Ieri mattina, come ogni lunedì ho tenuto lezione presso l’Università degli Studi di Milano, oggi tengo un seminario tutto il giorno per l’Istituto Internazionale di Ricerca, domani e dopodomani conduco i panel del Web 2.Oltre Organizzato da Reed. Nel frattempo abbiamo messo online un nuovo sito per Silvio Berlusconi.
Ero riuscito a comprimere 32 ore normali in una giornata lavorativa utilizzando i giusti strumenti. Questo tipo di eventi però mi blocca in aula oppure on-stage e nel frattempo le ore corrono… Al ritmo che ho imposto al mio tempo… Quando “riemergo”, dopo 4/8 ore di “stage”, è come se fossero passati tre giorni: decine di email che esigono risposte, chat che impazzisce, todo in allarme rosso che significano solo una cosa, altre ore rubate alla notte per recuperare.





lavori troppo! Eddai, torna alle vecchie, care 24 ore versione 1.0
Attento, però: quanto tutto è un’emergenza, allora nulla è urgente.
E il difetto di questo modello è che non è scalabile: la crescita passa anche per la capacità di delega.
Andrea, io delego eccome! Quello di cui parlavo è il risultato delle attività di coordinazione che mi competono…

Più cose da fare ci sono, più persone sono coinvolte e più delego. Però l’efficienza del digitale mi porta a poter tenere ritmi molto elevati. Appena non posso connettermi per qualche ora (vedi seminari, convegni o lezioni) mi si accumula una quantità di cose da fare straorinaria!
La mia isola (di Ulisse-Jovanotti) non è lontanissima, ma sono ancora in mezzo al mare in tempesta e devo ancora lottare… Presto spero di ormeggiare per un sacrosanto riposo… Ma senza pace!
hai cambiato la foto nell’header! preferivo quella con la pallina! (lo sono sono un futile)
è rimasta solo mezza pallina, con FF si vede, sulla destra