
Ho la sensazione che l’Italia soffra di convulsioni e deliri dovuti ad una profonda e diffusa incompetenza della classe dirigente. Girano pochi soldi, quei pochi li gestiscono in pochissimi e quei pochissimi sono mediamente impreparati.
Pensavo che questa percezione fosse dovuta al fatto che, siccome l’argomento che mi ruota intorno è sempre il digitale, la maggior parte dei nostri top manager 40-60enni non ne sa nulla. Pensavo che la mia visione secondo cui non sapere nulla di digitale significa non poter guidare un’azienda verso il futuro fosse influenzata dalla mia cultura e dall’ambiente che frequento. Il pressapochismo che emerge dai prodotti generati da questi individui è lapalissiano, ma anche qui pensavo che fosse solo legato al web e al loro approccio coi prodotti digitali in genere.
Poi mi guardo in giro e vedo che sono tante le cose fatte male.
Chiedo a taxisti come mai alla Stazione Centrale di Milano c’è una confusione bankokkiana nelle cinque corsie sotto le nuovissime pensiline. Mi rispondono che solo degli incompetenti avrebbero potuto progettare una cosa così inusabile e che nessuno dell’amministrazione ha mai chiesto ai taxisti o ai loro rappresentanti come, secondo la loro esperienza, avrebbero progettato la nuova stazione taxi.
Atterro a Malpensa e scopro che anche li la situazione è indiana con urla, aggrappamenti alle portiere e cofani schivati al volo.
Poi vedo Alitalia che perde miliardi al giorno perché non può licenziare personale che non serve più e che scopro essere assunto tutto a Roma con quindi tutti tecnicamente in trasferta continua. Le macchinette distribuisci biglietti inusabili, gli ecopass poco eco e molto pass, i marketing manager e responsabili web delle aziende che fanno fatica a capire cos’è SpeakageLine perché (giuro) lo confondono con YouTube e quindi non capiscono dov’è la novità, altri marketing manager (oltre agli immancabili anche i responsabili web che a volte sembrano essere finiti li per punizione dovuta a grave incompetenza generale nelle altre mansioni che coprivano prima, e che erano lontano anni luce dall’attuale incarico, ma siccome sapevano usare bene il PC, perché non metterli alla gestione del sito? eh certo!) che chiedono un catalogo cartaceo su SpeakageLine (che ovviamente non abbiamo perché la carta non può riprodurre suoni!) ma non fanno la telefonata di prova per capire come funziona. Consulenti di web partecipativo che ritrovo ai miei seminari al posto di trovare i loro account su FaceBook. Ispettori della magistratura che non sanno così un indirizzo IP e mi chiedono i log coi numeri di telefono dei navigatori che entrano sulle mie piattaforme.
Avvocati che mi chiedono di riportare su “tutto il sito” (mio) che quello non è il loro sito. L’azienda che produce e distribuisce il mio notebook non riesce a trovare una batteria di scorta nemmeno fornendogli il numero di serie; per loro la mia batteria non è mai esistita. Le Poste che accumulano centinaia di pacchetti dentro grandi cestoni e quando vai a chiedere del tuo pacco iniziano a frugare come pazzi, ma soprattutto come se fosse la cosa più normale al mondo. Gli albeghi che hanno firmato contratti in esclusiva con Swisscomm e sono obbligati a fornire la Wifi a 20 euro al giorno in camera e non si rendono conto che è come se facessero pagare acqua e aria a clienti che spendono circa 200 euro a notte. Concessionari che considerano normale darti appuntamento tra 15 giorni per aggiustarti la macchina, in garanzia, che non funziona per un difetto loro. Il mio homebanking non mi da lo storico dei bonifici effettuati per più di 30 giorni! In banca gli impiegati non sanno cosa dirmi… C’è grande confusione, non si capisce “da che parte si guardano” le cose, dov’è il centro, così come in questo post. E’ difficile lavorare in mezzo a tutto questo delirio.
Aziende che pagano altre aziende a 120 giorni come se fosse normale e se cerchi di negoziare (io ho smesso da un po), ti guardano sospetti come se fosse una prova per verificare le “spalle grosse” del fornitore. Nel frattempo tu continui a pagare istantaneamente chi lavora per te e negli anni ti sei creato un polmone di liquidità da far invidia ai Rothschild per garantire il suppoprto a flussi di cassa pantagruelici. A volte ho il sospetto di essere nato nell’epoca sbagliata e di essere quindi dentro scatole sbagliate in cui mi trovo sempre dalla parte sbagliata.
Faccio l’imprenditore da quando non c’è più nessuno che difende i piccoli imprenditori dalle mille difficoltà che si trovano ad affrontare nel perseguire i propri obiettivi di questi tempi. Tasse che di fatto superano il 50% del reddito imponibile. Se svolgi un’attività digitale non puoi scaricare quasi nulla perché non rientri nei canoni conosciuti. I migliori collaboratori fai fatica a tenerli perché sono attratti da aziende con più di 15 dipendenti (art. 18 non si può licenziare, scusa, ma preferisco andare a lavorare la…). Duro da digerire ma comprensibile. Venture capitalist che iniziano ora a investire sull’email marketing, quindi per il nuovo web ci vorranno decenni.
Certe cose in Italia non si possono dire, si è impopolari. Io ho scelto di dire la verità e di essere impopolare da un bel pezzo. Per andare avanti bene devi spendere le energie di un bulldozer per fare cose che in altri tempi richiedevano quelle di un motorino. Nessun funerale di stato per chi in mezzo a tutto questo ci lascia le penne, in Italia se abiti in centro non si commuove nessuno…





Prepariamoci al peggio. Se queste sono le basi su cui poggerà il futuro prossimo venturo…
perfetta fotografia della realtà che i piccoli imprenditori digitali (web 2.0) si trovano ad affrontare in italia oggi.
che dire: RESISTI, RESISTIAMO!
Sottoscrivo in pieno… per quel che può valere sappi che siamo in tanti.
PI
Provo molta empatia per ciò che scrivi in questo genere di sfoghi e le vie d’uscita sono poche, anzi una: lasciare questo paese
Se vogliamo, hai la fortuna di avere “un piede” in un altro stato e di lavorare con clienti di un certo calibro (nel bene e nel male..), oltre che nella città teoricamente più “evoluta” tecnologicamente. Puoi immaginare (o semplicemente ricordare quello di cui ti ho parlato) come si possa vivere a Roma :-/
La cosa peggiore è che la colpa è di tutti, quindi di nessuno, ovvero nessuno sembra voler far niente per cambiare. In tutta onestà le generazioni che erano già adulte alla caduta del muro sembrano aver perso ogni meta, ogni ragione, ogni progetto, tirano a campare con quel che c’è senza un minimo di ordine. Sono le generazioni del nulla.
Tutto è permesso (occupare strade e ferrovie o fregarsene delle misure di sicurezza, etc.) e assieme nulla è legale (si intercetta per qualsiasi cosa e la magistratura sembra indagare a casaccio). A peggiorare le cose anche se adesso volessero cambiare non potrebbero più farlo, dato che non capiscano nemmeno i termini del problema.
Le uniche soluzioni possibili sembrano essere una secessione oppure una rivoluzione pacifica (fatta nelle urne e non nelle strade), ma non vedo grandi leader, non vedo Reagan o Thatcher, né una popolazione abbastanza forte da votarli.
Quadro disarmante, è vero, ma ti chiedo: è così anche negli altri paesi europei? Ed in Usa? E’ interessante soprattutto la questione tasse di questo settore.
Hai pienamente ragione, non c’è che dire. E’ un paese vecchio, governato da vecchi, ed in cui però non mi pare che i giovani abbiano molto da dire…
Anche quei pochi servizi online che ci forniva la pubblica amministrazione stanno regredendo, per decisione delle banche che devono “proteggere la nostra sicurezza”: http://livepaola.blogspot.com/2008/01/le-government-messo-in-ginocchio-da.html
Beh il quadro fatto non fa una piega.
Credo però, da piccolo imprenditore che lavora 14 ore al giorno e nn guadagna per quello che lavora e rischia, che la degenerazione sia dovuta al fatto che il nostro paese non è basato sulla meritocrazia.
In Italia hanno successo persone completamente prive di ogni talento.
Ci scontriamo giornalmente con i Sindacati, ma ancora di più con i sindacalisti (persone che non fanno nulla se non permettere a coloro che fanno poco di non fare neanche quel poco).
Tutte le leggi sono a difesa dei fannulloni, degli assenteisti come se questi non fossero truffatori. Di fatto coloro che hanno voglia di lavorare dopo un pò se la fanno passare in quanto le aziende non riescono a premiare chi fa di più, perchè compensa di fa di meno.
La Confindustria si batte solo per le grandi aziende, peccato che il 90% delle aziende italiane siano microimprese da 2 a10 dipendeti.
Assumere un dipendente in pratica vuol dire adottarlo…con tutta la famiglia a carico.
Il lato tasse non lo apro neppure…
Per cui non mi meraviglio che i codici delle batterie spariscano, che i progetti di viabilità delle stazioni e degli aereoporti siano fatti da incompetenti.
Tanto non li puoi toccare….
sinceramente quando mi sono messo a fare impresa non pensavo che impres si riferisse a “imprenderlo in quel posto”.