Per il fisco il web 2.0 non esiste.

February 26th
Marco Camisani Calzolari
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Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia del 16 novembre 2007, l’Agenzia delle Entrate ha approvato la nuova tabella di classificazione delle attività economiche (ATECO 2007).

Mi chiama il commercialista che sta redigendo la dichiarazione dei redditi di Speakage Srl perché non trova il codice attività per un’azienda come la mia che offre servizi e piattaforme per Internet!

Faccio una ricerca nel PDF ufficiale per la parola “Internet” e scopro che l’Agenzia delle Entrate nomina Internet nelle categorie merceologiche solo 4 volte!!!!

47.79.40 Case d’asta al dettaglio (escluse aste via internet)
47.91.10 Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet
61.90.10 Erogazione di servizi di accesso ad internet (ISP)
61.90.20 Posto telefonico pubblico ed Internet Point

Scaricate la tabella Ateco e controllate personalmente.

Niente da fare, nessuna si avvicina lontanamente a quello che facciamo noi.

Speakage fa qualcosa di molto noto e diffuso nel nuovo web (detto anche 2.0), ovvero servizi di produzione multimediale per la distribuzione digitale (audio, video, etc). Offre servizi b2b e b2c attraverso piattaforme come Speakageline.com o Livepetitions.com, etc.

Nelle tabelle della Agenzia delle Entrate non c’è traccia di nulla di simile!

Cerco per informatica e scopro che ce ne sono BEN 5, addirittura sotto una categoria dedicata, la 62:

62 PRODUZIONE DI SOFTWARE, CONSULENZA INFORMATICA E ATTIVITÀ CONNESSE
62.01.00 Produzione di software non connesso all’edizione
62.02.00 Consulenza nel settore delle tecnologie dell’informatica
62.03.00 Gestione di strutture e apparecchiature informatiche hardware – housing (esclusa la
riparazione)
62.09.01 Configurazione di personal computer
62.09.09 Altre attività dei servizi connessi alle tecnologie dell’informatica nca

Qui ci avviciniamo un po’ di più, ma siccome devo sceglierne una e non due, perché nella dichiarazione dei redditi bisogna specificare quella prevalente, anche qui non ci siamo.

Come faccio a giustificare le spese, per esempio, di una truccatrice quando produciamo videoclip? Gli informatici non si truccano!

Cerco per “Web” e appare questo:

63 ATTIVITÀ DEI SERVIZI D’INFORMAZIONE E ALTRI SERVIZI INFORMATICI
63.11.11 Elaborazione elettronica di dati contabili (esclusi i Centri di assistenza fiscale – Caf)
63.11.19 Altre elaborazioni elettroniche di dati
63.11.20 Gestione database (attività delle banche dati)
63.11.30 Hosting e fornitura di servizi applicativi (ASP)
63.12.00 Portali web
63.91.00 Attività delle agenzie di stampa
63.99.00 Altre attività dei servizi di informazione nca

Il più vicino è portali web, ma le mie sono piattaforme, non “portali” (Cos’è poi un portale?). E poi tutti i servizi di produzione multimediale specifici per il digitale non sono compresi nei “portali web”.

Alla fine la “prevalente” secondo il credo comune è forse questa: 62.09.09 Altre attività dei servizi connessi alle tecnologie dell’informatica nca

Tuttavia l’informatica è un contesto laterale a quando in realtà offre Speakage. Un po’ come se un’emittente televisiva fosse costretta a scegliere “Servizi per apparecchi elettronici a tubo catodico” come codice attività…

Siamo in un Paese la cui arretratezza non ci permette nemmeno di fare il nostro mestiere perché non è “in tabella”.

I nuovi abitanti del pianeta terra

mcc_ 180
February 25th
Marco Camisani Calzolari
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A Berlusconi, Veltroni, e tutti gli altri ini che vorrebbero governare il Paese…

Quello che non avete capito della Rete è che non cambia solo il modo di comunicare, non è solo un nuovo medium, non è solo un luogo virtuale…
E’ un driver fondamentale per lo sviluppo economico che rivoluziona i vecchi paradigmi su cui si basano i punti fondamentali dei vostri programmi poitici, nessuno escluso.

Articolo 18, CO.CO.CO., assunzioni, spesa pubblica, precariato, università, orario di lavoro, quadri e scaglioni, televisioni, etc. Sono concetti sempre più lontani per un numero sempre più elevato di persone…

Ve lo faccio spiegare da Jessica, Charlie, Charlotte (amica di Charlie).
Sfogliate queste slides per scoprire chi sono i nuovi abitanti del pianeta terra:

Nauseato da Vespa

mcc_ 180
February 22nd
Marco Camisani Calzolari
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Stasera su Porta a Porta è stata fatta disinformazione a livelli tanto gravi da chiuderne la trasmissione se avessimo uno stato culturalmente preparato.

- Si è associato il disagio giovanile con Internet.
- Si è parlato di blog come qualcosa di folle che fanno solo i ragazzini.
- E’ stato affermato più volte e da più ospiti che i blog sono scritti da ragazzi affetti da problemi di personalità multipla.
- Che i blog e le perversioni sessuali sono strettamente collegati.
- E’ stato fatto intendere che le ragazze che hanno un blog sono al primo passo verso la prositutizione.
- Hanno equiparato myspace a un luogo di esibizionisti con gravi problemi (facendo vedere la pagina della presunta assassina Amanda Knox), ma poi qualcuno ha affermato che myspace è un sito “legale”… Come dire che gli altri non lo sono…
- Il padre del presunto assassino ha detto che lui aveva la password del blog e tutti, dal padre a Vespa, hanno continuato a intendere che solo grazie alla password si può entrare in un blog.
- Uno dal pubblico per screditare un’informazione citata da un ospite ha detto “Non so dove avrà trovato questa notizia, è falsa, l’avrà trovata su Internet…”
- Il presentatore che va in onda tutti i giorni su milioni di teleschermi si interrogava su quale perversione mentale poteva spingere tutti questi ragazzi ad esporsi e a volersi far vedere a tutti i costi.
- Che non capisce tutta questa voglia di protagonismo.

…e molto altro.
Sono nauseato.

Nei prossimi giorni se riesco provo a pubblicarne un estratto video.

UPDATE:
Questa è il video di una parte di quello che è stato detto ieri sui blog:

E questo era un video di quattro mesi fa, sempre Vespa, sempre su Internet:

Centrali nucleari e comunicazione sul web.

mcc_ 180
February 20th
Marco Camisani Calzolari
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Perché le aziende Italiane non comunicano correttamente sfruttando i nuovi strrumenti messi a disposizione dal nuovo web?

Le risposte sono molte, ma è da qualche mese che trovo una “chiave di volta” ricorrente:

Il nuovo web è prevalentemente composto da piattaforme la cui parte tecnica è una commodity funzionale. Per citare un “vecchio” adagio, web 2.0 is about people, not about technology.

Tuttavia succede che quando si entra nel dettaglio, spunta un signor tecnico che pone vincoli e limiti tecnici su quel che si deve usare e quel che non si può usare. Specie quando l’azienda è grande.

Non c’è riunione di comunicazione (web) senza tre tecnici informatici in fila, con il mandato di verificare l’attuabilità della proposta!

Per esempio a volte è difficile far capire che un progetto di comunicazione sostenibilissimo, che vedeva al centro un blog basato su wordpress (deteminante in quel caso per efficienza/costi), non gira, per così dire, comodamente, su un sevrer Microsoft. Ma se nelle policy aziendali c’è scritto che si devono avere Microsoft, ciao WordPress. Internet, Intranet, blog, videosorveglianza, forum, partecipazione, sistemi informatici di centrali nucleari, collaborazione, tutto in un unico calderone. La logica perversa è: tutto gira su un Pc giusto? Quel che gira sui Pc qui lo decidono quei tre signori in fila… (nulla contro Microsoft, era solo un esempio di ossimoro tecnologico).

In altre parole, viviamo in un momento di transizione in cui i tecnici dell’Information Tecnology sono determinanti nelle scelte di comunicazione. Un po’ come se a dirigere un film ci mettessero un ingegnere nucleare.
Nelle scelte registiche della realizzazione di un film ci sono centinaia di aspetti tecnici di cui tener conto, ma sono gestiti, valutati, definiti, dal regista, non dall’ingegnere elettronico che progetta la telecamera.

La definizione delle caratteritiche tecniche che deve avere un sistema di video a circuito chiuso che tiene sotto controllo una centrale atomica richiedono una competenza diversa da chi deve progettare uno spot televisivo. In entrambi i casi si ha a che fare con tanta tecnologia, ma nel pirmo caso il mandato è quello di garantire l’affidabilità assoluta del sistema di videosorveglianza, nel secondo l’efficacia della comunicazione.

Il web sta spesso dalla parte dello spot televisivo, ma oggi chi decide quale telecamera usare e quale filtro ottico sono gli stessi tecnici che gestiscono la centrale nucleare.

Succede quindi che se lavori in questo mondo, quando proponi strumenti come PhpBB o WordPress, può capitare che un autorevolissimo tecnico di indubbia capacità, vincoli la progettazione del “forum” e del “blog” su piattaforma non linux.

Il manager che deve decidere si fiderà di voi o dell’autorevolissimo tecnico? Avrà chiara la differenza tra la centrale atomica e lo spot e le relative diverse competenze? E soprattutto quanto esigue sono le probabilità che scelga la soluzione B quando i tecnici gli “suggeriscono” che la soluzione A rientra nelle policy aziendali in termini di sicurezza e affidabilità?

Inoltre nelle grandi aziende la confusione è accentuata dal fatto che spesso internamente sono gestite attività di grande criticità basate apparentemente sulla stessa tecnologia con cui si fa un sito web: i computer, i server!

Ed ecco che una banca, quando dovrà scegliere quali strumenti utilizzare per la propria comunicazione online, a chi chiederà la consulenza tecnica? Avete indovinato, agli stessi tecnici che devono impedire a cracker ed hacker di entrare nei sistemi informativi della banca!

Chi desidera uno spot televisivo pretende che vada in onda con quelle caratteristiche, quel formato, a quell’ora. Non impone al regista di usare quella marca di macchina da presa o alla messa in onda di utilizzare quel determinato hardware. Lo spot deve “funzionare”.

Il web 2.0 con la sua natura “as a service” non si sposa con le vecchie logiche dei server “in house” e delle ridondanze. Ognuno il suo mestè (come disen a Milan). E i “mestieri” stanno cambiando, i ruoli e le responsabilità pure.

Tuttavia per ora, e temo per ancora qualche anno, i tecnici non dovrebbero occuparsi di comunicazione e chi si occupa di comunicazione dovrebbe conoscere un po’ di più le basi della “tecnologia”, almeno per distinguere il “video spot” dalla “video sorveglianza”.

Non solo GSM, ma anche tanta maleducazione…

gsm
February 18th
Marco Camisani Calzolari
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gsm

Oggi ho avuto uno scambio di email con un negozio online a dir poco surreale.

Il giorno 5 febbraio compro 3 cacciavitini Torx per i telefoni Nokia da Non solo GSM
Concludo l’ordine, pago via Paypal, ricevo la conferma dell’avvenuto pagamento e mi arriva la conferma ordine.
Fine.

Oggi mi ricordo dei cacciavitini e mi rendo conto che non sono ancora arrivati dopo 13 giorni.

Scrivo una email al negozio:

IO: “Non ho ricevuto ancora nulla”

La risposta che vi riporto testuale mi lascia basito:

NEGOZIO: “E te lo credo, ha acquistato prodotti non disponibili!!!

http://www.nonsologsm.it/catalog/information_pages.php?info_id=9

Davide”

Frastornato, e impreparato al tono, comunque rispondo lo stesso.

IO: “Si, ma io ho pagato e l’ordine è stato accettato”

NEGOZIO: “Cosa vuol dire NON DISPONIBILE a casa sua?????”

Non ci credo, ma proseguo (tutto questo si sta svolgendo via email, non via chat!).

IO: “Ora mi restituisce i soldi?”

NEGOZIO: “E’ meglio di si.. perché non mi va di starla a sentire!!”

Non credo a quello che leggo… continuo ad adeguarmi e rispondo:

IO:
“Senta, io sono un cliente e lei mi sta trattanto malissimo.
Ho solo chiesto informazioni sulla mia spedizione e lei mi risponde male.
Non “è meglio di si”, ma è suo dovere restituirmi i soldi.
Anzi, il sistema non avrebbe dovuto accettare il pagamento se l’articolo non era disponibile. E doveva essere altrettanto automatica la restituzione dei soldi a fronte di un articolo che non può consegnare.
Attendo sue”

il NEGOZIO non risponde più ma mi arriva una email da Paypal che Non Solo GSM ha effettuato il rimborso.

Deliri di una domenica matttina…

mcc_ 180
February 17th
Marco Camisani Calzolari
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eBay, Paypal, Google Reader, Home banking, Instant messages, Adsense, etc. Sono il mio contesto, il mio mondo.

Luoghi tanto astratti quanto concreti. Li sopra si svolge parte della mia vita e circolano la maggior parte dei miei soldi.

Tuttavia non c’è uno Stato che tuteli i diritti di un Cittadino Digitale come me che vive nel metamondo.

Il panettiere sotto casa non può chiudere quando gli pare, deve rispettare alcune regole in quanto offre servizi fondamentali ai cittadini. Mentre poste.it o il mio (ex) homebanking si permettono di chiudere dalle 11 di sera sino al mattino. Si sa che i cattivoni girano di notte anche in Rete… (!!!)

Ma in Rete il concetto di “esigenza” è leggermente virato. Se per esempio non ci fosse più eBay o Google Reader, lo vivrei come una grave perdita. Alcuni strumenti, piattaforme, siti, sono più di semplici LoveMarks, sono come l’aria, le piante, le montagne… Come l’ambiente in cui viviamo. Il nostro ambiente.

Fortunatamente il senso etico della maggior parte delle aziende che gestisce i prodotti del mio environment è molto elevato. Google ha addirittura un motto “Don’t be evil”. eBay senza codice etico non sarebbe eBay, etc.

Siamo però pochi a sentire l’esigenza di nuove regole. La maggior parte, anche tra gli individui più vicini al “mio” mondo, sono in fondo molto analogici… Ecco perché Cittadini Digitali e altre iniziative simili non attraggono i milioni di navigatori che in teoria questo Paese dovrebbe contare.

Per ora l’agenda dei pensieri e delle “desiderata” è definita dalla televisione. Sino a quanto la TV, in prima serata, non affronterà il problema della Cittadinanza Digitale, anche i nostri “esperti digitali” non ne sentiranno l’esigenza.

Alle urne dopotutto il pagerank e l’autorevolezza non contano nulla. Valiamo tutti 1. Questa è la democrazia del secolo scorso…

Forse la democrazia del terzo millennio avanzato sarà basata sul pagerank.

Vi sognereste mai di fare un referendum o di mandare alle urne i cittadini per decidere quali tecniche è meglio usare per un trapianto cuore-polmoni? O se l’energia nucleare è meglio del petrolio? :) Ops, nel secondo caso, qualche anno fa, milioni di cittadini che ignoravano profondamente gli aspetti della questione, sono andati a votare e hanno deciso che non si dovevano avere centrali nucleari sul territorio… meno male che non sono andati a votare per le tecniche sui trapianti!

Siamo un paesello condizionato da quattro conduttori televisivi che parlano come se avessero la quinta elementare e da un branco di giornalisti che si fa influenzare da quello che pensano sia il popolo becero, e l’agenda prende quella direzione.

Almeno sino a quando alle urne non sarà istituito una sorta di page-rank per cui se vai a votare per le centrali atomiche, se sei un ingegnere nucleare il tuo voto varrà più di quello dell’addetto alla catena di montaggio della Fiat Duna.

L’esploratore ammutolito

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February 14th
Marco Camisani Calzolari
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Sono un esploratore digitale che per vivere vende le esperienze delle proprie esplorazioni e i prodotti che quelle esperienze mi fanno realizzare.
La mia filantropia digitale trova sfogo nel blog, in attività politiche come Cittadini Digitali e quotidianamente con chi incontro, attraverso consigli, racconti e opinioni.

Prendere per poi dare è il mantra che sembra definire le logiche del nuovo web partecipativo. Google è un colosso finanziario che di fatto interpreta quella logica; pensate ad Adsense.

Tuttavia più passa il tempo e più mi accorgo che la mia trasparenza diventa sempre meno “elastica”, così come il mio cristallino per cui ora porto gli occhiali sia “da vicino”, sia “da lontano”.

Ho sempre più clienti di cui non posso raccontare nulla, o molto poco. A volte firmo un non-disclosure-agreement per cui non posso dire nemmeno chi è il mio cliente. Oppure perché abbiamo realizzato una campagna “virale” unofficial. Vuoi perché mi raccontano cose riservate. Vuoi perché facciamo accordi per cui fornisco in white-label (senza marchio) le mie piattaforme. Vuoi perché c’è di mezzo la politica, la borsa o i concorrenti, sono sempre meno le occasioni che mi permettono di dire le cose come stanno; o come penso che stiano…

Ho clienti concorrenti tra loro e posso sempre meno dire che mi piace quel produttore di software rispetto a quell’altro, o quell’operatore di telefonia rispetto a quell’altro. I miei clienti ovviamente leggono il mio blog… A volte perché è fisiologico, altre perché sono io che (!!!!) gli ho installato un aggregatore con dentro il mio feed o ai meno digitali ho attivato un RSS to email.

Insomma, il ginepraio del “cosa posso dire” si infittisce sempre di più.

Rimangono le opinioni generiche, ma anche quelle sono inquinate da quel che so e che non posso dire. In altre parole opinioni che se espresse lascerebbero trasparire quel che non posso dire. (contorto vero? Aleno quanto il problema).

Tutto questo condito da buzz su di me che spesso non corrispondono al vero ma su cui non posso replicare (o solo in parte) per le ragioni di cui sopra, e hquel che è più faticoso, ovvero la mia natura che tende a farmi esternare senza filtro.

Biasimatemi pure, ma non sono l’unico ad avere questo “problema”.

Se questa non è trasparenza! :)

Mea culpa

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February 12th
Marco Camisani Calzolari
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[Image credits: source Sil7678 from Flikr http://www.flickr.com/photos/sjl7678/376094332/]

Per il post precedente avevo in mente un’immagine di un asino. Ho aperto Google images, ho cercato per “asino” e ho preso la prima immagine che ho trovato. L’ho inserita nel post e via.
Nessun link alla fonte… Scaricata, uploadata ed embeddata…

Giustamente Pseudotecnico mi ha mandato una email per redarguirmi.

Francesco ha ragione, ho sbagliato.

Ecco la giusta sgridata (Gli ho chiesto l’autorizzazione, non persevero diabolicamente):

Ciao Marco,
mi riferisco all’immagine usata in questo post:
http://blog.camisani.com/2008/02/le-radici-dellincompetenza-in-italia.html

Sinceramente mi stupisce che una persona che vive il web da così tanto
tempo commetta una leggerezza di questo tipo: di chi è quell’immagine?
Con che licenza è rilasciata? Hai il diritto di utilizzarla sul tuo
blog? Così a occhio direi che hai aperto Google Images e cercato “asino”
(vedo almeno un paio di risultati con quell’immagine), quindi non sei in
grado di rispondere a queste domande.

La cosa è paradossale se pensi che Flickr ti permette di cercare tra
immagini di qualità assolutamente superiore e rilasciate sotto licenza
CC (esempio http://www.flickr.com/photos/neilharvey/116628389/ ).

Ho preferito inviarti una mail invece di commentare quel post: sarei
stato completamente OT, non ho alcune intenzione di creare polemiche
inutili e sono sicuro che un commento in pubblico sarebbe stato
“cavalcato” da qualcun altro. Detto questo, sei libero di fare ciò che
vuoi con quell’immagine, anche se apprezzerei un po’ più di attenzione
sulla questione “licenze & immagini” ;-)

Francesco.

Le radici dell’incompetenza in Italia

asino
February 12th
Marco Camisani Calzolari
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asino

Da Il Corriere della Sera: La classe dirigente non legge più

“Per venti milioni di italiani, insomma, libri e lavoro non hanno nessuna attinenza.”

“…Ciò significa che un milione e settecentomila esponenti della classe dirigente non sono neppure sfiorati dal proposito di leggere un libro per ragioni professionali.”

“La disillusione sul futuro è servita. Soprattutto se si paragonano le nostre percentuali a quelle estere.”

“L’ultima indagine in proposito, [...] rivela l’esistenza di persone — perlopiù giovani e maschi — che usano molto le tecnologie senza essere lettori, ma lo fanno per frequentare chat o scaricare suonerie e non per l’accurata ricerca di fonti attendibili richiesta dall’aggiornamento professionale..”

“…quale futuro può avere un Paese che parte da simili premesse?”

AMICI, QUESTI SIGNORI SONO QUELLI CHE GUIDANO L’ITALIA.

SPOT STOP

mcc_ 180
February 8th
Marco Camisani Calzolari
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La pubblicità in TV ha esaurito le risorse. Gli investimenti pubblicitari in Rete raddoppiano ogni anno, mentre gli ascolti TV diminuiscono, l’efficacia degli SPOT cala e soprattutto le idee sono finite.
Guardate questi due spot TV, uno di AIR FRANCE del 2007 e l’altro di CELIO del 2006… Aguzzate la vista e trovate le differenze…

AIR FRANCE:

CELIO:


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