SPOT STOP



La pubblicità in TV ha esaurito le risorse. Gli investimenti pubblicitari in Rete raddoppiano ogni anno, mentre gli ascolti TV diminuiscono, l’efficacia degli SPOT cala e soprattutto le idee sono finite.
Guardate questi due spot TV, uno di AIR FRANCE del 2007 e l’altro di CELIO del 2006… Aguzzate la vista e trovate le differenze…

AIR FRANCE:

CELIO:


Reader Comments

Herm… O_O

Air France avrebbe dovuto indicare di essersi liberamente ispirata allo spot realizzato per Celio.
Tempo fa anche Audi ha fatto una cosa simile:
http://bonacina.wordpress.com/2007/04/15/liberamente-ispirato/

@Dario B.
Mah, secondo me non è la stessa cosa… Eri sarcastico o lo hai scritto seriamente ? L’Audi si è ispirata, Air France ha copiato: sono due cose diverse, anzi sono due cose “uguali”, cioè sono due cose diverse perché una è uguale e l’altra è diversa… Scherzo… Più o meno.

mmm forse quello spot ha assunto da qualche parte un significato tale (non so ne dove ne come) per cui si può “citare” suscitando non so quale reazione a non so chi, per capirci quello che successe al primo video delle Vibrazioni

DAG,
probabilmente hai ragione, ma in entrambi i casi i copy Audi e Air France non hanno avuto fantasia e hanno riciclato un’idea che era loro piaciuta.

Mah non sono convinto dell’idea che la televisione e l’advertising sono in una specie di crisi. L’advertising si sta rinnovando. E la televisione pure. L’abbassamento degli ascolti è un calcio nel sedere che i direttori di rete dovrebbero capire. Ma per quanto riguarda la crisi bisognerebbe guardare il successo senza precedenti del SuperBowl di quest’anno. Con tanto di ADMETER fatto da USATODAY dove gli indici di gradimento delle pubblicità (durante il superbowl) venivano dati da un focus group in real time. E se ne sono viste di idee negli ads trasmessi durante i neri del superbowl. é stato un fenomeno.

Questa è bella..è talmente identico che ci deve essere stato senza dubbio un accordo tra le parti..
Uno spot magari è uscito solo in Inghilterra, uno solo in Francia.
Altrimenti non si spiega.

C’è da dire che la pubblicità di AirFrance trasmette un messaggio con una bella tecnica, quello di Celio è banalissimo. Non mi pare rubata l’idea, quanto piuttosto parte del lavoro per la realizzazione.
In ogni caso gli art (e non i copy, Dario! ;-) ) hanno sicuramente riusato, ma poi c’è del lavoro (e non poco) nella produzione.
A proposito, una finezza dello spot AF: avete notato che mentre la telecamera ruota (simulando una virata dell’aereo) l’acqua nella piscina “oscilla”! :-)

Certo, lo spot avrà sempre meno importanza in una pianificazione crossmediale ma, proprio perchè mi sembra che siamo giunti, finalmente dopo anni, alla svolta tanto attesa - la tv scende, il web sale - penso ci serva maggior attenzione e profondità nei nostri interventi evitando facili ma controproducenti slogan. Specifico meglio: in un paese come l’Italia, secondo al mondo come % anziani sulla popolazione totale, la tv generalista avrà cmq sempre un posto di rispetto: non credo infatti in un grosso sviluppo del target 60/75 presso i social network e, non dimentichiamoci, che, sino a prova contraria, il target suddetto ha cmq un forte potere di acquisto. Un’altra analisi più precisa è d’obbligo riguardo il target 14/18: i giovani in italia sono pochi e questi pochi, dati alla mano, usano la rete in modo ancora molto selettivo. Messenger, downloading e un po’ di social networking. Ecco che allora si comprende meglio la nostra realtà che in una visione personalizzata per poter declinare con massima efficacia i messaggi, non dando per scontato nulla. Nel triangolo investitore, comunicatore e consumatore quest’ultimo richiede la massima attenzione e interazione ma, non scordiamoci, per prima cosa, di dare rispetto, attenzione e strumenti sempre più precisi e non invasivi anche a chi investe soldi, denaro, credibilità e che non ha più bisogno di facili esemplificazioni.

Tralasciando il fatto che uno è pure copiato dall’altro i due spot mi sembrano entrambi un pò fiacchi… no?

Inoltre lo spot air france mi da l’idea di una vacanza che finisce e del ritorno a casa, il messaggio genereale è negativo.

Lo spot celio invece è incredibilmente banale e oltretutto l’ambiente non è assolutamente in linea con l’immagine ed il posizionamento di Celio. Se il ragazzo avesse avuto un vestito di Armani sarebbe stato molto diverso… hai una villa così e ti vesti da Celio?

Scherzi a parte, l’unico vero e ammissibile motivo potrebbe essere il contenimento dei costi (chiaramente gli spot non si devono sovrapporre geograficamente), ma a quel punto avrei utilizzato le stesse inquadrature e gli stessi attori, girando due scene diverse nella stessa location.

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