
Credono in un mondo senza frontiere e senza pregiudizi, dove la tecnologia apre cantieri e aggira censure. Dove tutti sono protagonisti. Non virtuali. Sono gli evangelisti del Web 2.0.
Oggi su Panorama First, il mensile “lifestyle” che viene distribuito una volta al mese insieme al settimanale Panorama, è uscito un servizio con fotografico con a tutta pagina le immagini degli uomini del “web 2.0″.
Oltre a me, gli altri protagonisti sono Stefano Hesse di Google, Umberto Luciani di My Space, Marco Zamperini, Andrea Besana, Claudio Cecchetto e Tiziana Rizzante.

L’editoriale di Emanuele Farneti ci definisce così:
Sembra un articolo sulle manie alimentari di una grande nazione con la pancia piena, invece è una riflessione su modernità e tradizione, purezza e ibridazione: nuove ricette che preparano gusti nuovi, in una città laboratorio dove persino una bistecca assume significati universali.
Sembra un servizio di moda, invece è un viaggio nei cantieri a cielo aperto delle nuove tecnologie. Lavori in corso, versione 2.0. C’è chi cerca online i prossimi talenti cinematografici, e chi lavora per sfondare i confini della tv, chi già pensa alla seconda vita di Second Life e chi è convinto che internet , per avere un futuro, debba oggi costruirsi un passato, una memoria.
Sembra l’Antartide, invece è una metafora di quel che saremo. Sembra solo un deserto, sarà il luogo da cui presto partiranno i nostri viaggi nello spazio.
Sembrano eccezioni in un paese con le pile scariche, e invece – almeno secondo First – sono avamposti di una generazione di italiani che trova lontano da casa lo spazio per raggiungere eccellenze nuove. Sono artisti, ballerine e direttori d’orchestra, scrittori ed editori, esploratori di tecniche antiche e nuove frontiere del design: gente che si muove.
Sembra che First si occupi di tante cose diverse tra loro. E invece sono tanti angoli per vedere – sempre- la stessa cosa. Fontiera, la chiamerei. E la gente che si muove per andarla a esplorare in questi anni pigri, merita come minimo un po’ di attenzione.
Un estratto dalla mia intervista:
LIMITI E PREGI DELLA DEFINIZIONE WEB 2.0
Le definizioni di Web 2.0 non si contano più. A partire dall’originale, quella di Tim O’Reilly, che nel 2005 ne ha registrato il marchio, sino a quelle nostrane, hanno tutte in comune la dichiarata incapacità di descriverne il significato reale. Tutti convengono sul fatto che la definizione “Web 2.0” contenga elementi eterogenei: dalle piattaforme tecnologiche, alle modalità di accesso, a quelle di fruizione, sino a elementi grafici caratterizzanti.
Non amo il termine 2.0 perché oltre ad essere una definizione ormai stucchevole, è rappresentativa di una semplificazione che non aiuta il pubblico a comprendere le reali caratteristiche di un mondo che per essere compreso deve essere vissuto in prima persona. Basta aggiungere 2.0 e anche il più statico e inusabile dei siti diventa innovativo.
QUALI SONO I DEMONI DEL WEB, OVVERO COLORO CHE
NE RALLENTANO L’EVOLUZIONE NATURALE?
Sono le Presidenze ultrasesessantenni, che non hanno un computer sulla scrivania, ma che guidano le aziende.
Non rallentano l’evoluzione di Internet, quella è ineluttabile. rallentano lo sviluppo delle aziende e del Paese. Sono lontani dai nuovi paradigmi dell’evoluzione dei mercati e degli individui che da consumatori sono diventati “consum-attori”. Sono loro che decidono la sorte di un prodotto o di un’azienda. . La mia preoccupazione vede l’azienda Italia troppo indietro rispetto agli altri stati e sta arretrando anche a causa dei suoi anacronismi burocratici di estrazione “analogica”.





Claudio Cecchetto è il meglio. Nuotare! pappaparapappa…. Dormire! pappaparapappa…. Macho! pappaparapapappa…
Comunque complimenti, la foto nella pagina successiva dove indossi il costume da bagno di borat è molto fashion!
Complimenti per il passaggio: facci un PDF così leggiamo tutto l’articolo.
Molto elegante… e a proposito di eleganza eccoti un altro aforisma da aggiungere alla raccolta:
La vera eleganza morale consiste nell’arte di travestire le proprie vittorie da sconfitte.
(Emile M. Cioran)
con doppio piacere ho scoperto che esiste una versione online del magazine (pieno di pubblicità ma leggi di mercato lo impongono credo) Panorama First a questo indirizzo. Il doppio piacere è dovuto al fatto che
1 Esiste una versione online di un Magazine in edicola oggi (piu l’archivio dei mesi precedenti)
2 Posso leggere l’intervista (anche se ma quella foto dove l’hai presa??? con la lista delle marche di ciò che indossi??OMD!)
Questo è il link http://www.panorama.it/panorama/vetrine/speciali/first/first_1107_01/index.htm
Adriano, la foto non l’ho “presa”, la redazione di Panorama mi ha fatto un servizio fotografico apposta. I vestiti li hanno forniti gli stilisti in funzione delle peculiarità di ognuno.
Ottima intervista, complimenti! Credo che: “…non rallentano l’evoluzione di Internet, quella è ineluttabile. rallentano lo sviluppo delle aziende e del Paese. Sono lontani dai nuovi paradigmi dell’evoluzione dei mercati e degli individui che da consumatori sono diventati “consum-attori”…” sia forse il miglior riassunto che abbia letto per fotografare quelli che sono i mali del nostro paese (e non solo in ambito Internet)…
complimenti per la tua eleganza ma soprattutto condivido pienamente quanto emerge dalla tua intervista. Spero che i media diano voce ai protagonisti del web, di quelli che nell’ottima intervista di Emanuele Farneti vengono definiti “Esploratori di frontiera”.
Mi definisco così già da qualche tempo, da quando ho compreso bene i limiti, le difficoltà, gli ostacoli che bisogna fronteggiare nel proporre prodotti e soluzioni web alle aziende del mio territorio, quelle che per il 90 percento comunicano a suon di fax. Chi spiega a costoro cos’è il web 2.0? Dove sono le associazioni di categoria? Gli Enti di sviluppo territoriale?
Alberto e Flashmotus,
grazie mille! Molte…
Bella la discarica dell’AMSA come “location”…
Ciao Marco complimenti, nella foto sei proprio elegante, a parte gli scherzi, complimenti per la bella intervista. Siamo agli albori in Italia di un cambiamento per me epocale. Voglio però raccontare una piccola cosa, sono tornato da un corso, eravamo 34 persone dai 25 anni ai 50 abbiamo parlato di “web2″ e ho chiesto chi sapesse di cosa si trattasse, nessuno ha alzato la mano nessuno su 34 persone.
Il mio professore di marketing direbbe “urra, urra” approfitta delle opportunità, come dico sempre io le idee, le opportunità non aspettano nessuno o le cogli tu o le coglierà qualcun altro, le idee non aspettano che la gente esca dalla propria ignoranza. E’ però da tenere presente che la gente, anche imprenditori, non sa di cosa stiamo parlando e non ne percepisce ne l’utilità, ne le potenzialità.
Per fortuna qualcuno ne parla su Panorama.
Ciao Marco complimenti ancora