Video dal Web 2.Oltre

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November 30th
Marco Camisani Calzolari
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Alla due giorni del Web 2.Oltre non c’erano telecamere, l’unica sneak view è un breve video amatoriale di pochi minuti…

Con le gambe muovo anche il cervello, e allora il tempo sarà mio fratello, e come lui mi darà sempre una mano, mi darà tempo per andare lontano, e come Ulisse cercherò di ritrovare quella mia isola ma tanto viaggiare…

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November 27th
Marco Camisani Calzolari
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Ieri mattina, come ogni lunedì ho tenuto lezione presso l’Università degli Studi di Milano, oggi tengo un seminario tutto il giorno per l’Istituto Internazionale di Ricerca, domani e dopodomani conduco i panel del Web 2.Oltre Organizzato da Reed. Nel frattempo abbiamo messo online un nuovo sito per Silvio Berlusconi.

Ero riuscito a comprimere 32 ore normali in una giornata lavorativa utilizzando i giusti strumenti. Questo tipo di eventi però mi blocca in aula oppure on-stage e nel frattempo le ore corrono… Al ritmo che ho imposto al mio tempo… Quando “riemergo”, dopo 4/8 ore di “stage”, è come se fossero passati tre giorni: decine di email che esigono risposte, chat che impazzisce, todo in allarme rosso che significano solo una cosa, altre ore rubate alla notte per recuperare.

Oggi su Panorama First

MCC Panorama
November 23rd
Marco Camisani Calzolari
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Testata

Credono in un mondo senza frontiere e senza pregiudizi, dove la tecnologia apre cantieri e aggira censure. Dove tutti sono protagonisti. Non virtuali. Sono gli evangelisti del Web 2.0.

Oggi su Panorama First, il mensile “lifestyle” che viene distribuito una volta al mese insieme al settimanale Panorama, è uscito un servizio con fotografico con a tutta pagina le immagini degli uomini del “web 2.0″.
Oltre a me, gli altri protagonisti sono Stefano Hesse di Google, Umberto Luciani di My Space, Marco Zamperini, Andrea Besana, Claudio Cecchetto e Tiziana Rizzante.

MCC Panorama

L’editoriale di Emanuele Farneti ci definisce così:

Sembra un articolo sulle manie alimentari di una grande nazione con la pancia piena, invece è una riflessione su modernità e tradizione, purezza e ibridazione: nuove ricette che preparano gusti nuovi, in una città laboratorio dove persino una bistecca assume significati universali.
Sembra un servizio di moda, invece è un viaggio nei cantieri a cielo aperto delle nuove tecnologie. Lavori in corso, versione 2.0. C’è chi cerca online i prossimi talenti cinematografici, e chi lavora per sfondare i confini della tv, chi già pensa alla seconda vita di Second Life e chi è convinto che internet , per avere un futuro, debba oggi costruirsi un passato, una memoria.
Sembra l’Antartide, invece è una metafora di quel che saremo. Sembra solo un deserto, sarà il luogo da cui presto partiranno i nostri viaggi nello spazio.
Sembrano eccezioni in un paese con le pile scariche, e invece – almeno secondo First – sono avamposti di una generazione di italiani che trova lontano da casa lo spazio per raggiungere eccellenze nuove. Sono artisti, ballerine e direttori d’orchestra, scrittori ed editori, esploratori di tecniche antiche e nuove frontiere del design: gente che si muove.
Sembra che First si occupi di tante cose diverse tra loro. E invece sono tanti angoli per vedere – sempre- la stessa cosa. Fontiera, la chiamerei. E la gente che si muove per andarla a esplorare in questi anni pigri, merita come minimo un po’ di attenzione.

Un estratto dalla mia intervista:

LIMITI E PREGI DELLA DEFINIZIONE WEB 2.0

Le definizioni di Web 2.0 non si contano più. A partire dall’originale, quella di Tim O’Reilly, che nel 2005 ne ha registrato il marchio, sino a quelle nostrane, hanno tutte in comune la dichiarata incapacità di descriverne il significato reale. Tutti convengono sul fatto che la definizione “Web 2.0” contenga elementi eterogenei: dalle piattaforme tecnologiche, alle modalità di accesso, a quelle di fruizione, sino a elementi grafici caratterizzanti.
Non amo il termine 2.0 perché oltre ad essere una definizione ormai stucchevole, è rappresentativa di una semplificazione che non aiuta il pubblico a comprendere le reali caratteristiche di un mondo che per essere compreso deve essere vissuto in prima persona. Basta aggiungere 2.0 e anche il più statico e inusabile dei siti diventa innovativo.

QUALI SONO I DEMONI DEL WEB, OVVERO COLORO CHE
NE RALLENTANO L’EVOLUZIONE NATURALE?

Sono le Presidenze ultrasesessantenni, che non hanno un computer sulla scrivania, ma che guidano le aziende.
Non rallentano l’evoluzione di Internet, quella è ineluttabile. rallentano lo sviluppo delle aziende e del Paese. Sono lontani dai nuovi paradigmi dell’evoluzione dei mercati e degli individui che da consumatori sono diventati “consum-attori”. Sono loro che decidono la sorte di un prodotto o di un’azienda. . La mia preoccupazione vede l’azienda Italia troppo indietro rispetto agli altri stati e sta arretrando anche a causa dei suoi anacronismi burocratici di estrazione “analogica”.

Aforismi

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November 20th
Marco Camisani Calzolari
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Il cattivo critico critica il poeta, non la poesia. Ezra Pound

L’intelligenza è forse l’unica ricchezza ad essere stata distribuita equamente, infatti nessuno si lamenta di averne meno degli altri. Proverbio Spagnolo

Si odia chi si teme. Quinto Ennio

Niente risveglia l’ambizione quanto lo squillo di tromba della fama altrui. Baltasar Gracián

Per i nemici le leggi si applicano, per gli amici si interpretano. Giovanni Giolitti

Non ha amici l’uomo che non si è mai fatto dei nemici. Alfred Tennyson

Perdona i tuoi nemici, ma non dimenticare mai i loro nomi. John Fitzgerald Kennedy

Non dare mai spiegazioni: i tuoi amici non ne hanno bisogno e i tuoi nemici non ci crederanno comunque. Elbert Hubbard

Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente. Bertolt Brecht

Giovani e giovanissimi

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November 19th
Marco Camisani Calzolari
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Oggi ho iniziato il mio ciclo di lezioni al Master sulla TV digitale interattiva dell’Università degli Studi di Milano. Siamo alla terza edizione e in tre anni gli studenti sono cambiati molto. In aula erano tutti heavy users del computer, del web e degli strumenti avanzati. E’ stata una gradita sorpresa perché così, rispetto agli anni scorsi, posso saltare tutto il percorso didattico di base sul web e concentrarmi sulle caratteristiche avanzate delle varie piattaforme.
Anche i giovanissimi sono sempre più digitali, mercoledì 21 intervengo al Youth Marketing Forum (Milano, Hotel Melià, ore 15:00), in “un mix di contributi di marketing, di sociologia e di psicologia, si propone di analizzare le tendenze del mondo giovanile di capire quali siano gli strumenti utili al coinvolgimento del target baby/kids e teens & young adults.”

Defacing

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November 17th
Marco Camisani Calzolari
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Qualche genio pensando di fare onore a un’ideologia politica ha pensato bene di defacciarmi il blog, sostituendo l’homepage con l’immagine che vedete qui sotto.
Mi hanno avvisato quasi subito e la “genialata” è stata online solo per pochi minuti grazie a Massimo Marino che mi da una mano col blog e che è intervenuto subito rimettendo a posto.
Anche Sofri scrive che si è trattato di “vandalismo da pirla”, lo ringrazio per la solidarietà, tuttavia sono impressionato dalla velocità con cui ha scritto il post perché a conti fatti è stato fatto quasi in contemporanea al defacing. Luca, ti ha per caso informato qualcuno? Se si, a che ora? Magari l’hanno fatto prima? Anyway io non sono Google e il mio blog può rimanere spento anche per giorni senza che la sopravvivenza dell’umanità ne risenta, tuttavia alcune informazioni mi possono aiutare a ricostruire quanto è successo.

Ecco di seguito l’immagine “geniale” che appariva in homepage:

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Gentiloni e la coda lunga del parlamento

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November 15th
Marco Camisani Calzolari
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Ieri, al Four Season c’era Chris Andreson che parlava della coda lunga (alcuni hanno malignamente commentato che la vera coda lunga fosse la quantità infinita di conferenze, dicendo sempre la stessa cosa, che tiene dal 206 ad oggi…).
Ma c’era anche il Ministro delle comunicazioni Gentiloni che ha parlato dopo Anderson. Il Ministro è interventuo in modo apparentemente confuso, ma soprattutto si riferiva a quanto esposto da Anderson come se fosse una previsione per il futuro.
Sono intervenuto e gli ho fatto notare che in realtà per molti dei presenti in sala, quanto illustrato da Andreson, è il presente. Che ci sono aziende che vivono di nicchie e di solo digitale.
Gli ho anche ricordato i temi importanti: Net neutrality, digital divide, etc. Gli ho chiesto come intendeva agire in quel senso in quanto è il nostro Ministro di riferimento (questo governo non ha un Ministro all’innovazione e con la nuova riduzione dei ministri di questi giorni il rischio è che non ci sarà mai più). Gli ho chiesto come pensava di allineari i tempi (lenti) della politica con i tempi (veloci) del digitale, che tuttavia ha urgente bisogno di risolvere quei problemi…
Mi ha risposto “In Italia abbiamo una versione negativa della coda lunga. Abbiamo 22 partiti in parlamento…”. Il pubblico ha riso. Ha sciolto la tensione e non c’è più stato bisogno di rispondere…

Tutti i video del MarketingCamp 3

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November 15th
Marco Camisani Calzolari
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Sono finalmente online tutti i video del MarketingCamp.
Sono tanti e alcuni di grande valore.
Li potete vedere presso questo link: http://marketingcamp.camisani.com

L’azienda full-digital… Ma non ci resta che piangere.

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November 9th
Marco Camisani Calzolari
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Dopo le giornatine di primavera sono arivate quelle autunnali.
E dire che in mezzo sembra che l’estate non ci sia mai stata. Ero always on pure dalla spiaggia…

E’ un periodo molto positivo, di grande crescita. Ma la crescita comporta sempre grandi cambiamenti, nuove strutture da creare, nuovi collaboratori, nuovi viaggi e nuovi problemi.

Sto sperimentando da tempo anche l’azienda full-digital dove lavorano tutti in remoto. Non è facile, bisogna usare gli strumenti giusti per coordinare le attività, cambiare i criteri con cui si scelgono le persone; perché l’empatia personale quando sei via chat o via email non fa effetto. Serve gente capace, ma come riconoscerla? La fortuna è importante ma a mio parere qui serve meno. Serve preparazione anche in chi sceglie. Un CV dice molto, ma un CV coi link dice di più. Come riconoscere un buon programmatore se non si hanno nozioni di programmazione? Come fanno nelle aziende in cui il recrutatore è uno pseudo-psicologo che fa solo quello?
Le attitudini e le specializzazioni sono fondamentali. “Conosco perfettamente PHP e MYSQL” non vuol dire nulla. Mentre “scrivo codice a mano senza editor” vuol dire molto.

L’azienda full-digital funziona bene, purché tutti facciano la loro parte. Da noi nessuno ti conta i caffè o a che ora ti svegli, ma la relazione di fine giornata è invece fondamentale.

L’affidabilità e la precisione nei tempi di consegna sono le due qualità fondamentali, perché una rete intera di persone di muove e opera senza sapere esattamente cosa stanno facendo gli altri. Basta un solo mattoncino fuori posto e tutto si ferma.

D’altra parte però i lati positivi sono una grande velocità operativa in assoluto. La possibilità di offrire ampie competenze perché se è difficile trovare un esperto di XYZ a Milano, lo è meno se lo si può introdurre a pieno ritmo nel team di lavoro anche se vive in UK o in Ukraina.

Gli strumenti sono al centro di tutto. E’ necessario un sistema che gestisca task, messaggi, files, priorità, links e molti altri apsetti. Non abbiamo ancora trovato quello che fa completamente al caso nostro perché a seconda del progetto e su aree diverse si arriva a collaborare “virtualmente” anche in 20 persone. Ma stiamo sperimentando quelli giusti…
Che sia una produzione video, piuttosto che la creazione di una nuova piattaforma software è necessario che dal più informatizzato, sino all’autore di cultura più umanistica, usino tutti correttamente lo strumento centralizzato di gestione e cordinamento. Questo è un chiaro segno del nuovo.

La struttura piramidale però rimane, quella sembra essere fondamentale. E’ anche più o meno sostenibile, a parte il fatto che io purtroppo sono in cima e che mi tocca vivere davanti a un display che sia di un laptop o di un cellulare poco importa. Purché sia connesso a internet e mi consenta di dare una risposta ai vari problemi che in periodi come questi si presentano con un ritmo di uno ogni 10 minuti.

Basta una riunione di un’ora senza PC davanti (a volte ho a che fare con uomini troppo analogici per sopportare l’interlocutore davanti a un display), per generare 5 domande in attesa di risposta o peggio di soluzione, oltre a decine di email che fortunatamente non richiedono risposte operative.

Per i viaggi cerco di evitare aereo e automobile il più possibile per poter stare connesso e recuperare preziose ore di lavoro.

Questo è il prezzo da pagare per la sperimentazione.

A volte mi sento come Benigni e Troisi in Non ci resta che piangere. Vivo alternandomi tra mondoveloce e mondolento…
Mi sento così quando vedo compilare un modulo a mano, quando non accettano la carta di credito, quando vedo gli spot TV, quando a scuola i PC sono spenti, quando mi dicono “Si, ok, ma il CEO vuole prima conoscerla di persona…”, quando mi chiedono di mandare un FAX, quando ricevo un FAX, quando il bollettino postale è l’unica forma di pagamento accettata, quando la wifi c’è ma costa € 5 all’ora, quando durante la prenotazione dell’eurostar non ci è dato sapere se le carrozze sono quelle con le prese elettriche oppure no, quando i manager dicono “si ma deve capire che noi siamo un’azienda tradizionale… Formale…” ma in realtà pensano “Noi non giochiamo coi computerini come lei, noi facciamo cose serie!”.

Se tu fossi Ministro per l’Innovazione quali sarebbero i principali punti del tuo programma?

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November 2nd
Marco Camisani Calzolari
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Se tu fossi il Ministro per l’innovazione quali sarebbero i principali punti del tuo programma?

Ho raccolto le prime opinioni da alcuni amici e sono emersi più o meno questi punti:
-Libertà di espressione
-Net neutrality
-Internet come materia scolastica
-Democrazia digitale diretta
-Digital divide
-Software libero nelle scuole
-Wifi free comunali
-Meno tasse sui prodotti digitali
-Download libero

Quale sarebbe il tuo programma da Ministro?

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