Leggo questo e mi metto le mani nei capelli.
Hanno innovato senza innovare.
Hanno sostituito i martelletti che stampano sulla carta, con i pixel di un monitor. Di fatto però non cambierà nulla.
Perché non introdurre la conoscenza e la capacità di comunicare correttamente anche online? Conoscere le dinamiche della diffusione dell’informazione nel mezzo più importante del mondo, evidentemente non è considerato importante per un giornalista moderno…
Le vere comiche si leggono in fondo al pezzo. Spero che sia un’interpretazione fantasiosa del giornalista che ha scritto il pezzo e che davvero non sia così: "la commissione consegnerà al candidato un cd-rom con il sistema operativo e la penna usb con il programma per dare modo all’aspirante giornalista di avviare il pc".
Che significa? Che daranno un LIVE CD con un OS tipo live Ubuntu?
E la penna? Per salvarci sopra i files?
Anche se fosse così, cosa significa: "Completata la redazione dei tre testi previsti per lo scritto il candidato consegnerà alla commissione il cd e la penna usb che gli erano stati assegnati per consentire di stampare l’elaborato che verrà messo in busta chiusa per non essere in alcun modo riconoscibile prima della correzione." ?
Oggi le comiche…





Scusa marco, ma dovendo garantire che ualcuno usando il proprio portatile sia nella assoluta impossibilità di accedere alla rete e di leggere quello che c’è scritto sul disco fisso tu cosa avresti fatto?
Io la trovo una soluzione corretta, dove sbaglio?
bob
Roberto, si, certo, se il PC è il loro, è vero. Hai ragione. Tuttavia continuo a percepirne l’aspetto comico…
una volta ragionavo con un amico sul fatto che oggi non fosse tanto importante conoscere le informazioni, ma sapere dove e come procurarsele. Io l’esame di giornalismo lo farei fare con internet, e se la sgavagnassero poi loro a cercare cosa scrivere. Poi scriverlo bene è tutta un’altra cosa…
)
ps: e magari invece delle chiavette usb, metterei i candidati ad aprirsi un account di posta con un indirizzo consegnato ad ognuno al momento dell’esame. Poi si manda il lavoro via mail e gli esaminatori correggono gli allegati (sempre che sappiano aprirli…
Scusate, ma la commissione legge il file sulla chiavetta, giusto? Speriamo, almeno, che sia salvato in PDF! Scherzi a parte, nella mia facoltà, a Firenze, è stato organizzato un concorso giornalistico per studenti abbastanza simile, nelle modalità, all’esame per entrare nell’Ordine. Solo che l’uso di internet per reperire informazioni è una parte importante del concorso il cui bando è stato redatto da giornalisti. Effettivamente, quella descritta nel post, è una situazione un po’ paradossale.