NN-Day o V-Day?
Luca De Biase segnala che il Dipartimento di Giustizia americano ha in sostanza messo le basi per una rete non neutrale. Ci si aspettava una legge che obbligasse gli internet provider a rendere neutrale l’accesso alla Rete, invece sembra che addirittura si permetta loro di far pagare alcuni fornitori di servizi per poter essere resi accessibili a chi si connette tramite quegli internet provider.
Un fatto gravissimo che non sembra portare nessuno in piazza come invece fa il populista Beppe Grillo con il suo V-Day. Una Rete neutrale cambierà profondamente Internet, che facendo le dovute proiezioni, potrebbe diventare qualcosa di simile ai wallet garden degli operatori telefonici. Accenderemo il PC, troveremo un portalone e potremo navigare solo li dentro.
Net Neutrality non ha un nome così colorito come il Vaffanculo Day, ma viviamo nell’era dei Corona e dei Grillo in cui un “vaffanculo” fa più rumore di “neutrale”.
La vera invasione sta avvenendo in Rete ma del problema se ne occupano solo piccoli gruppi di hacker che continuano a discuterne tra di loro; i blogger che dovrebbero rappresentare la parte attiva della Rete, se ne fregano, a parte alcune rarissime eccezioni.
Vorrei proporre un NN-Day (Net Neutrality Day), con manifesti e meetup, ma senza la maschera di Beppe Grillo dovrei armarmi di una dose di populismo sufficiente a sollevare le coscienze di blogger assopiti a ricopiare a macchinetta le notizie provenienti dai mainstream.
Quindi niente NN-Day. Anzi, con una buona dose di nichilismo che piace tanto in giro potremmo rinominalo NoN-Day, così chiudiamo in ironia e non ci pensiamo più…
P.S. Chi non sa cosa sia la Net Neutrality legga qui, o guardi questo video.




Marco, il tuo appello sulla N.N. é stato proposto direttamente anche al sottoscritto, ma devo ammettere di non averne ancora diffusamente parlato per due motivi che vado a spiegare.
Innanzitutto per un problema di audience: chi mi (e ci) legge siamo sempre noi. Tu, io, i soliti noti, player del settore, che hanno già ben presente la questione (=sanno cos’é la net neutrality) e non hanno un gran bisogno di sentirselo ricordare (imho). Difficilmente una persona qualsiasi, che utilizza Internet da utente (quando non da “utonto”), fatica a capire il concetto e soprattutto le motivazioni e, anche nel caso in cui le comprendesse, difficilmente potrebbe sentire la necessità (o il desiderio) di sposare questa causa.
In secondo luogo, vi sono situazioni in cui - lo devo ammettere - io stesso non sono del tutto convinto che un provider non abbia il diritto di “discriminare” il traffico sulla propria rete in presenza di attività “poco chiare” o “poco legali” (oltre che di evidente sconvenienza economica), come il caso del traffico bittorrent da te segnalato di recente (caso che, per altro, pare non sia stato confermato dal punto di vista tecnico). Il punto é questo: la rete dovrebbe essere libera - siamo d’accordo - ma siamo certi che i gestori di una “fetta” d’infrastruttura (privata, propria) non abbiano il diritto di decidere come questa possa essere usata dai propri utenti (comunicandolo loro opportunamente) ?
Sento il bisogno di riflettere ancora su questo tema, prima di dedicarvi un post…