Monthly Archives January 2008

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Quando costa la gogna?

By Marco Camisani Calzolari   /     Jan 29, 2008  /     z_Post  /     8 Comments

Quando “costa” pubblicare le mie telefonate con i vari call-center?

Consumo tanti servizi e prodotti digitali. Vivo perciò in mezzo a tanti problemi.

Le aziende non hanno capito che c’è una coda lunga di singolarità ed esigenze per cui ognuno di noi ha richieste specifiche che devono essere soddisfatte. Come mai non posso attivare il rinnovo automatico di quel servizio? O disdire il rinnovo di quell’altro? O avere una fattura intestata alla società? O avere uno straccio di tracking number? O non dover pagare 0,24 centesimi di euro al minuto per far valrere i miei diritti?

Sono a centinaia le storie che potrei raccontarvi e che vivo quotidianamente.

Cosa dovrei “pagare”, a quale reato quindi andrei incontro, pubblicando l’audio delle mie telefonate al fine di esporre alla pubblica gogna le aziende non offrono servizi adeguati ai propri utenti?

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Speakage cresce

By Marco Camisani Calzolari   /     Jan 28, 2008  /     z_Post  /     0 Comment

Dopo tanti anni, dedico per la prima volta a Speakage un post intero.
Speakage produce innovazione digitale.
E’ l’azienda a cui fanno capo LivePetitions, Firmiamo, Tuovideo, SpeakageLine.
Ha prevalentemente grandi clienti a cui si forniscono servizi e prodotti digitali di “frontiera”. Come Microsoft a cui sono stati realizzati gli editoriali parlanti e altri prodotti multimediali. IKEA, per cui e’ stato realizzata la voce e la tecnologia che guida gli utenti per tutto il sito e il percorso di acquisto nel sito e-commerce. Oltre videoclip e altri prodotti multimediali. Suzuki per cui sono stati creati video di nuova concezione, basati su immagini, quindi a basso costo, ma di grande impatto visivo. AUDI per cui e’ stat creata la guida alla Intranet per le concessionarie. ATM Trasporti Milano, a cui e’ stata fornita la consulenza per rielaborare il sito Internet oltre che la realizzazione di videoclip per gli schermi della metropolitana. FINECO, per cui e’ stato prodotto l’audio delle interviste che sono sul sito web. YAMAHA che ha utilizzato SpeakageLine per raccogliere i video generati dagli utenti. TEOREMA TOUR per cui sono stati realizzati video relativi alle loro destinazioni turistiche. BANCA SELLA che adesso ha una voce che accoglie gli utenti nel loro sito e-commerce. E molti altri prodotti e clienti che potete trovare qui.

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Video shock

By Marco Camisani Calzolari   /     Jan 27, 2008  /     z_Post  /     1 Comment

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Un gruppo di fratellini disperati produce un video e lo mette su YouTube.

Cosa succede poi in un paese al delirio come l’Italia?
Il contrario di quello che succederebbe in un Paese europeo moderno.

- Si parte con un titolo che attira (vedi quello di questo post): VIDEO SHOCK (ma al giornalista piace scrivere “choc”).
- Ci si interroga se i bambini siano denunciabili per diffamazione.
- Nessuno crede che siano stati veramente loro a mettere un video su YouTube (si tratta di uomini che non sanno nemmeno accendere un PC e pensano che quindi dei bambini con meno di 14 anni non siano in grado di farlo. Mio figlio che non ha ancora 4 anni, accende il SUO computer da solo, lancia i suoi software e naviga in Rete). Si cerca infatti il “regista”. Forse non hanno mai sentito parlare di User Generated Contents…
- Si parla di “provvedimento d’urgenza necessario per oscurare il sito” senza rendersi conto di quanto sia comico visto che il “sito” in questione e’ YouTube.
- Nell’articolo di Repubblica che trovate qui, c’e’ una frase che sembra tratta dal film I Carabbbinieri: “La polizia postale prima di tutto deve individuare il server, che quasi sicuramente si trova all’estero”. Mi auguro che sia una deduzione del giornalista e non La Polizia Postale che deve individuare il server di YouTube.
- Repubblica vuole farci davvero sdraiare con un ROTFL quando conclude scrivendo: “non c’è alcuna certezza che il video venga eliminato del tutto e comunque potrebbe riapparire su qualche altra pagina web”.

UPDATE: intanto su YouTube il video non c’e’ piu’.

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Oggi alla Bocconi

By Marco Camisani Calzolari   /     Jan 25, 2008  /     z_Post  /     1 Comment

L’Universita’ Bocconi di Milano ha organizzato il ciclo di incontri “Dres”, una serie di “keynote” con i principali esperti del “nuovo web”, al fine di far conoscere all’interno dell’Ateneo le nuove opportunita’ offerte dal digitale.
Mi hanno preceduto Luca De Biase e Pietro Romanin.
Oggi alle 15 e’ il mio turno con uno speech intitolato: “Il mondo “Web 2.0”. Le nuove opportunità per il marketing, i nuovi rischi per l’azienda.”
Ringrazio gli organizzatori per la prestigiosa opportunita’.

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Se la mia banca sapesse…

By Marco Camisani Calzolari   /     Jan 24, 2008  /     z_Post  /     7 Comments

  • Se la mia banca sapesse che ho aperto un nuovo conto della mia societa’ presso un’altra banca perche’ il loro homebanking non da’ lo storico dei bonifici superiore a 30 giorni!
  • Se la mia banca sapesse che ho chiesto agli impiegati, ho chiesto al direttore, ho chiesto all’helpdesk, ma nessuno sapeva cosa farci, mentre per me era vitale poter fare approfondite ricerche tra i bonifici effettuati.
  • Se la mia banca sapesse che ero stufo dell’homebanking antico e inusabile visto che ci passo almeno 15 minuti al giorno di cui almeno 5 persi tra le loro burocrazie digitali.
  • Se la mia banca sapesse che ero stufo di dover autorizzare un bonifico 5 volte in 5 posti diversi prima di vederlo partire.
  • Se la mia banca sapesse che ero stufo di non poter inserire gli F24 un mese prima solo perche’ qualcuno ha deciso che online si potevano inserire solo 10 giorni prima.
  • Se la mia banca sapesse che per me questi non sono dettagli ma aspetti fondamentali dell’organizzazione della mia azienda al fine di rendere efficiente ogni procedura, risparmiare denaro e quindi poter erogare prodotti sostenibili.
  • Se la mia banca sapesse che per me e’ fondamentale poter fare bonifici esteri e il loro homebanking non lo permette. Il paradosso e’ che la versione privati invece lo consente!
  • Se la mia banca sapesse che anche se erano ormai 15 anni che avevo il conto da loro e che ero tuttavia stufo di dover chiedere il favore di accettarmeli a voce. Anche se erano cosi’ gentili da fidarsi di una telefonata, alla luce del rapporto di lunga data, non basta …
  • Se la mia banca sapesse che il loro gadget di sicurezza che genera il numerello che ti permette di accedere al tuo homebanking e’ un oggetto fisico che non e’ detto che abbia sempre con me.
  • Se la mia banca sapesse che per darmi un buon servizio avrebbero dovuto predisporre un sistema di sicurezza completamente digitale e quindi virtualmente trasportabile senza doversi portare in giro degli atomi in piu’.
  • Se la mia banca sapesse che non sono l’unico cliente insoddisfatto per questioni evidentemente ritenute dalla direzione generale “marginali”, a giudicare dagli investimenti pubblicitari in affissioni e affini nel proprio brand e a quelli esigui nel digitale.
  • Se la mia banca sapesse che e’ completamente sprovvista di sensori di marketing capaci di identificare clienti come me per comprenderne le esigenze e quindi rimediare agli errori.
  • Se la mia banca sapesse che quelli come me sono tanti e silenziosi. Si fanno sentire qualche volta, chiedono, e se non ottengono risposte:

    A UN CERTO PUNTO SI STUFANO E CAMBIANO BANCA CON UN CLICK.
    Se ne vanno via approdando presso una banca solo online, dotata di livehelp via web, forum di discussione sui prodotti online e nessun impiegato annoiato a cui dare il buongiorno.

    (Se hai sia un conto “aziende”, sia un conto “privati”, nella mia stessa banca, non avrai difficolta’ a indovinare il suo nome della banca. Provate a indovinare…)

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    Dormite preoccupati… Firmato: I Consumatori Digitali.

    By Marco Camisani Calzolari   /     Jan 22, 2008  /     z_Post  /     2 Comments

    Venditori online. Fate attenzione a come vi comportate, vi teniamo d’occhio.
    In Rete non la si passa liscia. Se trattate male anche un solo cliente, la sua recensione negativa sarà più pesante di un servizio in prima serata sul TG nazionale.

    Non ci credete? Rifletteteci. Il servizio al TG si dimentica presto, mentre quando è ora di comprare il vostro prodotto e lo si cerca su Google, appariranno le recensioni negative che ha scritto quel cliente che avete ignorato e sottovalutato. Recensioni che faranno scappare il potenziale acquirente proprio nel momento più importante, ovvero quando era pronto a comprare da voi. Rifletete. E’ molto peggio di un servizio volatile sul TG che ha visto mentre era stravaccato sul divano…

    So che avete più paura di un acquirente scontento che si dichiara giornalista di un’importante quotidiano piuttosto che un utente comune, ma vi sbagliate! L’articolo negativo sulla carta sparisce in breve tempo tra le sinapsi del futuro acquirente, mentre il risultato su Google arriva quando serve.

    Fate attenzione, siamo piuttosto arrabbiati… Siamo consumatori digitali e di questi tempi ci sentiamo molto irascibili, dobbiamo subire le vessazioni che ci perpetrate quando non possiamo fare a meno di voi e siamo già caduti nelle vostre reti. Quelle con la r minuscola. Siamo quelli che se comprano online devono subire gli abusi di potere di chi trasporta e consegna la merce. Siamo quellli che per aprire Carte di Credito, Conti Correnti, Abbonamenti e tutto quel che serve per il setup dei servizi “innovativi” online sono stati costretti da voi a effettuare almeno decine di telefonate e obbligati a inviare altrettanti fax.

    Siamo quelli che magari poi comprano nel negozio fisico, ma che non dovete sottovalutare, siamo dapperttuto, anche dove non ve lo aspettate. Anche quando non usiamo il PC siamo influenzati da chi invece si è informato online. Anche quando non compriamo online, ci informiamo sul web.

    E ogni tanto facciamo dei riassuntini senza peli sulla lingua: http://www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?t=1421437

    Dormite preoccupati…

    I consumatori Digitali

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