Come fare le cose male e rallentare lo sviluppo
ANSA: Sanremo: in spiaggia col computer
Arrivano pc card e collegamento Internet sotto l’ombrellone.
(ANSA) – SANREMO, 9 AGO – Alcuni stabilimenti balneari di Sanremo sono stati raggiunti dalla rete wi-fi, la tecnologia per connettersi a Internet senza fili. In queste aree, dunque, l’utente dotato degli strumenti adeguati potra’ accedere con la Internet Card del Comune di Sanremo in vendita presso la tesoreria della Banca Carige e negli stabilimenti balneari che partecipano all’iniziativa. Le Internet Card hanno un costo di 5 euro e danno la possibilita’ di accedere a internet per 2 ore e 30 minuti.
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Chi ha promosso l’iniziativa sarà felicissimo. L’Ansa l’ha ripresa, si è parlato di SanRemo e l’immagine è innovativa.
La realtà come sapete è molto diversa. chi si è occupato dell’iniziativa probabilmente non è un vero utente di Internet.
E’ ovvio che saranno pochissimi quelli che spenderanno 5 euro per 2 ore e mezzo di Internet.
Un Internet addicted o chi ci lavora ha il suo abbonamento pseudo-flat. Chi invece lo usa poco non si sognerà nemmeno di spendere 5 Euro al giorno!
Il Comune di SanRemo penserà di aver finito il suo lavoro perché i giornali hanno parlato dell’iniziativa. L’insuccesso degli abbonamenti non meraviglierà nessuno perché nemmeno gli ideatori si aspettavano che ci fosse davvero qualche “pazzo” col PC in spiaggia (a parte per i 5 euro al giorno).
Rimarrà nella storia che la WiFi in spiaggia non funziona e ci si rivede tra 10 anni!
Il Comune o le singole spiagge avrebbero dovuto regalare la connessione.
Un abbonamento ADSL costa 30 euro al mese, un router WIFI ne costa altrettanti.
Potrebbero offrirla gratuitamente con grande soddisfazione degli stranieri (le connessioni fuori dal proprio paese via rete cellulare costano sempre molto) e di tutti i turisti di SanRemo.
Almeno ci hanno provato, direte voi. Io invece penso che in un momento così grave in cui l’Italia è così indietro nel digitale, ci sia bisogno di scelte corrette e non di goffi tentativi. I modelli funzionanti ci sono, non bisogna sperimentare, bisogna fare le cose fate bene. Pena altri anni di arretratezza.




Quello che secondo me non hanno capito è che è meglio vendere card da un euro al giorno (che potrebbe essere una tariffa ragionevole) a praticamente tutti coloro che sono interessati (centinaia? migliaia?), piuttosto che pochissime o nessuna a 5 euro/2,5 ore.
E’ la stessa politica insensata degli alberghi.