LivePetitions. Una case history da coda lunga.
Voglio condividere con voi un’importante esperienza diretta che sto vivendo grazie a LivePetitions.
Penso che sia una case history molto interessante che credo produca molto più valore per tutti se condivisa con chi è interessato ai nuovi modelli di business sul web basati sulla Long Tail.
LivePetitions è una piattaforma internazionale, gestita da Speakage Srl , che offre la possibilità di creare gratuitamente una raccolta firme, offrendo una serie di strumenti correlati molto utili sia ai "petizionieri" sia ai "firmatari".
Abbiamo raccolto più di 1300 petizioni e più di 200 mila firme. Altri li chiamerebbero utenti… Sono oggettivamente tanti. Specie se considerando l’apertura a utenti zero a novembre 2007.
Ci stiamo espandendo nel mondo con alcune versioni in lingua di imminente apertura (La versione araba www.sawtt.com sta aprendo con un suo country manager in Egitto, quella russa www.petizia.ru idem per l’ex Unione Sovietica e paesi in cui si parla quella lingua; la Francia è in arrivo prima della primavera, mentre UK e USA sono aperte da tempo ma non sono mai state lanciate in quanto gli accordi con i country managers locali sono ancora in fase di definizione. (A proposito, fatevi avanti se siete esperti di online marketing e conoscete bene una lingua diversa da quelle in attivazione)
L’obiettivo è quello di localizzare in 50 lingue e di estendere continuamente il numero di servizi offerti agli utenti. Dal punto di vista delle funzionalità i concorrenti li abbiamo già battuti tutti, pensate che la piattaforma numero uno al mondo è questa
LivePetitions visibilmente è più avanzata e offre una quantità di servizi e strumenti infinitamente superiore rispetto agli altri concorrenti.
Non ultimo il fatto che tutti gli altri sono solo in lingua inglese, mentre noi localizziamo sia sulla base del territorio e sia sulla base della lingua. Considerando che le petizioni sono frequentate da tutte le fasce sociali e culturali, riteniamo che i nostri siano vantaggi che entro l’anno prossimo dovrebbero portarci ad avvicinarci molto ai numeri del primo concorrente che per ora fa circa 100 volte quello che facciamo noi in termini di traffico. Ma stiamo crescendo a un ritmo incessate e se da una parte è un traguardo ambizioso, dall’altra sappiamo che sono numeri che si possono raggiungere, e questo ci fa ben sperare sulle grandi potenzialità di crescita della piattaforma.
Peraltro abbiamo implementato caratteristiche che già ci rendono notevolmente più avanzati: messaggistica interna tra firmatari, geolocalizzazione delle firme, risposte pubbliche ai commenti, moderazione sociale, pagine personalizzabili, etc…
Il nostro modello di business è misto; è basato sulla pubblicità tabellare, quella contestuale, quella diretta, sulla vendita di domini, e altre piccole forme di introiti correlate alle petizioni, che apparentemente non generano grandi utili ma che pochi dollari che provengono dalle piccole nicchie, generano poi introiti assimilabili a quelli delle forme di revenues più popolari.
Tra i microprodotti vendiamo ai petizionieri la possibilità di escludere la pubblicità e/o di non mostrare il nostro header/bar col nostro logo, trasformando così LivePetitions in una piattaforma completamente personalizzata.
Sono molte ormai infatti le istituzioni/giornali/aziende che stanno usando LivePetitions in questo modo, al posto di scrivere del codice arrangiato sul loro sito per raccogliere le firme. Abbiamo infatti creato una piattaforma per cui creare gratuitamente una petizione da noi, al posto di un semplice form sul proprio sito, significa non solo offrire un sistema avanzato che permette per esempio ai firmatari di parlarsi tra di loro con un sistema di messaggistica, ma di garantire che il numero di firme sia veritiero. Si sa infatti quanto è semplice dire che sul proprio sito sono state raccolte migliaia di firme, e quanto invece una piattaforma esterna, superpartes, sia una sorta di garanzia sul reale numero di firme raccolte.
Qualcosa di simile alle statistiche gonfiate sugli accessi che alcuni siti dichiarano all’ANSA o ai propri investitori. Se al posto del loro contatore interno, forniscono i dati di Google analytics rendendo pubblico l’accesso ad essi, tutto diventa molto più credibile.
Tuttavia noi siamo consapevoli di quanto la coda lunga sia rappresentativa del nostro modello di business e il nostro business plan si basi su di essa.
Nel backend abbiamo a disposizione uno strumento che ci permette di verificare quali sono le petizioni più attive. Il risultato, se visualizzato su un piano cartesiano genera una figura come quella di seguito. Ovvero la coda lunga! Quella vera, aggiungo io, perché in questo caso non è più teorica, ma reale e validata, in quanto non descrive più un modello, ma sono i dati che generano il grafico della coda lunga.
La figura che vedete qui sopra elenca nelle ascisse le petizioni di LivePetitions (nella fattispecie questa si riferisce alla versione italiana www.firmiamo.it) che hanno ricevuto almeno una firma nell’ultima ora e nelle ordinate il numero di firme.
Si tratta di un esempio concreto di attività online che rispecchia fedelmente le logiche della Long Tail.
Anche le forme di revenues della piattaforma si basano prevalentemente su piccoli servizi o annunci pubblicitari correlati alle petizioni. La maggior parte dei ricavi proviene proprio dai piccoli numeri, ovvero dalle petizioni che raccolgono anche una sola firma all’ora o al giorno.
Se poi si prende in considerazione un arco temporale più ampio, il numero di petizioni che raccolgono almeno una sola firma all’ora, si estende considerevolmente.
Nel loro insieme, le "hits", ovvero le petizioni che raccolgono molte firme, generano ricavi minori rispetto alla somma delle minori.
Tutta la nostra organizzazione si basa su questo principio. Per esempio trattiamo ogni singola richiesta con grande cura, diamo la stessa importanza alla petizione che raccoglie 30 firme al mese, così come a quella che ne conta 80 mila. Rispondiamo a tutti e aiutiamo anche il singolo utente che ha difficoltà a firmare perché magari ha i cookies disabilitati.
Non lo facciamo ora solo perché siamo ancora piccoli, per poi dimenticarcene in futuro. Ogni aspetto del nostro progetto si basa sulla Long Tail. Quindi anche il modo con cui abbiamo progettato il customer care o la moderazione dei commenti che è "social", ovvero sono gli utenti stessi a segnalarci eventuali impropri o violazioni e noi moderiamo solo quelle segnalate.
Anche dal punto di vista del marketing siamo orientati alle piccole cose e molto moderni nel’approccio alla trasparenza. Per esempio riteniamo che rendere pubblici, gratuitamente a tutti, i dati aggregati sulle caratteristiche dei firmatari, renda interessante la piattaforma, anche solo per chi vuole fare una semplice e personale statistica sui chi sostiene quel determinato argomento, etc. Anche se questo non genera revenues dirette, riteniamo che sia un ottimo strumento di marketing.
Spero che aver condiviso i nostri dati e i nostri obiettivi sia di interesse per chi sta studiando le dinamiche dei prodotti basati sulla Long Tail.




Io non posso fare altro che farti i miei complimenti (per quel che valgono) e che continuo a seguirti ammirato (e interessato).
Ciao