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	<title>Comments on: L&#8217;azienda full-digital&#8230; Ma non ci resta che piangere.</title>
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	<item>
		<title>By: flashmotus</title>
		<link>http://www.camisanicalzolari.com/2007/11/lazienda-full-digital-ma-non-ci-resta-che-piangere.html/comment-page-1#comment-28776</link>
		<dc:creator>flashmotus</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Nov 2007 09:09:56 +0000</pubDate>
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		<description>Sostengo pienamente il tuo sistema di lavoro che, nel mio piccolo, cerco di applicare con l&#039;ausilio di strumenti che a tutt&#039;oggi ritengo inadeguati. E&#039; quindi questa la ricerca che mi ha spinto al tuo post ed è su questo tema che prego chi legge di fornire link utili, grazie e complimenti per il blog</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sostengo pienamente il tuo sistema di lavoro che, nel mio piccolo, cerco di applicare con l&#8217;ausilio di strumenti che a tutt&#8217;oggi ritengo inadeguati. E&#8217; quindi questa la ricerca che mi ha spinto al tuo post ed è su questo tema che prego chi legge di fornire link utili, grazie e complimenti per il blog</p>
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		<title>By: ..:digital&#124;&#124;divide:.. &#187; &#187; L&#8217;azienda full-digital: lavorare insieme senza incontrarsi</title>
		<link>http://www.camisanicalzolari.com/2007/11/lazienda-full-digital-ma-non-ci-resta-che-piangere.html/comment-page-1#comment-26839</link>
		<dc:creator>..:digital&#124;&#124;divide:.. &#187; &#187; L&#8217;azienda full-digital: lavorare insieme senza incontrarsi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Nov 2007 09:53:07 +0000</pubDate>
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		<description></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] segnalo questo bel post di Marco Camisani Calzolari sulla sperimentazione di modalit di lavoro &#8220;in [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Alberto Giannini</title>
		<link>http://www.camisanicalzolari.com/2007/11/lazienda-full-digital-ma-non-ci-resta-che-piangere.html/comment-page-1#comment-26606</link>
		<dc:creator>Alberto Giannini</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Nov 2007 12:24:59 +0000</pubDate>
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		<description>Sei sempre fonte di interessanti spunti!
Come sai condividiamo un&#039;analoga avventura professionale, proprio recentemente mi sono confrontato con la stessa problematica: il coordinamento dei team di lavoro.
Curiosamente le dinamiche non cambiano sia che gli interlocutori sian a 5 metri o 5000 kilometri di distanza per me i grandi problemi sono:
- confondiamo la conoscenza degli strumenti con la capacità di lavorare
- ci confrontiamo con un mondo in cui parole come &quot;Disciplina, senso del dovere, precisione, accuratezza, amore per il proprio lavoro&quot; sono concetti FASCISTI. (già solo il fatto che la prola esista ancora dovrebbe farci riflettere).
Detto questo, senza sforare nelle vicende politiche ho deciso di svilupparmi autonomamente il tool di gestione dei progetti. Perché?
Non ne esiste uno semplice, essenziale, pratico. Tutti quelli provati avevano in comune una caratteristica di base: 
- la compilazione dei moduli del task o del progetto era talmente articolata da divenire essa stessa il progetto! Fantastico no?
Appena terminiamo lo sviluppo dell&#039;alfa version ti faccio un&#039;anticipazione.
Nel frattempo, buon lavoro!
AG</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sei sempre fonte di interessanti spunti!<br />
Come sai condividiamo un&#8217;analoga avventura professionale, proprio recentemente mi sono confrontato con la stessa problematica: il coordinamento dei team di lavoro.<br />
Curiosamente le dinamiche non cambiano sia che gli interlocutori sian a 5 metri o 5000 kilometri di distanza per me i grandi problemi sono:<br />
- confondiamo la conoscenza degli strumenti con la capacità di lavorare<br />
- ci confrontiamo con un mondo in cui parole come &#8220;Disciplina, senso del dovere, precisione, accuratezza, amore per il proprio lavoro&#8221; sono concetti FASCISTI. (già solo il fatto che la prola esista ancora dovrebbe farci riflettere).<br />
Detto questo, senza sforare nelle vicende politiche ho deciso di svilupparmi autonomamente il tool di gestione dei progetti. Perché?<br />
Non ne esiste uno semplice, essenziale, pratico. Tutti quelli provati avevano in comune una caratteristica di base:<br />
- la compilazione dei moduli del task o del progetto era talmente articolata da divenire essa stessa il progetto! Fantastico no?<br />
Appena terminiamo lo sviluppo dell&#8217;alfa version ti faccio un&#8217;anticipazione.<br />
Nel frattempo, buon lavoro!<br />
AG</p>
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	<item>
		<title>By: Dario Salvelli</title>
		<link>http://www.camisanicalzolari.com/2007/11/lazienda-full-digital-ma-non-ci-resta-che-piangere.html/comment-page-1#comment-26333</link>
		<dc:creator>Dario Salvelli</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Nov 2007 10:12:11 +0000</pubDate>
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		<description>E&#039;un mondo difficile,è vita intensa..mi verrebbe da dire: non credi però che lavorare da remoto sia si un gran vantaggio ma tolga quel necessario contatto fisico per realizzare un buon prodotto? 
Insomma full digitale a parte sarebbe utile conoscere da te pregi e difetti dei due diversi aspetti nel fare azienda.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217;un mondo difficile,è vita intensa..mi verrebbe da dire: non credi però che lavorare da remoto sia si un gran vantaggio ma tolga quel necessario contatto fisico per realizzare un buon prodotto?<br />
Insomma full digitale a parte sarebbe utile conoscere da te pregi e difetti dei due diversi aspetti nel fare azienda.</p>
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	<item>
		<title>By: Mondo veloce e mondo lento &#124; Aghenor</title>
		<link>http://www.camisanicalzolari.com/2007/11/lazienda-full-digital-ma-non-ci-resta-che-piangere.html/comment-page-1#comment-26320</link>
		<dc:creator>Mondo veloce e mondo lento &#124; Aghenor</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Nov 2007 08:59:37 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Marco è molto bravo a descrivere una sensazione che, ne sono certo, viene spesso provata da molti addetti ai lavori nel campo internet:  Vivo alternandomi tra mondoveloce e mondolento… Mi sento così quando vedo compilare un modulo a mano, quando non accettano la carta di credito, quando vedo gli spot TV, quando a scuola i PC sono spenti, quando mi dicono “Si, ok, ma il CEO vuole prima conoscerla di persona…”, quando mi chiedono di mandare un FAX, quando ricevo un FAX, quando il bollettino postale è l’unica forma di pagamento accettata, quando la wifi c’è ma costa € 5 all’ora, quando durante la prenotazione dell’eurostar non ci è dato sapere se le carrozze sono quelle con le prese elettriche oppure no, quando i manager dicono “si ma deve capire che noi siamo un’azienda tradizionale… Formale…” ma in realtà pensano “Noi non giochiamo coi computerini come lei, noi facciamo cose serie!”. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Marco è molto bravo a descrivere una sensazione che, ne sono certo, viene spesso provata da molti addetti ai lavori nel campo internet:  Vivo alternandomi tra mondoveloce e mondolento… Mi sento così quando vedo compilare un modulo a mano, quando non accettano la carta di credito, quando vedo gli spot TV, quando a scuola i PC sono spenti, quando mi dicono “Si, ok, ma il CEO vuole prima conoscerla di persona…”, quando mi chiedono di mandare un FAX, quando ricevo un FAX, quando il bollettino postale è l’unica forma di pagamento accettata, quando la wifi c’è ma costa € 5 all’ora, quando durante la prenotazione dell’eurostar non ci è dato sapere se le carrozze sono quelle con le prese elettriche oppure no, quando i manager dicono “si ma deve capire che noi siamo un’azienda tradizionale… Formale…” ma in realtà pensano “Noi non giochiamo coi computerini come lei, noi facciamo cose serie!”. [...]</p>
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		<title>By: Leo Aruta</title>
		<link>http://www.camisanicalzolari.com/2007/11/lazienda-full-digital-ma-non-ci-resta-che-piangere.html/comment-page-1#comment-26222</link>
		<dc:creator>Leo Aruta</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Nov 2007 23:19:37 +0000</pubDate>
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		<description>....quando l&#039;interlocutore (che credevi un potenziale cliente) non vede l&#039;ora che te ne vai, pensando che gli sati facendo perdere tempo...(Tu a lui!!)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;.quando l&#8217;interlocutore (che credevi un potenziale cliente) non vede l&#8217;ora che te ne vai, pensando che gli sati facendo perdere tempo&#8230;(Tu a lui!!)</p>
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		<title>By: daniele galiffa</title>
		<link>http://www.camisanicalzolari.com/2007/11/lazienda-full-digital-ma-non-ci-resta-che-piangere.html/comment-page-1#comment-26117</link>
		<dc:creator>daniele galiffa</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Nov 2007 15:50:29 +0000</pubDate>
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		<description>Innanzitutto grazie per il post.
In esso ho ritrovato molto della mia esperienza professionale.

Devo dire che il contatto fisico, al contrario di quanto afferma Luca, l&#039;ho trovato molto + utile nei confronti dei clienti che dei collaboratori.

E&#039; utilissimo, invece, per creare un buon rapporto di Team e per condividere una visione, piuttosto che nel rispetto delle scadenze.
Per quello esistono i contratti, dato che le persone agiscono allo stesso modo sia di fronte ad una email che di fronte ad un richiamo dal vivo.

Un aspetto sul quale, invece, dell&#039;articolo di Marco mi pare di divergere è il discorso piramidale.

Far sì che un collaboratore possa dialogare direttamente con il cliente (seppure mediante strumenti di messaging di gruppo e sistemi di trakin delle comunicazioni), mi ha permesso di ridurre al max i problemi legati alle mie momentanee personali assenze dalla rete e ha reso + facile il passaggio di informazioni dal cliente al collaboratore e viceversa.

Inoltre, abolendo la struttura piramidale (o, meglio, riducendola al minimo) migliora la qualità dell&#039;informazione prodotta, manifesta trasparenza e assicura la partecipazione a tutti, giungendo a conclusioni spesso interessanti.

Per concludere, ritengo che oltre all&#039;affidabilità e  la flessibilità i fattori importanti siano:
--&gt; utilizzo di strumenti adeguati
--&gt; condivisione dello spirito
--&gt; trasparenza
--&gt; rispetto degli accordi (preferibilmente scritti per garantire tutti)
--&gt; adeguati riconoscimenti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Innanzitutto grazie per il post.<br />
In esso ho ritrovato molto della mia esperienza professionale.</p>
<p>Devo dire che il contatto fisico, al contrario di quanto afferma Luca, l&#8217;ho trovato molto + utile nei confronti dei clienti che dei collaboratori.</p>
<p>E&#8217; utilissimo, invece, per creare un buon rapporto di Team e per condividere una visione, piuttosto che nel rispetto delle scadenze.<br />
Per quello esistono i contratti, dato che le persone agiscono allo stesso modo sia di fronte ad una email che di fronte ad un richiamo dal vivo.</p>
<p>Un aspetto sul quale, invece, dell&#8217;articolo di Marco mi pare di divergere è il discorso piramidale.</p>
<p>Far sì che un collaboratore possa dialogare direttamente con il cliente (seppure mediante strumenti di messaging di gruppo e sistemi di trakin delle comunicazioni), mi ha permesso di ridurre al max i problemi legati alle mie momentanee personali assenze dalla rete e ha reso + facile il passaggio di informazioni dal cliente al collaboratore e viceversa.</p>
<p>Inoltre, abolendo la struttura piramidale (o, meglio, riducendola al minimo) migliora la qualità dell&#8217;informazione prodotta, manifesta trasparenza e assicura la partecipazione a tutti, giungendo a conclusioni spesso interessanti.</p>
<p>Per concludere, ritengo che oltre all&#8217;affidabilità e  la flessibilità i fattori importanti siano:<br />
&#8211;&gt; utilizzo di strumenti adeguati<br />
&#8211;&gt; condivisione dello spirito<br />
&#8211;&gt; trasparenza<br />
&#8211;&gt; rispetto degli accordi (preferibilmente scritti per garantire tutti)<br />
&#8211;&gt; adeguati riconoscimenti</p>
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	<item>
		<title>By: Luca Orlandini</title>
		<link>http://www.camisanicalzolari.com/2007/11/lazienda-full-digital-ma-non-ci-resta-che-piangere.html/comment-page-1#comment-25930</link>
		<dc:creator>Luca Orlandini</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Nov 2007 22:45:34 +0000</pubDate>
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		<description>Mi ritrovo abbastanza nelle tue parole, Marco, ma su una cosa non sono molto d&#039;accordo: secondo me, nella gestione di un progetto, web o no, le riunioni di persona contano. Il contatto, il tono di voce, il modo in cui mi relaziono con un mio fornitore (sia un programmatore che un tipografo) incidono molto sulla resa del suo operato. Se mandare una mail può creare pressione, è ben diverso essere davanti al programmatore e dirgli &quot;non oltre giovedì&quot; guardandolo negli occhi.

Ho già sperimentato, un paio di anni fa, la gestione di piccoli progetti con persone lontane tra loro. E&#039; fantastico perchè puoi scegliere &quot;il miglior disegnatore di temi wordpress&quot;, ma non è detto che quella figura poi sia semplice da gestire. E&#039; ogni volta una piccola scommessa e se voglio vendere qualità non posso permettermi di pagarne le conseguenze.

Oggi relego l&#039;utilizzo di &quot;esperti&quot; lontani da me geograficamente a questioni più strategiche e meno operative e ho tutti i miei collaboratori a portata di Burgman.

Nel mio piccolo mix tutte le persone che lavorano al progetto sono sempre reperibili online ma ogni tanto ci si incontra per un punto della situazione di persona. Magari anche informale, a pranzo, ma ci si incontra. 

Perchè un complimento con una pacca sulla spalla o una chiaccherata easy sul telefilm della sera prima funzionano molto nella creazione di un team, anche nel mondo 2.0</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi ritrovo abbastanza nelle tue parole, Marco, ma su una cosa non sono molto d&#8217;accordo: secondo me, nella gestione di un progetto, web o no, le riunioni di persona contano. Il contatto, il tono di voce, il modo in cui mi relaziono con un mio fornitore (sia un programmatore che un tipografo) incidono molto sulla resa del suo operato. Se mandare una mail può creare pressione, è ben diverso essere davanti al programmatore e dirgli &#8220;non oltre giovedì&#8221; guardandolo negli occhi.</p>
<p>Ho già sperimentato, un paio di anni fa, la gestione di piccoli progetti con persone lontane tra loro. E&#8217; fantastico perchè puoi scegliere &#8220;il miglior disegnatore di temi wordpress&#8221;, ma non è detto che quella figura poi sia semplice da gestire. E&#8217; ogni volta una piccola scommessa e se voglio vendere qualità non posso permettermi di pagarne le conseguenze.</p>
<p>Oggi relego l&#8217;utilizzo di &#8220;esperti&#8221; lontani da me geograficamente a questioni più strategiche e meno operative e ho tutti i miei collaboratori a portata di Burgman.</p>
<p>Nel mio piccolo mix tutte le persone che lavorano al progetto sono sempre reperibili online ma ogni tanto ci si incontra per un punto della situazione di persona. Magari anche informale, a pranzo, ma ci si incontra. </p>
<p>Perchè un complimento con una pacca sulla spalla o una chiaccherata easy sul telefilm della sera prima funzionano molto nella creazione di un team, anche nel mondo 2.0</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Gianfranco Chicco</title>
		<link>http://www.camisanicalzolari.com/2007/11/lazienda-full-digital-ma-non-ci-resta-che-piangere.html/comment-page-1#comment-25869</link>
		<dc:creator>Gianfranco Chicco</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Nov 2007 17:36:23 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Marco, interessante l&#039;articolo. Per alcuni progetti nascenti sto provando pure io di lavorare in full digital, con incontri fisici sporadici (in particolare quando serve discutere idee che richiedono &quot;discussioni passionali&quot; o si parla di sogni). 

Mi piacerebbe se man mano che vai avanti fai una recensione degli strumenti che usi per ottenere il full digital. In particolare, usi qualche piattaforma social di project management?

a presto

gc</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Marco, interessante l&#8217;articolo. Per alcuni progetti nascenti sto provando pure io di lavorare in full digital, con incontri fisici sporadici (in particolare quando serve discutere idee che richiedono &#8220;discussioni passionali&#8221; o si parla di sogni). </p>
<p>Mi piacerebbe se man mano che vai avanti fai una recensione degli strumenti che usi per ottenere il full digital. In particolare, usi qualche piattaforma social di project management?</p>
<p>a presto</p>
<p>gc</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Kataweb.it - Blog - Lorenzo Baraldo, un nome una garanzia &#187; Blog Archive &#187; Tutto da remoto?</title>
		<link>http://www.camisanicalzolari.com/2007/11/lazienda-full-digital-ma-non-ci-resta-che-piangere.html/comment-page-1#comment-25852</link>
		<dc:creator>Kataweb.it - Blog - Lorenzo Baraldo, un nome una garanzia &#187; Blog Archive &#187; Tutto da remoto?</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Nov 2007 15:42:54 +0000</pubDate>
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		<description>[...] folle eppure ci sono progetti che si stanno sperimentando solo da remoto. Che team fantastico deve essere, solo di competenze e di capacità. Certo si può discutere [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] folle eppure ci sono progetti che si stanno sperimentando solo da remoto. Che team fantastico deve essere, solo di competenze e di capacità. Certo si può discutere [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Lorenzo</title>
		<link>http://www.camisanicalzolari.com/2007/11/lazienda-full-digital-ma-non-ci-resta-che-piangere.html/comment-page-1#comment-25850</link>
		<dc:creator>Lorenzo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Nov 2007 15:32:56 +0000</pubDate>
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		<description>Fantastico post! Più o meno è quel che accade anche a me e la mia meraviglia è capire che c&#039;è gente che non capisce...! In bocca al lupo!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Fantastico post! Più o meno è quel che accade anche a me e la mia meraviglia è capire che c&#8217;è gente che non capisce&#8230;! In bocca al lupo!</p>
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