I futurologi guru
Mi meraviglio ancora quando vedo incensare nuovi guru del web 2.0 che però non lo vivono e quindi non lo conoscono.
Non posso fare nomi per fairplay, ma ci sono alcuni personaggi che grazie al loro “trombonismo” riescono a crearsi un’aurea da luminari del Nuovo Web.
Se chiedete alla loro segretaria vi dirà che non sono disponibili prima di due mesi.
Se chiedete a Google, li conosce appena e a causa della presenza del loro nome in convegni in cui sono andati a parlare di Web.
Se chiedete a Facebook non li conosce.
Non hanno un account su Skype e non frequentano la conversazione online. Gestiscono le loro attività con l’agenda di carta e la rubrica di un telefonino col display in bianco e nero o col Blackberry out-of-the-box con niente di nuovo installato, quando va bene.
La loro segretaria è la depositaria dei loro documenti perché online non hanno nulla e non saprebbero nemmeno come fare praticamente.
I bookmark sono quelli di Corriere e Repubblica o i segnalibro tra le pagine del tomo cartaceo che hanno sul comodino. Spesso è lo stesso libro che hanno firmato ma che qualcun altro gli ha scritto e che la notte cercano di leggere cercando ci capirci qualcosa. Libro che in genere viene distribuito corredato dalla stessa dedica uguale per tutti… Tanto mica lo sanno… (N.d.A. poi succede che qualcuno ringrazia sul proprio blog citando la dedica e la frittata è fatta! Ma loro non lo sanno perché non hanno tempo per avere tempo di leggere i blog dei perditempo…).
Ai convegni fanno i futurologi, e ci raccontano quale sarà il futuro. Lo fanno proprio come i registi dei film trash anni ‘70 dipingevano il futuro, ovvero una sorta di parodia dell’immaginario del tempo: auto volanti, raggi della morte, astronavi. Oggi invece ci vorrebbero far navigare in tre dimensioni, vorrebbero metterci il cellulare al posto dei gemelli e parlano di nuovi paradigmi che sforano nel ce-l’ho-più-lunghismo…
Gli altri tromboni non ancora eletti futurologi, che non li misurano attraverso le loro attività sul campo, ovvero sul web, ma sono affascinati da personaggi che come loro hanno lo stesso telefonino radical-digital-chic col display in bianco e nero e li insigniscono del titolo di Guru. Se poi il Guru insegna anche all’università, la beatificazione è fatta.
A quel punto è tutto in discesa. Partecipazioni a convegni sempre più autorevoli a seguito delle partecipazioni ad altrettanti convegni precedenti. Inviti a scrivere pagine sempre più corpose su inserti autorevoli a seguito di precedenti pagine su altri inserti, e così via… Sino a sfociare in consulenze milionarie in cui si eroga un po’ di copia-incolla scritto da Ghost-writer sul futuro dei cellulari-gemelli e dei mondi 3D, per finire quindi nel limbo del vero futurologo.




Magnifico! Con simili, lucide esternazioni ti farai un sacco di amici! Ma come darti torto?