Oggi ero all’Eba Forum a Milano come spettatore. Domani tornerò come chairman e relatore.
Premetto che la colpa non è dei relatori, così come non è degli organizzatori, ma sono rimasto davvero colpito da alcune cose:
- Un relatore che sembrava un DJ, parlava con quel tono un po’ impostato da speaker radiofonico degli anni ’80. Avete presente come parlava la palla di Maurizio Seymandi in Super Classificashow? Un misto tra la palla, tutte esse sorde al posto di quelle sonore, in un italiano stentato con cui parlava di social network con quell’approssimazione che rivela una formazione continua basata sui “sentito dire”.
- Gli stessi interventi che si sarebbero potuti vedere un anno fa: cos’è il web 2.0, cosa sono i social network, i mercati sono conversazioni, etc… Sia chiaro, anche io domani non parlerò di nuovi modelli avanzati applicati al Nuovo Web (per questo aspetto che esca il mio libro a fine giugno e in libreria a settembre), e non biasimo i relatori. E’ che di fatto tutto questo mi ha lasciato un po’ l’amaro in bocca. Giovanni Pola per esempio ha fatto un percorso tra i più belli e completi che abbia mai visto, tuttavia mi spiace non poterlo veder parlare di esperienze un po’ più advanced che sicuramente avrebbe pronte, ma che in fondo, a ragione, dobbiamo ancora spiegare i fondamenti… E questo mi raccapriccia a dir poco.
- Una dal pubblico che alla fine di un intervento articolato e approfondito chiede: “Mi può dare qualche altro esempio di questo…. ehm… web… due…punto…zero, ecco… Grazie”. Eppure il 90% dei presenti era li per la propria azienda…
- Domani torno in trincea… Poveri noi… povere aziende… povera Italia…
Monthly archives for May, 2008
E bah forum…
Arrestato file neonazi!
Quotidiano.net titola: “Bruciò i capelli a un ragazzino: nel suo computer file neonazi”.
Mi chiedo che cosa sia un file neonazi. Ho avuto files di tutti i tipi ed estensioni, con i suffissi e prefissi più esotici, ma neonazi mai.
Poi l’articolo prosegue chiarificatore: “nelle perquisizioni a casa del 14enne arrestato sono stati trovati file elettronici con materiale neonazista.”.
Ora sono ancora più confuso… Un file può essere non elettronico?
Ma finalmente scopriamo il reato: “Tra il materiale scoperto nei computer ci sono simboli e scritte neonaziste scaricate da internet.”
Secondo voi questo deficiente aveva scaricato qualche sfondo del desktop, che teneva tanto stupidamente, quando legalmente sul suo pc? Se è sufficiente avere dei files “neonazi” o semplicemente nazi (qual è la differenza tra neonazi e nazi e basta?), allora anche wikipedia dovrebbe essere denunciata a causa di questa pagina.
Sembra passato di moda il reato connesso al filmare questo genere di bravate perché in quel pezzo non se ne fa cenno…
Ma come… Sino a poco tempo fa i giornali stigmatizzavano la produzione e la pubblicazione dei video su Internet, mentre con mio grande stupore questa volta l’articolo sembra muovere accuse solo dal punto di vista dei “file neonazi” e dell’atto in se… E la vergogna correlata alla pubblicazione del video online?
In fondo all’articolo infatti compaiono due link. Uno a un altro pezzo che in sostanza dice che il video è stato sequestrato. Cosa che personalmente trovo comica in quanto nell’epoca della riproducibilità tecnica non è possibile sequestrare qualcosa che non solo non ha fisicità, ma che con buona probabilità esiste già in decine di formati diversi su centinaia di siti e migliaia di personal computer.
E il secondo link? Beh, semplice, porta al video sequestrato! (vedi in fondo al pezzo)
La sporchissima quintina
C’è chi lamentava il presenzialismo della sporca trentina, chi poi però la riduceva ad una vera dozzina. A volte ne mancava uno e a volte l’altro…
Negli ultimi giorni però tra Roma da Al Gore, la festa di Tiscali, etc, ho scoperto chi sono i veri “malati” della blogosfera. Lo zoccolo duro. Quelli che non si perdono niente… Altro che classifiche, qui serve un premio speciale… Anche Steve Rubel oggi, dopo aver interrogato i presenti sul proprio stile di vita “digisociale” ha detto: “ma non lavorate mai?”…
Posso quindi affermare che quelli che non ho ancora visto mancare mai sono: Luca Conti, Marco Zamperini, Lele Dainesi, Alessio Jacona ed ovviamente io a far da testimone.
Pazzi che twitterano anche quando vanno in toilette, sparano con QIk la diretta di quando incontrano il vicino di casa, postano foto su Flickr in realtime e taggano quasiasi cosa incontrino.
Credo che più che una classifica ci serva un buon shrink…
A furia di fare gli esploratori faremo la fine di Dian Fossey che a furia di studiare i gorilla troppo da vicino ci ha lasciato le penne o come Timothy Leary che nella sperimentazione dell’LSD ci ha lasciato le sinapsi…
Noi se andiamo a vanti così ci lasciamo i polpastrelli del pollice e dell’indice…
Il blogger marketing di Gore/Current/Sky
L’evento che ha visto Al Gore a Roma che ha incontrato i blogger è stata la best practice di blogger marketing attuata sino ad oggi in Italia.
Come i miei lettori ben sanno, sono un esploratore delle dinamiche sociali che ruotano intorno al digitale e la principale ragione della maggior parte delle mie attività è connessa a questa lociga.
Anche la mia presenza agli eventi sociali correlati al digitale, social networks, etc, è dovuta a questa ragione. Anche se devo ammettere che col tempo sono nate nuove amicizie, se ne sono strette altre e alcune inimicizie si stanno sedando trasformandosi piano piano in vecchie amicizie.
Ho la sindrome dell’esploratore che dopo un po’ si affeziona ai luoghi che stava esplorando e parafrasando una vcchia parodia in alcuni contesti mi sento più indigeno che esploratore.
Current, Sky, Tessarolo e Montemagno hanno sfruttato (con accezione positiva) l’opportunità di Gore in Italia al meglio e sono riusciti a ottenere il meglio dalla blogosfera come nessuno era riuscito a fare prima.
Le polemiche iniziali sono state sedate con maestria. Io sono un esperto perché mi trovo (a causa mia) spesso ad essere nel mezzo di accesissimi flames e da vecchio marinaio devo dire che l’acqua sul fuoco e le virate iniziali non pensavo avrebbero spento le fiamme più alte. Invece ha funzionato.
C’erano tutti e tutti erano felici di esserci.
E’ una vera case history a partire dal modo in cui sono stati effettuati i primi contatti diretti, one to one. Il come è stato creato l’evento e l’idea di esclusività che gli è stata conferita e fatta percepire. L’organizzazione sul posto, la scaletta e il post evento. E non ultimo il crisis management nei momenti più caldi.
Se l’obiettivo era quello di riempire una sala con il miglior insieme di individui capaci di diffondere una notizia e nella fattispecie quella dell’apertura di Current in Italia, dire che è stato raggiunto è essere riduttivi.
Certo, la materia prima non era niente male. Al Gore. Perfetto a mio parere per fornire un ottimo alibi a chi altrimenti avrebbe dovuto “sporcarsi le mani” attraverso attività di pubbliche relazioni per lanciare il prodotto. Così invece ha fatto tutto lui, facendo in fondo anche molto poco.
Tuttavia di grossi calibri che sono passati in Italia pre mille ragioni e che nessuno è riuscito a sfruttare bene in questo modo, ce ne sono stati. Ma nessuno aveva intessuto così bene le pubbliche relazioni di un evento con la burberosfera italiana.
Da uomo di comunicazione e marketing un bravò a Tommaso, Marco e a tutto lo staff.
Come allungare la vita alle batterie
Siccome le batterie le abbiamo tutti dappertutto, un utilissimo decalogo su come allungarne la vita/durata tratto da abtechno.
1. Evita di scaricare spesso e completamente la batteria, questo mette la batteria sotto “stress”.
2. Scarica parzialmente la batteria ed esegui frequenti ricariche. Ricaricare una batteria al Litio parzialmente carica, non causa nessun effetto memoria, a differenza di quelle al Nichel o Nichel-Cadmio.
3. La scarsa durata delle batterie nei PC portatili é dovuta al calore, piú che ai cicli di scarica-carica.
4. Le batterie al Litio usate nei PC portatili devono essere ricalibrate eseguendo un ciclo di scarica completo, ogni 30 cicli carica / scarica.
5. Per scaricare completamente la batteria togli l’alimentatore e utilizza un’ applicazione che “consuma”.
6. Se ignori la ricalibrazione il sensore di carica della batteria diventerà sempre meno accurato e, in qualche caso, la batteria non funzionerà piú come prima.
7. Tieni la batteria al Litio in un posto fresco, evita di lasciare il Notebook in macchina sotto il sole.
8. Se non utilizzi la batteria per molto tempo tienila in un posto freddo ( l’ideale é zero gradi, già a 25 gradi la batteria perde il 16% di carica in piú rispetto agli zero gradi ) e con circa il 40% di carica ( in modo che i circuiti interni abbiano energia sufficiente per lavorare ).
9. Considera di rimuovere la batteria dal portatile quando lavori a tavolino con l’alimentatore, il calore generato dal portatile a piena potenza diminuisce la vita della batteria ( qualche costruttore avverte che ci potrebbero essere dei problemi per l’accumulo di polvere sui contatti dove si collega la Batteria ).
10. Evita di acquistare batterie al Litio di scorta per uso “futuro”, verifica sempre la data di costruzione, e non acquistate batterie vecchie, anche se vendute sottocosto.
11. Se hai una batteria al Litio di scorta, usane una sino alla fine, e tieni l’altra in un posto fresco ( l’ideale é il frigorifero ) con circa il 40% di carica.
JailRank
Guardavo un documentario su tangentopoli che chiudeva affermando che in sostanza quel sistema è stato debellato grazie a quell’inchiesta.
Penso che oggi girino pochissime buste con dentro contanti.
Mi sembra di capire che si sia sviluppata una forma di scambio molto più evoluta. Questa volta si tratta di meccanismi diversi, dove non ci sono scambi di denaro ma di potere. Quel tipo di scambi che non mi scandalizzano in quanto tali, ma per quello che stanno portando in questo paese, ovvero un progressivo e incessante abbassamento della competenza dei nostri manager.
I pensieri scorrono, a volte veloci, irrazionali e quando partoriti nell’intimità del proprio blog, anche un po’ estremi, che escono senza troppi peli sulla lingua, senza troppi prudenti “forse” e troppi gentili “spesso”.
E se i manager sono incompetenti in un momento di crisi, succede che è pure difficile accorgersene. Il meccanismo virale poi, genera un effetto collaterale: quando il livello scende così tanto, succede che altre aziende si popolano di manager incapaci in quanto si nascondono nel “mal comune mezzo gaudio” e nel “Ne so poco, ma sopra di me ne sanno ancora meno”.
Credo che tutto questo emergerà appena ci saranno i primi segnali di ripresa seria dell’economia. A quel punto non ci saranno più cespugli dietro cui nascondersi e l’incompetenza diffusa emergerà in tutto il suo splendore.
Vedo manager disposti a presenziare a tutti i convegni in cui possono scambiare relazioni per far carriera, ma ne vedo pochi disposti a leggere libri correlati alla loro professione. O meglio ne leggono qualcuno, con calma, nei tempi morti, e che sia leggero, breve e conciso. Non c’è tempo per gli approfondimenti.
E ora veniamo al solito, a me caro, punto dolente.
I nostri manager, credetemi, nella maggior parte dei casi, non usano il digitale per rendere più efficiente il proprio lavoro, perché lo considerano una minaccia alle loro abitudini e al loro status.
Siccome questo avviene a quasi tutti i livelli, in questo senso nessuno è redarguito da nessuno… Nessuno sgrida il sottoposto perché usa ancora agenda e rubrica di carta incondivisibile, inindicizzabile. Nessuno sgrida il sottoposto perché non crea valore condiviso: bookmark sharing, etc.
Un nessuno che lascia ovviamente spazio alle eccezioni che confermano la regola, ma credetemi, la maggior parte dei manager usa il web per: navigare su Dagospia, Repubblica, Corriere, uno o due siti legati ai propri hobbies, a volte uno o due indichiarabili e basta. I documenti con una suite office (Google docs va bene per gli smanettoni dicono loro) e si mettono in 3 davanti a un PC se devono collaborare su un powerpoint perché gli strumenti di condivisione dicono che disumanizzano un po’…
Se li chiami per proporgli un nuovo prodotto di marketing digitale ti dicono che l’azienda il sito web ce l’hanno già e che per queste cose bisogna parlare con la loro web agency.
Se è vero che tutto questo è dovuto un po’ alla crisi che nasconde le incompetenze, ma la maggior parte è causa dei nuovi meccanismi di scambio che non tengono minimamente conto delle reali competenze dei neo incaricati, è forse plausibile che prima o poi arrivi una sorta di “incopetentopoli” che li metterà tutti in galera?
I pensieri ora scorrono troppo veloci, troppo irrazionali e anche se partoriti nell’intimità del proprio blog, decisamente estremi, che escono senza peli sulla lingua, senza prudenti “forse” e gentili “spesso”.
Tornando alla domanda che mi facevo alla fine del servizio su tangentopoli, mi chiedevo qual è il mio JalRank, ovvero quanti link interpersonali ho in ingresso e in uscita verso e quanto questi sono proporzionalmente autorevoli in tal senso?
In altre parole, quanti di quelli che conosco finirebbero “male” nel caso in cui il mercato con le sue regole dovesse avere la meglio?
Cos’è un blog?
In risposta alle polemiche prevedibili sul mio post precedente, ecco un video amatoriale da blogger su cos’è un blog.
Date la tessera dell’ordine dei giornalisti a Grillo!
Già chi ha un blog non gode di grande credibilità al di fuori della ristretta cerchia di amici.
Poi arriva uno che si spaccia per blogger. E siccome è molto noto diventa pure primo nelle classifiche.Un po’ come se Repubblica.it dicesse di essere un blog perché pubblica gli articoli in ordine cronologico in modalità multiautore e quindi ovviamente finisse per primo come “Repubblica.it, un blog di Ezio Mauro”.
Su Macchianera di oggi (vero blog multiautore come Repubblica.it), Facci (quello che da Vespa delirava un po’ quando parlava di blog) evidenzia le prese in giro di Grillo.
Non ci sono dubbi, era ovvio. Un po’ come se domani Mr. Bean chiamasse tutti alle armi senza però smettere di “fare” il personaggio Mr. Bean e soprattutto continuando a dire di essere un comico…
So che molti lettori sono affezionati al topastro genovese, ma ci tenevo a scrivere che mi dissocio completamente da tutte le attività del noto populista quando dice di essere un blogger. Non ritengo che io, come altri blogger, si debba stare nella stessa lista di “categoria”.
Noi siamo blogger. Quello è un populista opportunista arringafolle che per svolgere le sue attività usa meetup (non i social netoworks), e il suo sito sparacomunicati (non un blog).
Dategli la tessera in contumacia perché se la merita tutta!
Capita anche ai migliori
Oggi abbiamo avuto un problema con un server di LivePetitions
Adesso stavo navigando su Technorati e vedo che certe cose capitano a tutti…





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