Le dinamiche dei convegni italiani
Vengo spesso invitato a convegni di vario tipo sia come relatore, sia come moderatore.
Per quanto riguarda i primi, credo che esistano almeno tre tipi di relatori:
a) Gli esperti di una materia o di un tema specifico, che passano parte della propria vita a studiare, a rimanere sempre aggiornati e a volte a formulare nuove teorie.
b) I timbratori, ovvero quelli che vanno a parlare della propria azienda, dei suoi prodotti o di se stessi.
c) I sedicenti esperti di una materia che invece conoscono solo superficialmente. Le loro credenziali derivano dalla presenza in altre occasioni in cui sono stati accreditati per quella a sua volta precedente e così via. Le loro fonti di informazioni non sono i libri, ne il web, ma gli altri convegni a cui partecipano.
La consuetudine vuole che nei convegni nessuno di questi venga pagato.
Se col tipo (b) “timbratori” è sostanzialmente corretto che sia così, col tipo (a) “esperti” ritengo invece che sia una pratica poco corretta.
Se è vero che l’organizzatore deve cercare di portare relatori di alto livello, al fine di creare un evento di valore, allora dovrebbe pagare i relatori di tipo (a).
Invece succede che inizialmente l’organizzatore cerca di chiamare più relatori possibili del primo genere, poi però spesso rinunciano quando scoprono che non c’è un budget a disposizione; a dire degli organizzatori, godranno invece di grande visibilità, ma a quelli che gìò ne godono, ovviamente non basta…
Tutto ciò genera un meccanismo per cui quelli di maggior fama e più preparati non accettano, dando quindi spazio ai relatori di tipo (b), che accettano sempre volentieri, insieme a quelli di tipo (c) “sedicenti” che non mancano mai. Questo è il Mix che infatti imperversa ai convegni.
Due parole ancora sul tipo (b): i timbratori spesso sono manager di aziende, che vengono scelti in funzione del buon nome dell’azienda che rappresentano. Frequentemente l’organizzazione non conosce il reale livello di preparazione del relatore ma gli basta poter indicare nel programma il nome della loro nota azienda per aumentare il prestigio dell’evento.
Il moderatore o chairman dovrebbe essere invece un esperto della materia ma anche di comunicazione onstage. Altrimenti diventa solo un passa-microfono, o nella peggiore delle ipotesi un noiosissimo declamatore di nomi e titoli.
Invece succede che il moderatore è scelto solo sulla base dell’autorevolezza rispetto agli altri relatori, o peggio rispetto a criteri randomici che però alla base rappresentano un ripiego rispetto ai moderatori professionisti.
Il moderatore professionista è un esperto della materia ma sa anche gestire un palco. Conosce i tempi e li sa far rispettare. Se c’è un problema tecnico (e come sapete c’è sempre), lo sa coprire invece di evidenziarlo. Sa intrattenere il pubblico ed è capace di intervenire durante lo speech dei relatori con domande pertinenti in grado di stimolare la conversazione e aumentare il valore dei contenuti erogati.
E’ un lavoraccio che se fatto bene, da chi non ha bisogno di “visibilità”, costa tempo e fatica, sia prima dell’evento, sia durante.
Anche in questo caso gli organizzatori preferiscono non mettere a budget il costo di un professionista e ripiegano su un relatore di tipo a,b o c, pur di non pagare.
Il risultato porta ad eventi di scarsa qualità, noiosi e dai contenuti poveri.
Non potendo cambiare il mondo da solo, quando vengo invitato io quindi mi comporto così:
Se vengo invitato come relatore e se il convegno è di mio interesse oltre che prestigioso, accetto senza essere pagato. In alternativa chiedo di essere pagato con l’inserimento di uno dei miei prodotti o della mia azienda tra gli sponsor.
Se vengo invitato come chairman esigo invece di essere pagato perché per me è un lavoro. Ovviamente in proporzione al budget totale dell’evento. Questo significa che se si tratta di un evento realmente no profit o a bassissimo budget ma con solo relatori di tipo (a) e l’assenza di (b) e (c), non molto distante da Milano e con le eventuali spese pagate, posso fare un’eccezione.
Sono esclusi ovviamente tutti i casi in cui c’è di mezzo una stretta amicizia o un ente o associazione con cui ho rapporti per cui la mia partecipazione è in qualche modo dovuta.
Devo sottolineare che quanto sopra detto corrisponde “solo” alla maggior parte dei casi. Tuttavia ci sono alcune organizzazioni molto corrette, che hanno le competenze per scegliere i migliori relatori e i migliori chairman, pagando il dovuto al fine di ottenere convegni di altissimo livello.



