, una capacità di assorbire e filtrare una grande quantità di informazioni, per dirne solo alcune. Quando questo avviene una o due ore al giorno probailmente non cambierà più di un tanto il nostro cervello. Ma quando ogni attività, dalle relazioni umane alla creatività, vengono poste in questo contenitore, allora qualcosa inizia a cambiare a livello antropologico, anche se non ne siamo ben coscienti (è necessaria l&#039;osservazioen interiore per diventarne coscienti, ed è proprio ciò che risulta più difficile attuare quando l&#039;attenzione è tutta rivolta verso gli innumerevoli input esterni). 

Con i miei discorsi si rischia di passare per neoluddisti e antiprogressisti. La tecnologia rischia invece di diventare una nuova religione che non consente un&#039;analisi critica. Credo che dopo almeno 15 anni di Internet la tecnologia possa e debba espandere la sua visione su un piano più ampio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d&#8217;accordo con questo, i quotidiani si nutrono troppo spesso di sensazionalismo. E&#8217; una pratica che purtroppo conosciamo. McLuhan diceva: &#8220;Ads are news. What is wrong with them is that they are always good news. In order to balance off the effect and to sell good news, it is necessary to have a lot of bad news.&#8221; Quindi maggiormente un mezzo vive di pubblicità maggiore sarà la sua necessità di portare messaggi negativi e sensazionalisti. Tuttavia non getterei il bimbo insieme all&#8217;acqua sporca. </p>
<p>La Rete e il suo impatto sociale, umano, psicologico ecc&#8230; ha tante ombre quante luci. Non è certo più la Rete di 10 o 15 anni addietro, costellata da pionieri che con generosità davano il loro apporto per una cultura di condivisione e di libertà, im una rete fatta di parole e senza pubblicità. </p>
<p>Un medium a mio parere non è solo &#8220;l&#8217;uso che se ne fa&#8221;, ma ha un effetto di per sé a prescindere dai contenuti e dall&#8217;uso. Per ritornare al vecchio McLuhan, diceva &#8220;il medium è il messaggio&#8221;. Ad esempio, a prescindere dai contenuti, l&#8217;uso della televisione presuppone un certo setting, ci porta a certe frequenze cerebrali (prevalentemente frequenze alpha, uno stato passivo dove i messaggi entrano con pochi filtri), anche a una tipica postura (seduti o &#8220;stravaccati&#8221;). Quindi ci pone in un certo stato mentale qualunque sia la nostra scelta col telecomando. </p>
<p>Analogamente la Rete ci porta ad altre modalità interiori, alcune delle quali ci espandono la nostra consapevolezza ma altre la limitano. A prescindere dal fatto che usiamo un social network, la email, Second Life, YouTube,la banca online o altro. Le modalità prevalenti prevedono di fissare uno schermo, un rapporto con corpo di distanza percettiva, una prevalenza di un tipo di intelligenza e canali mentali piuttosto che altri, una capacità di assorbire e filtrare una grande quantità di informazioni, per dirne solo alcune. Quando questo avviene una o due ore al giorno probailmente non cambierà più di un tanto il nostro cervello. Ma quando ogni attività, dalle relazioni umane alla creatività, vengono poste in questo contenitore, allora qualcosa inizia a cambiare a livello antropologico, anche se non ne siamo ben coscienti (è necessaria l&#8217;osservazioen interiore per diventarne coscienti, ed è proprio ciò che risulta più difficile attuare quando l&#8217;attenzione è tutta rivolta verso gli innumerevoli input esterni). </p>
<p>Con i miei discorsi si rischia di passare per neoluddisti e antiprogressisti. La tecnologia rischia invece di diventare una nuova religione che non consente un&#8217;analisi critica. Credo che dopo almeno 15 anni di Internet la tecnologia possa e debba espandere la sua visione su un piano più ampio.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Marco Camisani Calzolari</title>
		<link>http://www.camisanicalzolari.com/2008/06/allora-anche-i-quotidiani-rendono-stupidi.html/comment-page-1#comment-44134</link>
		<dc:creator>Marco Camisani Calzolari</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 12:26:13 +0000</pubDate>
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		<description>Ivo,
non ho le competenze per affrontare il tema degli impatti psicologici, tuttavia a mio modesto parere ritengo che sia un film già visto. Nel 1990 secondo gli psicologi chi usava il cellulare era a rischio di patologie devastanti. Oggi siccome tutti ne abbiamo in tasca uno, non solo sappiamo che non è così, ma sorridiamo ogni volta che qualcuno parla di alienazione da cellulare perché sappiamo bene che come in tutte le cose conta l&#039;uso che se ne fa.
Può anche essere che Internet faccia diventare stupidi, ma quello che io evidenzio, sulla base delle mie competenze, sono solo gli effetti in termini di comunicazione ogni volta che escono articoli del genere...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ivo,<br />
non ho le competenze per affrontare il tema degli impatti psicologici, tuttavia a mio modesto parere ritengo che sia un film già visto. Nel 1990 secondo gli psicologi chi usava il cellulare era a rischio di patologie devastanti. Oggi siccome tutti ne abbiamo in tasca uno, non solo sappiamo che non è così, ma sorridiamo ogni volta che qualcuno parla di alienazione da cellulare perché sappiamo bene che come in tutte le cose conta l&#8217;uso che se ne fa.<br />
Può anche essere che Internet faccia diventare stupidi, ma quello che io evidenzio, sulla base delle mie competenze, sono solo gli effetti in termini di comunicazione ogni volta che escono articoli del genere&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Ivo Quartiroli</title>
		<link>http://www.camisanicalzolari.com/2008/06/allora-anche-i-quotidiani-rendono-stupidi.html/comment-page-1#comment-44131</link>
		<dc:creator>Ivo Quartiroli</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 12:00:13 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Marco, seguo con interesse i tuoi post. Avendo fondato la casa editrice Apogeo ho avuto un ruolo nella diffusione di Internet in Italia, come tu l&#039;hai avuto su altri piani. Pubblicai i primi libri sulla rete in Italia e ne sono stato un sostenitore da tempi non sospetti. Quindi non voglio sputare nel piatto in cui ho mangiato. Tuttavia con la trasformazione della rete, la sua evoluzione e la massiccia presenza nella nostra vita, ritengo che sia opportuno anche chiederci quali sono gli impatti sulla nostra psiche di tutto questo. E non sono tutte rose e fiori. Internet è un ottimo strumento per la mente ma vi sono degli aspetti della nostra natura che vanno bel al di là della mente, anche se è difficile fare tali discorsi in ambienti tecnologici. Sincronicamente mentre leggevo il tuo post pubblicavo un post su questi temi, riflettendo sull&#039;identità veicolata da Internet http://www.indranet.org/no-identity/</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Marco, seguo con interesse i tuoi post. Avendo fondato la casa editrice Apogeo ho avuto un ruolo nella diffusione di Internet in Italia, come tu l&#8217;hai avuto su altri piani. Pubblicai i primi libri sulla rete in Italia e ne sono stato un sostenitore da tempi non sospetti. Quindi non voglio sputare nel piatto in cui ho mangiato. Tuttavia con la trasformazione della rete, la sua evoluzione e la massiccia presenza nella nostra vita, ritengo che sia opportuno anche chiederci quali sono gli impatti sulla nostra psiche di tutto questo. E non sono tutte rose e fiori. Internet è un ottimo strumento per la mente ma vi sono degli aspetti della nostra natura che vanno bel al di là della mente, anche se è difficile fare tali discorsi in ambienti tecnologici. Sincronicamente mentre leggevo il tuo post pubblicavo un post su questi temi, riflettendo sull&#8217;identità veicolata da Internet <a href="http://www.indranet.org/no-identity/" rel="nofollow">http://www.indranet.org/no-identity/</a></p>
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	</item>
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		<title>By: Marco Friendino</title>
		<link>http://www.camisanicalzolari.com/2008/06/allora-anche-i-quotidiani-rendono-stupidi.html/comment-page-1#comment-44130</link>
		<dc:creator>Marco Friendino</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 11:48:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.camisanicalzolari.com/2008/06/allora-anche-i-quotidiani-rendono-stupidi.html#comment-44130</guid>
		<description>Non ne posso più. Davvero. Non ne posso più.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non ne posso più. Davvero. Non ne posso più.</p>
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	</item>
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