Troppa fuffa



Vedo troppa fuffa in giro.
Troppe webagency che vendono finti blog.
Troppe aziende che ormai sono convinte che un blog risolva tutti i loro problemi di comunicazione e che grazie ad esso potranno dire “Anche io sono sul web 2.0″.
Troppo web 2.0, non ne posso più. Mi viene la nausea ogni volta che sento quella definizione. Il nuovo web esiste eccome, ma quel nome è sempre più spesso sulla bocca dei fuffaioli e sempre meno di quelli che lo fanno davvero.
Troppi convegni in cui i soliti noti si parlano addosso e si chiedono “ma cos’è un blog…”, tra gli ospiti, il Prof. xxxx dell’Università zzzzz (che ovviamente non ha un blog), il signor Presidente dell’associazione Asso FUFFA in tour convegnistico permanente (che non ha un blog), il web expert della nota azienda yyyyy (che ha un blog ma che da due mesi è sbarcata su Second Life perché è più avaaanti e soprattutto fotografabile dai giornali…)…
Troppi corsi sul web due (i più annoiati lo chiamano solo 2, senza puntozero, perché così fa più expert).
Troppi libri sul blog in azienda, su Second Life in azienda, su Wikipedia in azienda, sul blog in aziende che iniziano per A, sul blog in aziende che iniziano per B, sul blog in aziende che iniziano per C.
Troppo “credo” sulle dinamiche relazionali e sulla trasparenza. Si predica la trasparenza, per poi scoprire che è inattuabile come il comunismo perché appena apri la porta gli squatters ne approfittano per entrare e svaccare nei tuoi commenti: “Cioè, allora no, ecco, che storia, dico la mia cioè perché qui è tutto un magnamagna capito, da paura tipo, questo sito è una merda e mi hai censurato il commento, capito?”.
Troppi finti sostenitori della Rete. Al primo credo politico il bene per lo sviluppo della Rete va a farsi benedire. Siccome Berlusconi ha aperto un sito, Deborah Bergamini ha a perto un blog, siccome la Carfagna ha aperto un quasiblog, massacriamoli! Se poi hanno lasciato i commenti aperti, diamoci dentro! Approfittiamo dell’apertura che provano a sperimentare per entragli in casa, sporcare i muri e fare i bisognini per terra e poi dire che è stato fatto per dimostrare che l’allarme non funzionava bene.
Troppi esperti che si fanno intervistare come detrattori del tuo progetto, poi in chat ti ricattano: “So bene che avete fatto le cose ad arte, se mi fai prendere come consulente ritratto tutto, se no rincaro la dose!”. Esseri ributtanti che dovrebbero essere interdetti dalla Rete e dai magazine online che a volte ospitano i loro autorevoli e prezzolati pareri.
Troppe finte leggi sul digitale. Finti wifi free, finti computer in classe, finta net neutrality.
Troppi “troppo”.

Reader Comments

web 2 fa il paio con la seconda repubblica: chi dice che è un modo nuovo di fare cose vecchie, chi il contrario, fatto sta che da un po d’anni siamo nella fase due ma le differenze sono come i gemelli: ognuno li distingue ma non sa spiegare come

Poi io tutte ste differenze tra google e northern light, netscape e IE non le trovo. Però il progresso avanza e si stava meglio quando si stva peggio!

ps: allora, quando la facciamo sta rivoluzione?

Caro Lucis,
quanto tempo! Non ti sento da quando scrivevamo su Metamondo a sei mani. Eh già, è un bel po’ che dovevamo fare la rivoluzione ma poi… Tocca lavorare… Siamo peggio dei sessantottini… Tanto rumore per nulla… Poi tutti a casa al “regolamento” :)
Ci ho pensato a fare la rivoluzione, ma per ora preferisco che rimanga un sogno, preferisco non rimanere deluso da chi oggi si dice sostenitore delle libertà della Rete e domani appena si scende in campo, ti attaccano e massacrano perché l’avrebero voluto fare loro…

O no, i sessantottini di oggi non fanno rivoluzioni: piuttosto tengono un blog e danno lezioni di etica urbi et orbi.
Soprattutto agli orbi, a sentire loro.

Hai presente De Andrè?
“Si sa che la gente dà buoni consigli
sentendosi come Gesù nel tempio
si sa che la gente dà buoni consigli
se non può più dare cattivo esempio

Così una vecchia mai stata moglie
senza mai figli senza più voglie
si prese la briga e di certo il gusto
di dare a tutte il consiglio giusto”

Andrea D’Onofrio (lucis)

Quoto tutto. Bel post!

parlavo un paio di giorni fa con un collega, si discuteva di commercio e di come il web potrebbe modificarlo. si chiacchierava al bar, quindi senza grosse pretese, e da semplici sistemisti con abbastanza primavere per ricordare quando internet era solo la bbs. abbiamo iniziato considerando i siti web delle grandi società, paginetta e qualche animazione in flash, punto. i negozi, con un elenco di prodotti e le caratteristiche, sono già leggermente meglio, specie quelli che non scrivono ‘telefonare per disponibilità’.
poi si discettava di local based application (quasi per sentito dire e letto qualcosa), e ci si inventavano modi per trovare un ferramenta a pavia anche se sei un idraulico di frosinone in trasferta. si diceva che nelle famose (fumose?) tre I, la Internet era solo far accendere un pc a ragazzi che lo usano in genere per giocare o per scaricarsi qualche ricerca da wikipedia. ancora punto.
l’unica cosa che sta funzionando, ma come sempre, è l’informazione, ed è infatti aumentato il controllo e le proposte di legge, sempre per il nostro bene s’intende.
abbiamo concluso bevendo una birra e ricordando un vecchio sistema 370 che non voleva saperne di collegarsi ad una stampante.
però un’idea ci è venuta, prima o dopo la birra non ricordo. iniziare delle serie conferenze nelle scuole, corsi ai professori (innanzitutto) e poi agli studenti, seminari ed inviti a conferenze.
e se poi l’economia italiana verrà sconfitta ancora una volta da economie più giovani, beh, ho sempre la possibilità di comprare il mio fodero in pelle per il pda da un venditore taiwanese.
un saluto

Quello che hai scritto è verissimo, ma parlando di Enterprise 2.0 credo non si potrà più giocare con le parole…

Nel prossimo futuro, chi riuscirà a dimostrare in maniera innovativa che è possibile integrare Corporate Blog, Sistemi di gestione della qualità e CRM farà la differenza… e dubito che questo si possa fare solo con delle belle parole…

Saluti
Fabio

Condivido!
Troppa Fuffa!!!

.. ma che fare??? Come difenderci? E come non essere considerati “quelli che pensano sempre male!!!”??

Secondo me (parlo anche per esperienza personale), per quanto riguarda le grandi aziende, il problema è il management. Troppo analfabeta sul lato tecnologico e molto riluttante nel portare avanti le idee che gli vengono proposte dai suoi sottoposti…

Marco hai ragione, ma purtroppo è anche vero che quando si prova a fare qualcosa si viene spesso ignorati a meno che non si faccia parte di quella elité che parla, convegna, scrive libri sempre e solo sul nulla, riprendendo guru americani e vecchie case histories fuori dal tempo.

Ho perso del tutto la voglia di parlare di tecnologia a furia di veder conferenze, camp e neo blog tecnologici nascere come funghi. I funghi sono buoni trifolati e sulla pizza, ma alcuni generi sono parassitari e infestanti…

Ho scelto di tacere e fare il mio applicando quello che imparai tanto tempo fa mentre tutti continuavano a specularci sopra; ho cercato di utlizzarlo e basta. Innovare cosa? Facciamo, correggiamo e dooopo rinnoviamo!

Sai poi qual’è la cosa più triste? Essere quasi ignorati perché si è fuori dalla cerchia, perché non si è nessuno di “noto”. Da noia vedere pubblicizzate tante cazzate, sbattersi, perder nottate e mettere in pratica tutto quello di cui parlano tutti ed essere ignorato no?! Allora che si fa o perlomeno cosa faccio? Beh mi indirizzo verso altri target specialistici, verso persone davvero aperte a guardare il piccolo, insulso e sfuffato giovanotto che prova a fare le cose a modo suo.

Oltre che autoreferiale la comunicazione e i suoi tecnocrati sono chiusi in un non so che tipo di mondo. Per le cazzate c’è sempre tempo, per la ricerca poco..
Ode ai piccoli e sconosciuti utlizzatori del web pieno di strass e animazioni idiote perché almeno non si danno tante arie.

Ovviamente sposo quel che dici!
Proprio oggi ho criticato con un mio post il Crm Vodafone, proprio oggi mi sono dovuto inalberare perchè per scrivere un progetto dovevo partire dai requisiti del software anzichè dai desiderata del cliente. Ora sono in una grande azienda, non sapevano nulla di internet e mi hanno detto arrangiati, fai, produci, vendi, mi sembra un buon management, d’assalto, italiano, dove ogni giorno guardano i margini.
Credo sia importante non nascondersi, fare un’azione e poi dire ho misurato, corretto, posso andare a poche convegni, mi accontento di passare ogni tanto di qui.
Continua cosi!

Temo che non ci sia nulla di nuovo: fuffaioli eccetera, se non addirittura truffatori veri e propri, ce ne sono sempre stati. I sistemi sociali ed economici, di tutti i tipi, si sono evoluti nel corso dei secoli formando dei sistemi di autodifesa (che non sempre funzionano).
Speriamo sia così anche per tutta la roba marchiata web 2.0.

Troppa fuffa caro Marco da tutte le parti, tu adesso la vedi nel mondo che frequenti, io nel mio.
Purtroppo è pieno il mondo di gente che legge e ripete senza capire quello che ha imparato a memoria e spesso si fa chiamre professore o capoufficio o peggio padrone. Tu hai parlato di rivoluzione, il giorno in cui penserò di non riuscire a portare avanti la mia rivoluzione smettero di scrivere, smettero di pensare, e vorrà dire che avrò smesso anche di sognare e allora no, non succedera mai.
A presto

La fuffa che regna sovrana nella nostra società è il frutto di anni e anni di Marketing selvaggio, a tutti i livelli; quello che conta è apparire, e basta! Non sto parlando dei prodotti commerciali che si comprano e si vendono…ma delle relazioni interpersonali, che stanno alla base della nostra vita e della nostra quotidianeità. Oggi non è importante chi sei, ma come appari, come ti vesti, come parli, che macchina guidi, che cellulare hai…e via dicendo. Pensateci bene, oggi quanti studenti intraprendono una carriera universitaria farlocca: “Faccio Marketing”. Parola che riempie la bocca e fa gonfiare il petto…bello…ma in sostanza?

Già a scuola ti insegnano a fregare il sistema con interrogazioni programmate mesi prima, facoltà e corsi universitari che ti insegnano a vendere letame come se fosse un fiore profumato.

Di chi è la colpa? E’ di tutti noi, che accettiamo le pubblicità ingannevoli e continuiamo a dar da mangiare a venditori senza scrupoli.

I primi a raccontare balle e fumo siamo noi, che nei rapporti interpersonali anteponiamo l’apparire alla sostanza…perchè di sostanza ce ne è poca…

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