Il Corriere di sabato, edizione di Milano, titolava “Sito del lavoro? Inutile, buttati 15 milioni“. Si tratta di un articolo di Rita Querzè in cui si denuncia l’inadeguatezza del sito Borsa Lavoro Lombardia.
(versione leggibile)
La giornalista evidenzia che le news sono aggiornate al 2007 e ricorda la storia del sito, inaugurato il 24 marzo del 2005 da Maroni e Formigoni, ma poi gestito dal centro-sinistra dal 2006.
Intervista poi Gianpaolo Montaletti, responsabile are amercato del lavoro di Arifil, l’agenzia che ha in carico la progettazione, il coordinamento e la gestione.Montaletti Enzo Mattina, vicepresidente esecutivo di Quanta dice di aver tirato un sospiro di sollevo quando la Regione ha smesso di contattare Arifil per le procedure di conferimento dei curricula…
Perché? Cosa significa?
Rita Querzè continua il pezzo citando Carlo Spreafico, consigliere regionale PD che da la colpa a una carenza nel disegno organico per la raccolta dati, e conclude ricordando che il sito sta “cambiando pelle” e che purtroppo a pagare saranno sempre i cittadini…
Perché “cambiare pelle”? Che pelle?
Non mi convince.
Faccio un giro nel sito e vedo che, seppur con qualche difetto, le funzionalità principali sembra che siano state realizzate correttamente e sembrano funzionare regolarmente. La procedura di iscrizione è poco usabile, non fa un check in AJAX dei campi per evitare mille back per correggere il modulo, inoltre non manda link di conferma per validare la registrazione, ma alla fine in fondo va…
I curricula ci sono, le aziende pure. e dalle statistiche emerge un rapporto 1:2 anche se il report è aggiornato al 31 maggio 2007!
Incomincio quindi a nutrire il dubbio che stiano confondendo gli aspetti legati alla tecnologia e alle funzionalità, con quelli legati all’integrazione e alla promozione del sito nei giusti contesti.
Montaletti afferma “certo è che la Borsa Lavoro non è mai stata pubblicizzata”, e sin qui sembra emergere un barlume di consapevolezza. Poi però continua: “la pubblicità serve a poco visto che a inserire i profili di chi cerca lavoro sono gli operatori del settore”.
Una dichiarazione che evidenzia uno degli aspetti tipici del divario culturale nel 2008 degli operatori del settore. Un carenza che porta spesso ad associare il concetto di pubblicità ai mezzi di comunicazione generalista.
Montaletti in sostanza afferma che è inutile che la “gente” sia informata sull’esistenza del sito quando invece è rivolto a un pubblico “professional”.
Pare che i nostri amministratori non abbiano la più pallida idea di cosa sia la comunicazione digitale attraverso il web, e i risultati lo dimostrano.
Si fa confusione tra tecnologia e comunicazione. Perciò quando si assegna una commessa come per un sito di questo genere, ci si rivolge a soggetti “tecnici”, realizzatori di piatttaforme mediamente capaci di non far entrare i cracker nel sito, di far star su i server, di collegare un database a un form. Anche se a volte perdono qualche pezzo…
Ci si dimentica o si ignora che il web è prima di tutto comunicazione; la tecnologia è spesso una commodity, che deve funzionare non solo tecnicamente, ma anche ai fini e a supporto della comunicazione.
Sul web i due mondi spesso di incontrano ed è quindi sempre necessaria una gestione di progetto che conosca a fondo gli strumenti del Nuovo Web e ne sappia progettare le integrazioni con i nuovi meccanismi della comunicazione, che non sono solo pià lo “spot” o il manifesto. Per esempio bisogna sapere quando l’uso di un API di un certo servizio web può essere vantaggiosa intermini di diffusione dei contenuti nel web partecipativo, e solo in seconda istanza bisogna anche saperla implementare.
La maggior parte di chi oggi gestisce i siti web della pubblica amministrazione è fermo alle modalità realizzative di dieci anni fa, prima che ci fosse Google, Facebook, Twitter, i blog, e il web partecipativo in genere.
Si assegnano budget milionari per la creazione delle infrastrutture, ma non si destina quasi nulla ai contenuti, alle procedure, alla promozione e agli aggiornamenti. Il web non è la TV, non è un volantino, non è uno SPOT.
E’ un po’ come se in un programma televisivo si pensasse solo allo studio, alle telecamere, le luci, gli impanti elettrici, la messa in onda; e si delegasse al primo che passa la parte autoriale, la regia, la promozione, la conduzione e i contenuti.
E’ quindi probabile che questo sito non si debba rifare, a parte un’aggiornatina alle funzionalità e alcune aggiunte che lo rendano più moderno: dai widgets all’integrazione coi principali social networks.
Da evitare il termine restyling perché evoca rifacimenti grafici di cui non frega molto a nessuno, escluse le Direzioni e le Presidenze che invece approvano e giudicano i siti solo dalla grafica della homepage.
Sarà forse bene che si ripensi al marketing del sito, a partire da come è stato promosso presso gli attori che dovranno inserire le offerte, migliorare le procedure di inserimento, facilitandole, etc… Sarà forse necessario occuparsi degli aspetti legati al SEO , per raggiungere i giusti target, incentivare l’uso del mezzo, etc…
Che non si debbano spendere altri 15 milioni di Euro per rifare un altro sito sostanzialmente identico e che la causa dell’insuccesso sia prevalentemente da imputare al marketing risulta evidente quando si leggono i documenti relativi al progetto:
Ho letto il ppt di presentazione di Arifil e non c’è traccia di borsalavorolombardia.net
Anche nell’intervista al Direttore Generale Francesca Pasquini non si cita mai borsalavorolombardia.net
Nella delibera n.VIII/004524 del 18 aprile 2007 sul piano attività 2007-2009 non si nomina nemmeno Internet.
Eppure il povero Prof. Marco Martini, ideatore del progetto, nel suo sito, in homepage affermava: “l’ostacolo più grave al progresso tecnico e alla sua rapida diffusione nel mondo è la mancanza di motivazione e di cultura dell’azione“
Cari Amministratori dell’Arilf, noi siamo qui. Conosciamo bene il Web, le sue dinamiche e sappiamo far funzionare la “comunicazione sociale”, con prezzi molto inferiori a 15 mila Euro…
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P.S. UPDATE SU EXPO 2015:
Ci sono novità, entro luglio dovrei riuscire ad aggiornarvi con qualcosa di concreto…
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Io sono iscritto a BorsalavoroLombardia da anni.
Proprio ultimamente ho ricevuto una richiesta di curriculum più completo tramite loro.
Devo confermare che, con tutte le limitazioni che davo per scontato da un “sito PA”, non ho mai pensato che non funzionasse.
Piuttosto ho SEMPRE pensato che non venisse usato.
Quindi concordo sulla necessità semplicemente di ripensare l’utilizzo dello strumento, non lo strumento in se.
Non conosco il sito e non mi interessa gran che, a dire il vero, ma su questo:
sono pienamente d’accordo.
scusa ma tu non eri quello che pochi post fa aveva scritto “ma chi se ne frega delle classifiche?”
E’ curioso che ora le usi per una sorta di autocandidatura, bisogna che ti decidi
)
@Aghost,
scusa la franchezza ma non hai capito due cose:
1- il link è a una categoria di blog. Quelli che si occupano di tecnologia e quindi nella maggior parte dei casi di comunicazione online, ovvero quello che serve a quel portale. non è un link a una classifica e basta…
2- il mio post “chissenefrega delle classifiche” era evidentemente intesto ad affermare il contrario. Se lo rileggi con più attenzione tutto ti sarà più chiaro… In sostanza prendevo in giro chi dice “chi se ne frega delle classifiche”, evidenziando che io sono stato cercato da un’importante multinazionale proprio grazie alla mia presenza in classifica…
Un caro saluto
Marco
insomma altri soldi spesi in maniera scellerata, diciamo che progettazione web e politica ultimamente non vanno tanto a braccetto: vedere italia.it. speriamo che questo possa cambiare.
Ho letto in fondo a questo POST che hai novità per quanto riguarda l’EXPO 2015… Ricordati che voglio collaborare pure io
Caro Marco,
una precisazione ed alcuni commenti:
- la precisazione riguarda le mie dichiarazioni, non ho mai tirato sospiri di sollievo riguardo a Borsa Lavoro, mi attribuisci parole di Enzo Mattina di Quanta;
- i commenti: Borsa Lavoro e’ aperta dal 2004, ha fatto comunicazione in abbondanza, una parte consistente del budget di cui parla l’articolo e’ stato usato per ufficio stampa, comunicazione e call centre. E’ stato sviluppato da un consorzio che vinto una gara pubblica e ha seguito un progetto di sviluppo pluriennale che si e’ concluso a giugno 2007. Ha piu’ di 200.000 utenti, di cui 60.000 si sono iscritti nel 2007. Funziona, dopo 4 anni richiede nuove infrastrutture e un ridisegno anche delle interfacce.
Oggi, in tempi di budget ridotti, la prima esigenza e’ un sistema “aggiornato” nelle modalita’ di interazione con il pubblico (widget, google, generazione di flussi rss…), e maggiormente integrato negli altri sistemi che Regione Lombardia usa per gestire politiche e comunicare con i cittadini. E’ in questa direzione che lo stiamo riprogettando, quando ne realizzeremo le componenti, oggi come allora, ci sara’ una gara pubblica per selezionare i fornitori.
Siete naturalmente liberi di partecipare.
Caro Giampaolo,
nel susseguirsi di dichiarazioni ho riportato male. e’ vero, quel virgolettato era di Quanta. Perdonami.
Per il resto mi fa molto piacere avere conferma del fatto che il portale funzioni bene, tuttavia non si spiega come mai i contenuti siano così poco aggiornati. Come sai alla base del successo di un sito ci sono i contenuti aggiornati. A tal proposito mi fa piacere scoprire che la prossima release preveda widgets, google (?), RSS, etc.
Per quanto riguarda la partecipazione, tra i miei lettori ci sono decine di CEO e manager di aziende e molti di loro hanno competenze che i “soliti noti” che di solito vincono questo genere di gare, non hanno.
Se vuoi posso organizzare un gruppo di lavoro, formato da esperti di comunicazione via web (per la maggior parte bloggers) al fine di fornivi una consulenza orientata ai contenuti del bando di gara. Aspetto evidentemente prodromico ad una riprogettazione che tenga conto delle reali esigenze/funzionalità/attiivtà correlate a un sito moderno e non le “solite” features di moda…
Caro Marco,
grazie per la correzione e per l’offerta.
Spero di potervi incontrare per definire assieme a chi lavora con me quali passi fare assieme.
Ti ricordo che comunque noi che lavoriamo per il pubblico, le regole, piacciano o no dobbiamo seguirle.
Ci sentiamo, l’e-mail ce la hai.
@Giampaolo,
come già ribadito, noi siamo a disposizione.
Ritengo che la realizzazione e quindi la partecipazione alla gara non rientri nelle nostre competenze. Potremmo però fissare un incontro orientato a valutare la possibilità di fornirvi una consulenza finalizzata alla redazione del bando di gara. In sostanza un aiuto per formulare delle richieste in linea con le esigenze del nuovo web ed evitare gli errori tipici delle grosse aziende o della pubblica amministrazione, quando provano ad “emulare” il web 2.0 e le sue dinamiche.
In attesa di un tuo cortese riscontro, ti saluto cordialemente.
dopo il casino saltato fuori con italia.it non mi stupisco più di niente in questo paese…anche su internet riusciamo a far sparire i soldi…
Bravo MCC, sono contenta che vada avanti la questione Expo, sai che io mi sono candidata per la comunicazione, anche solo con rimborso spese.
Attendiamo tue info, sono molto curiosa….
Che sei autorevole si sa, ma addirittura che ti rispondano subito i diretti interessati…:()
Stiamogli addosso, questi sciupasoldi!! Siccome sono soldi nostri mi fa piacerissimo sapere che tu che puoi gli stai alle calcagne, devono dormire preoccupati e non pensare che nel web visto che la gente ci capisce poco possono far sparire i soldi senza che nessuno dica niente. Anzi, propongo a tutti di segnalarti qualsiasi operazione simile a questa!!
GRande!
@Simona,
grazie per l’entusiasmo
Sono un precario che ha avuto l’occasione di lavorare sul sistema informativo lavoro delle varie Province della Lombardia (si chiama sintesi).
http://sintesi.provincia.milano.it
Forse non tutti sanno che tutte le province della Lombardia inviano via interoperabilità a borsa lavoro i nominativi di coloro che danno la disponibilità al lavoro presso i Centri per l’Impiego.
Qui in lombardia di soldi se ne sono spesi, ma l’infrastruttura c’e’ e funziona. Il problema e’ che nessuno misura l’efficacia del meccanismo.
Se andate su borsa lavoro e vi studiate le statistiche che pubblicano, si evidenzia che il sistema lavora tanto. Pero’ non vi e’ nessun dato su quante persone abbiano trovato lavoro con Borsalavoro. Il sospetto e che il numero sia bassissimo.
A questo punto la domanda piu’ interessante e’ “a cosa servono le borse lavoro regionali, quando esiste una borsa lavoro Nazionale?”. E perche’ qualche provincia del sud ha tentato la soluzione della borso lavoro comunale?
Sono domande retoriche.