Milano 2015 inizia male

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March 31st
Marco Camisani Calzolari
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Abbiamo vinto. Milano sarà la sede dell’Expo 2015.
Peccato che il sito ufficiale non ne sia al corrente…
Ma c’è di peggio. Il dominio ufficiale è un improponibile milanoexpo-2015.com  con un trattino da ricordare e pronunciare. 
Non hanno registrato milano2015.it e milano2015.com , ovvero la scelta più ovvia di qualsiasi esperto di comunicazione. Conosco il proprietario di quei domini, uno che evidentemente di comunicazione digitale ne sa parecchio più di loro, e so che non è mai stato contattato dall’organizzazione. 
Perché spendere qualche migliaio di Euro per comprare un dominio pronunciabile quando si possono buttare via milioni di euro in comunicazione obsoleta, tradizionale, che ma piace tanto alle mafiette nostrane?

"blog" è un marchio registrato.

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March 30th
Marco Camisani Calzolari
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Facendo una ricerca ho scoperto che il termine "blog" è stato registrato nel 2005 da Giochi Prezioni S.P.A.
Tecnicamente potrebbero fare causa per usurpazione di marchio a chiunque lo utilizzi sul proprio… ehm… Diario online.
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Tecnologia e storie italiane

mcc_ 180
March 29th
Marco Camisani Calzolari
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Nel fare browsing con amici nei miei archivi è riemerso un video di una mia trasmissione in cui insieme all’Avvocato Carlo Taormina ripercorriamo i fatti di cronaca italiana più famosi, analizzati dal punto di vista della tecnologia.
Se fosse corredato da immagini di repertorio sarebbe un bel documentario storico. Ve lo ripropongo:

Piaceri da firmware

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March 28th
Marco Camisani Calzolari
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Sono molto contento perché grazie a questo Firmware upgrade ho potuto trasformare la mia PCcard Vodafone GEO201 che prima andava era "solo" HSDPA (ovvero andava a 3,6 Mbps in ricezione e upload a 384 Kbps), adesso va in HSUPA (ovvero a 7,2 Mbps in ricezione e upload a 2 Mbps).

Ovviamente il commesso del negozio Vodafone mi aveva detto che la mia card era già HSDPA, in realtà ci sono due card, esteticamente identiche, come da foto in questo post, solo che una si chiama GEO201 (solo HSDPA) e l’altra GEO301 (HSUPA). La mia ovviamente era la prima perché l’ho presa più di un anno fa.
Tuttavia qui ho trovato questo upgrade che ha trasformato la mia "vecchia" scheda in una capace di scaricare a 7,2 Mbps in mobilità!
Ovviamente sul sito italiano della Vodafone quell’upgrade non esiste

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Inoltre ieri ho upgradato il firmware del mio Nokia N95. Adesso ha il browser con incorporato FlashLite 3.0, in pratica posso vedere i video di YouTube o altri flash incorporati nel browser. Sembra una banalità ma il mondo Nokia/Symbian è davvero una rivoluzione.

W IL FIRMWARE!

WiFi sul TGV

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March 27th
Marco Camisani Calzolari
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Ma che bello, sembra che la Wifi arriverà sui TGV

Mi chiedevo cosa faremo noi in Italia.

Prima domanda:

Quanto dovrà passare prima che le Ferrovie dello Stato porteranno WiFi sui principali treni?
a) Un anno, visto che lo fanno i francesi ora si sa che è buona cosa.
b) Cinque anni.
c) Vent’anni.
d) Non appena la Francia si comprerà anche Ferrovie dello Stato.

Seconda domanda:
Quanto costerà il servizio?
a) Sarà ovviamente gratutito.
b) €30 a viaggio, rendendo così il servizio più costoso di una flat dati a 7,2Mbps, che ovviamente avranno già attiva tutti quelli interessati a internet in mobilità. Rendendo quindi il servizio un insucesso come avevano previsto gli alti dirigenti. c) Gratuito ma funziona solo quando i terni sono fermi nelle stazioni di Milano e Roma. L’accesso permette la navigazione solo via WAP e all’interno dei siti approvati. Per l’elenco completo rivolgersi in bigletteria.

Si accettano scommesse. Fate la vostra puntata… :)

Cittadini Digitali

mcc_ 180
March 27th
Marco Camisani Calzolari
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Il mio intervento al BarCamp di Torino

Grazie ad Anna De Bona che ha girato il video e a Nicola Mattina che l’ha pubblicato.

Io ti amo

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March 27th
Marco Camisani Calzolari
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Ho ricevuto questa email:
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Con un subject come "Io ti amo" sono certo che qualcuno non ha resistito, ha aperto l’allegato, ha cercato di aprire i files contenuti…
Inviando l’allegato a Kaspersky online scanner, si scopre che chi ha provato ad aprire gli allegati si è beccato questo:

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Bravo Costantino

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March 27th
Marco Camisani Calzolari
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Costantino della Gherardesca, noto personaggio del programma Markette, non solo ha un blog, ma si impegna per le libertà di espressione (in questo caso digitali, ed è la ragione per cui si è "guadagnato" questo post).
E’ un caro amico, oltre ad essere un vero geek appassionato di digitale.
Tempo fa ho voluto che aprisse un blog; gli ho spiegato come si comunica correttamente online, etc. Giudicate voi, ma i suoi post ricchi di link, i giusti widgets, l’introduzione di Google Reader tra le sue pratiche quotidiane, lo hanno promosso blogger a tutti gli effetti. Voi cosa ne dite?
Credo che molti di voi potranno inserire il suo feed nel proprio aggregatore. Merita.

Camisani Calzolari in Argentina

marcoscamisanicalzolari1886.jpg
March 26th
Marco Camisani Calzolari
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Quello che vedete nella foto di seguito è Marcos Camisani Calzolari, nato nel 1866, figlio di Marco Camisani Calzolari, nato nel 1839 e capostipite del ramo della famiglia Camisani Calzolari che si è sviluppato in Argentina a seguito del suo traferimento americano.

marcoscamisanicalzolari1886
[nella foto Marcos Camisani Calzolari] 
(gli manca una palla colorata in mano e praticamente sono io tra qualche anno…)

La nostra famiglia è molto piccola, in Italia siamo meno di dieci Camisani Calzolari, tutti compresi.
Abbiamo una lunga storia, che però negli ultimi cinquecento anni ha mantenuto stretto il ceppo. Solo da poco, grazie a www.geni.com , sto ricostruendo l’albero genealogico dei parenti in sud america.

Mio nonno Marco (Ci chiamiamo tutti alternativamente Marco e Pietro da molte generazioni) nei primi del ’900 è andato a Rosario per raggiungere suo padre.
Marco aveva delle miniere in quella zona e ha passato buona parte della sua vita nelle Pampas con la sua cavalla Dolores. Poi un giorno c’è stata una grande esplosione nelle miniere e perse entrambe le gambe. Ritornò in Italia (a Berceto – Parma) verso la fine degli anni ’30. La famiglia fortunatamente era benestante e già allora, grazie a delle protesi potè riprendere a camminare, Nel 1942 sposò mia nonna Irene e fecero mio padre Pietro. A causa delle continue cure in seguito all’incidente morì pochi anni dopo, credo di embolia, quando mio padre aveva 14 anni.

Oltre a recuperare la foto di Marcos, che non avevo, capostipite dei Camisani Calzolari argentini; ho anche  recentemente riallacciato i rapporti con il resto della famiglia, con cui ero entrato in contatto qualche anno fa:
Luis Camisani Calzolari coetaneo di mio padre, mi sta aiutando a ricostruire quella parte di famiglia. Lui è il papà di Matias (Camisani Calzolari), cantante e modello (che pubblicamente usa però solo la prima parte del cognome) noto anche per aver spostato Dolores Barreiro. famosa conduttrice televisiva, una sorta di "Simona Ventura" argentina. Hanno tre figli con alcuni tratti in comune con mio figlio Leonardo.

Oltre agli argentini ho recentemente scoperto l’esistenza di Fernando Camisani Calzolari che fa il Professore all’Università di Pretoria in Sud Africa. Ovviamente insegna alla facoltà di Ingegneria Elettronica ;)
Siamo in contatto ma dobbiamo ancora capire chi sono i suoi parenti che ci connettono. Non sarà difficile visto che con quel cognome non ci sono dubbi sulla sua appartenenza.

Nel frattempo in casa Marco Camisani Calzolari (Italia, 2008) si sta pensando di organizzare un bel viaggetto a Buenos Aires prima della fine dell’anno.

LivePetitions. Una case history da coda lunga.

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March 25th
Marco Camisani Calzolari
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image Voglio condividere con voi un’importante esperienza diretta che sto vivendo grazie a LivePetitions.

Penso che sia una case history molto interessante che credo produca molto più valore per tutti se condivisa con chi è interessato ai nuovi modelli di business sul web basati sulla Long Tail.

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LivePetitions è una piattaforma internazionale, gestita da Speakage Srl , che offre la possibilità di creare gratuitamente una raccolta firme, offrendo una serie di strumenti correlati molto utili sia ai "petizionieri" sia ai "firmatari".

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Abbiamo raccolto più di 1300 petizioni e più di 200 mila firme. Altri li chiamerebbero utenti… Sono oggettivamente tanti. Specie se considerando l’apertura a utenti zero a novembre 2007.

Ci stiamo espandendo nel mondo con alcune versioni in lingua di imminente apertura (La versione araba www.sawtt.com sta aprendo  con un suo country manager in Egitto, quella russa www.petizia.ru idem per l’ex Unione Sovietica e paesi in cui si parla quella lingua; la Francia è in arrivo prima della primavera, mentre UK e USA sono aperte da tempo ma non sono mai state lanciate in quanto gli accordi con i country managers locali sono ancora in fase di definizione. (A proposito, fatevi avanti se siete esperti di online marketing e conoscete bene una lingua diversa da quelle in attivazione)

L’obiettivo è quello di localizzare in 50 lingue e di estendere continuamente il numero di servizi offerti agli utenti. Dal punto di vista delle funzionalità i concorrenti li abbiamo già battuti tutti, pensate che la piattaforma numero uno al mondo è questa :) LivePetitions visibilmente è più avanzata e offre una quantità di servizi e strumenti infinitamente superiore rispetto agli altri concorrenti.
Non ultimo il fatto che tutti gli altri sono solo in lingua inglese, mentre noi localizziamo sia sulla base del territorio e sia sulla base della lingua. Considerando che le petizioni sono frequentate da tutte le fasce sociali e culturali, riteniamo che i nostri siano vantaggi che entro l’anno prossimo dovrebbero portarci ad avvicinarci molto ai numeri del primo concorrente che per ora fa circa 100 volte quello che facciamo noi in termini di traffico. Ma stiamo crescendo a un ritmo incessate e se da una parte è un traguardo ambizioso, dall’altra sappiamo che sono numeri che si possono raggiungere, e questo ci fa ben sperare sulle grandi potenzialità di crescita della piattaforma.

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Peraltro abbiamo implementato caratteristiche che già ci rendono notevolmente più avanzati: messaggistica interna tra firmatari, geolocalizzazione delle firme, risposte pubbliche ai commenti, moderazione sociale, pagine personalizzabili, etc…

Il nostro modello di business è misto; è basato sulla pubblicità tabellare, quella contestuale, quella diretta, sulla vendita di domini, e altre piccole forme di introiti correlate alle petizioni, che apparentemente non generano grandi utili ma che pochi dollari che provengono dalle piccole nicchie, generano poi introiti assimilabili a quelli delle forme di revenues più popolari.

Tra i microprodotti vendiamo ai petizionieri la possibilità di escludere la pubblicità e/o di non mostrare il nostro header/bar col nostro logo, trasformando così LivePetitions in una piattaforma completamente personalizzata.

Sono molte ormai infatti le istituzioni/giornali/aziende che stanno usando LivePetitions in questo modo, al posto di scrivere del codice arrangiato sul loro sito per raccogliere le firme. Abbiamo infatti creato una piattaforma per cui creare gratuitamente una petizione da noi, al posto di un semplice form sul proprio sito, significa non solo offrire un sistema avanzato che permette per esempio ai firmatari di parlarsi tra di loro con un sistema di messaggistica, ma di garantire che il numero di firme sia veritiero. Si sa infatti quanto è semplice dire che sul proprio sito sono state raccolte migliaia di firme, e quanto invece una piattaforma esterna, superpartes, sia una sorta di garanzia sul reale numero di firme raccolte.
Qualcosa di simile alle statistiche gonfiate sugli accessi che alcuni siti dichiarano all’ANSA o ai propri investitori. Se al posto del loro contatore interno, forniscono i dati di Google analytics rendendo pubblico l’accesso ad essi, tutto diventa molto più credibile.

Tuttavia noi siamo consapevoli di quanto la coda lunga sia rappresentativa del nostro modello di business e il nostro business plan si basi su di essa.

Nel backend abbiamo a disposizione uno strumento che ci permette di verificare quali sono le petizioni più attive. Il risultato, se visualizzato su un piano cartesiano genera una figura come quella di seguito. Ovvero la coda lunga! Quella vera, aggiungo io, perché in questo caso non è più teorica, ma reale e validata, in quanto non descrive più un modello, ma sono i dati che generano il grafico della coda lunga.

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La figura che vedete qui sopra elenca nelle ascisse le petizioni di LivePetitions (nella fattispecie questa si riferisce alla versione italiana www.firmiamo.it) che hanno ricevuto almeno una firma nell’ultima ora e nelle ordinate il numero di firme.

Si tratta di un esempio concreto di attività online che rispecchia fedelmente le logiche della Long Tail.
Anche le forme di revenues della piattaforma si basano prevalentemente su piccoli servizi o annunci pubblicitari correlati alle petizioni. La maggior parte dei ricavi proviene proprio dai piccoli numeri, ovvero dalle petizioni che raccolgono anche una sola firma all’ora o al giorno.

Se poi si prende in considerazione un arco temporale più ampio, il numero di petizioni che raccolgono almeno una sola firma all’ora, si estende considerevolmente.

Nel loro insieme, le "hits", ovvero le petizioni che raccolgono molte firme, generano ricavi minori rispetto alla somma delle minori.

Tutta la nostra organizzazione si basa su questo principio. Per esempio trattiamo ogni singola richiesta con grande cura, diamo la stessa importanza alla petizione che raccoglie 30 firme al mese, così come a quella che ne conta 80 mila. Rispondiamo a tutti e aiutiamo anche il singolo utente che ha difficoltà a firmare perché magari ha i cookies disabilitati.

Non lo facciamo ora solo perché siamo ancora piccoli, per poi dimenticarcene in futuro. Ogni aspetto del nostro progetto si basa sulla Long Tail. Quindi anche il modo con cui abbiamo progettato il customer care o la moderazione dei commenti che è "social", ovvero sono gli utenti stessi a segnalarci eventuali impropri o violazioni e noi moderiamo solo quelle segnalate.

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Anche dal punto di vista del marketing siamo orientati alle piccole cose e molto moderni nel’approccio alla trasparenza. Per esempio riteniamo che rendere pubblici, gratuitamente a tutti, i dati aggregati sulle caratteristiche dei firmatari, renda interessante la piattaforma, anche solo per chi vuole fare una semplice e personale statistica sui chi sostiene quel determinato argomento, etc. Anche se questo non genera revenues dirette, riteniamo che sia un ottimo strumento di marketing.

Spero che aver condiviso i nostri dati e i nostri obiettivi sia di interesse per chi sta studiando le dinamiche dei prodotti basati sulla Long Tail.

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