Video shock

Un gruppo di fratellini disperati produce un video e lo mette su YouTube.
Cosa succede poi in un paese al delirio come l’Italia?
Il contrario di quello che succederebbe in un Paese europeo moderno.
- Si parte con un titolo che attira (vedi quello di questo post): VIDEO SHOCK (ma al giornalista piace scrivere “choc”).
- Ci si interroga se i bambini siano denunciabili per diffamazione.
- Nessuno crede che siano stati veramente loro a mettere un video su YouTube (si tratta di uomini che non sanno nemmeno accendere un PC e pensano che quindi dei bambini con meno di 14 anni non siano in grado di farlo. Mio figlio che non ha ancora 4 anni, accende il SUO computer da solo, lancia i suoi software e naviga in Rete). Si cerca infatti il “regista”. Forse non hanno mai sentito parlare di User Generated Contents…
- Si parla di “provvedimento d’urgenza necessario per oscurare il sito” senza rendersi conto di quanto sia comico visto che il “sito” in questione e’ YouTube.
- Nell’articolo di Repubblica che trovate qui, c’e’ una frase che sembra tratta dal film I Carabbbinieri: “La polizia postale prima di tutto deve individuare il server, che quasi sicuramente si trova all’estero”. Mi auguro che sia una deduzione del giornalista e non La Polizia Postale che deve individuare il server di YouTube.
- Repubblica vuole farci davvero sdraiare con un ROTFL quando conclude scrivendo: “non c’è alcuna certezza che il video venga eliminato del tutto e comunque potrebbe riapparire su qualche altra pagina web”.
UPDATE: intanto su YouTube il video non c’e’ piu’.




Questa è la perfetta fotografia della stampa italiana… VERGOGNOSA!
Buona domenica!