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	<title>Comments on: L&#8217;esploratore ammutolito</title>
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	<description>Marketing e Comunicazione Digitale</description>
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		<title>By: Roberto Marsicano</title>
		<link>http://www.camisanicalzolari.com/2008/02/lesploratore-ammutolito.html/comment-page-1#comment-39704</link>
		<dc:creator>Roberto Marsicano</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Feb 2008 20:30:53 +0000</pubDate>
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		<description>Nel 1952 esce &quot;The space merchant&quot; di F.Pohl, un libro di Sci-fi che racconta di un mondo, posto ai nostri giorni, dove i padroni di tutto,a cnhe dei governi, sono le società di advertising, quelle che decidono dove allocare la pubblicità, che scatenano vere e proprie guerre (ed altre porcherie) per conquistare un contratto.

La stampa e la TV si sono adeguate da tempo a questo diktat ed, infatti, si pubblica solo quello che è in sintonia con con le logiche degli inserzionisti (e degli azionisti) dei media.

Il web, che vive esclusivamente di pubblicità, non poteva non adeguarsi alla logica che vuole che la libertà di stampa non si fermi più alla volubilità del direttore-tiranno-chiosatore ma, molto più prosaicamente alle esigenze dell&#039;ufficio marketing. 

Il futuro, che molti credevano più libero grazie alla spinta dal web, si sta trasformando in un sistema molto (subdolamente) controllato dove i motori di ricerca ci scodellano solo quello che vuole la pubblicità. 

E nemmeno i blog scampano a queste logiche, perchè il fatto che alcuni blogger fanno il pieno di audience dice che la massa, anche in tema di discussioni, preferisce avere luoghi e interlocutori preferenziali ed abituali, ripetendo anche sul web la formula di portare i cervelli all&#039;ammasso monotematico.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1952 esce &#8220;The space merchant&#8221; di F.Pohl, un libro di Sci-fi che racconta di un mondo, posto ai nostri giorni, dove i padroni di tutto,a cnhe dei governi, sono le società di advertising, quelle che decidono dove allocare la pubblicità, che scatenano vere e proprie guerre (ed altre porcherie) per conquistare un contratto.</p>
<p>La stampa e la TV si sono adeguate da tempo a questo diktat ed, infatti, si pubblica solo quello che è in sintonia con con le logiche degli inserzionisti (e degli azionisti) dei media.</p>
<p>Il web, che vive esclusivamente di pubblicità, non poteva non adeguarsi alla logica che vuole che la libertà di stampa non si fermi più alla volubilità del direttore-tiranno-chiosatore ma, molto più prosaicamente alle esigenze dell&#8217;ufficio marketing. </p>
<p>Il futuro, che molti credevano più libero grazie alla spinta dal web, si sta trasformando in un sistema molto (subdolamente) controllato dove i motori di ricerca ci scodellano solo quello che vuole la pubblicità. </p>
<p>E nemmeno i blog scampano a queste logiche, perchè il fatto che alcuni blogger fanno il pieno di audience dice che la massa, anche in tema di discussioni, preferisce avere luoghi e interlocutori preferenziali ed abituali, ripetendo anche sul web la formula di portare i cervelli all&#8217;ammasso monotematico.</p>
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		<title>By: ilgiulivo</title>
		<link>http://www.camisanicalzolari.com/2008/02/lesploratore-ammutolito.html/comment-page-1#comment-39692</link>
		<dc:creator>ilgiulivo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Feb 2008 11:13:48 +0000</pubDate>
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		<description>Il tuo pensiero mi ha fatto venire in mente il famoso  aforisma di George Bernard Shaw «Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela per uno. Ma se tu hai un&#039;idea, ed io ho un&#039;idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.» 
Di tutti gli argomenti che affronti credo che la tua presa di posizione in politica, di cui ti ringrazio per cio&#039; che mi riguarda, non debba rientrare in questo paradosso.
Esprimere un&#039;opinione politica non puo&#039; essere elemento condizionante nell&#039;attivita&#039; professionale.
Al contrario io credo che si debba apprezzare chi trasparentemente dice come la pensi e non demonizzare chi collabori con una forza politica.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il tuo pensiero mi ha fatto venire in mente il famoso  aforisma di George Bernard Shaw «Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela per uno. Ma se tu hai un&#8217;idea, ed io ho un&#8217;idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.»<br />
Di tutti gli argomenti che affronti credo che la tua presa di posizione in politica, di cui ti ringrazio per cio&#8217; che mi riguarda, non debba rientrare in questo paradosso.<br />
Esprimere un&#8217;opinione politica non puo&#8217; essere elemento condizionante nell&#8217;attivita&#8217; professionale.<br />
Al contrario io credo che si debba apprezzare chi trasparentemente dice come la pensi e non demonizzare chi collabori con una forza politica.</p>
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		<title>By: Nereo</title>
		<link>http://www.camisanicalzolari.com/2008/02/lesploratore-ammutolito.html/comment-page-1#comment-39586</link>
		<dc:creator>Nereo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Feb 2008 14:20:20 +0000</pubDate>
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		<description>Lavorando nel marketing sperimento anche io un certo &quot;abuso giustificato&quot; di NDA.
Ti capisco e condivido le tue considerazioni.

Sarebbe bellissimo poter condividere le esperienze positive o spiegare meglio il perché di certi risultati (positivi o negativi che siano). Soprattutto perché penso &lt;b&gt;farebbe crescere la qualità della domanda&lt;/b&gt;.
Purtroppo, proprio per il protezionismo delle best practices, i clienti a volte ci chiedono di non essere neppure citati.

Finché era un problema di referenze si sopravviveva. Quando invece si vuole dare qualità alle proprie teorie o semplicemente raccontare qualcosa di valido all&#039;interno proprio blog o in convegni/barcamp/ecc. si perdono tante occasioni ...soprattutto per chi ascolta/legge e non può &quot;crescere&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lavorando nel marketing sperimento anche io un certo &#8220;abuso giustificato&#8221; di NDA.<br />
Ti capisco e condivido le tue considerazioni.</p>
<p>Sarebbe bellissimo poter condividere le esperienze positive o spiegare meglio il perché di certi risultati (positivi o negativi che siano). Soprattutto perché penso <b>farebbe crescere la qualità della domanda</b>.<br />
Purtroppo, proprio per il protezionismo delle best practices, i clienti a volte ci chiedono di non essere neppure citati.</p>
<p>Finché era un problema di referenze si sopravviveva. Quando invece si vuole dare qualità alle proprie teorie o semplicemente raccontare qualcosa di valido all&#8217;interno proprio blog o in convegni/barcamp/ecc. si perdono tante occasioni &#8230;soprattutto per chi ascolta/legge e non può &#8220;crescere&#8221;.</p>
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