Il blog dell’onorevole Antonio Palmieri




Ho collaborato fornendo qualche piccolo consiglio e fornendo la piattaforma SpeakageLine, ma questo non mi impedisce di fare i miei più sinceri complimenti all’onorevole Palmieri per come è migrato da un sito a un blog e per come lo ha interpretato.
Benvenuto tra i blogger onorevole, so che non lo ha fatto per “moda” e che userà lo strumento per le sue reali potenzialità.

Reader Comments

Certo che il primo post non sembra molto “illuminato” (come ho commentato anche nel suo blog) … se questo è il modo della politica di interpretare i blog preferivo quando non bloggavano!!!

Massimiliano,
non capisco cosa ci sia di poco illuminato nel primo post. Se invece ti riferisci al contenuto, è ovvio che se la pensi diversamente quei post non ti piaceranno… Ma questo esula dalla valutazione che puoi fare di un medium come il suo blog in termini di comunicazione e di utilizzo corretto dello strumento per come lo intende chi lo consce bene.
Anyway giudicare un blog da un post è come giudicare un musicista dalla prima nota.

Per carità, MCC, non te la prendere :-) è solo un commento, non vorrai giudicare una persona dal primo commento, spero!!!

Nel primo post Palmieri pubblica uno spot vero e proprio (”due facce della stessa medaglia”) … sinceramente non mi è piaciuto!
Al di la delle mie convinzioni politiche, non mi è piaciuto essere “accolto” nel suo blog con un “guarda come sono brutti quelli”, con uno spot pre-elettorale che può stare bene con il cattivo gusto dimostrato in quelle occasioni.
Certo io non sono uno che “conosce bene” l’utilizzo dei blog, ma sono uno che si è trovato a passare da li per vedere in che modo l’onorevole ha “interpretato” e purtroppo mi sono sentito infastidito.
Anyway Ti ho riportato la mia opinione. E’ vero che non si giudica dalla prima nota, ma se proprio quella dovesse essere stonata l’ascoltatore ci penserà per tutto il concerto!!

ciao ^_^

ah! il mio commento sul suo blog non è stato pubblicato

Il problema della comunicazione è la ricezione. Il primo post è in realtà un editoriale in forma grafica anzichè scritto, ed esprime un giudizio politico: con questa composizione l’Unione, con Prodi o Veltroni, è la stessa cosa. Un’accozzaglia dove domina la sinistra estrema e i moderati sono minoranza culturale e politica, purtroppo per l’Italia.

Ciò detto, la policy sui commenti è scritta. Leggo tutto e posto il commento che mi sembra dia un valore aggiunto. Dire mi piace non mi piace non mi sembra lo dia…

Grazie ad MCC di avere portato questa discussione all’attenzione dell’interessato e di concederci questo spazio per comunicare.
Grazie anche ad AP per avere risposto.

Concordo con te AP sul problema della comunicazione: è davvero la ricezione: se chi ha pensato quel post non si è preoccupato della ricezione ha sbagliato.

Mi tengo lontano dai giudizi politici, che ripeto non mi interessano, parlo solo del modo in cui NON mi sono sentito *accolto* … e non mi ripeto che l’ho già scritto sopra.
Purtroppo non concordo con te nemmeno sulla policy dei commenti … il mio commento dal punto di vista politico non offriva nulla, ma ribadisco il senso: accoglienza, che non mi è stata offerta nemmeno per quel commento (non offensivo, che esprimeva semplicemente un’opinione … forse l’unica colpa era il non essere d’accordo sui modi).

Non ho capito se MCC condivide o meno le mie opinioni, certo ognuno nel suo blog/sito fa quello che gli pare, ma policy così strette sui commenti e messaggi freddi e propagandistici interpretano bene lo sfruttamento delle “potenzialità” che aveva in mente lui?

Per il resto auguri per la tua campagna elettorale!

Mi sono chiesto se sia una notizia il fatto che un politico apra un blog.
Probabilmente in altri paesi non lo e’ ma in Italia che lo faccia il responsabile comunicazione di uno dei piu’ grandi partiti italiani lo diventa.
Ci si lamenta che la politica non abbia ancora compreso gli effetti della rivoluzione partecipativa 2.0, con questo ingresso possiamo salutare un politico che si dimostra attento a quello che succede in rete e lo sperimenta in prima persona.
Non e’ il solito che delega la societa’ di consulenza o il tirapiedi alla gestione del blog come se fosse una noia in piu’.
Fare politica significa dare ascolto a centinaia di istanze quotidiane, capire che il tempo che si dedica alla rete e’ tempo guadagnato, anche in termini organizzativi, e non tempo perso e’ gia’ una rivoluzione.
Il blog e’ bidirezionale per cui ha senso che sia prima un’emittente personale, a condizione che non sia autoreferenziale, e che possa con il tempo fluire verso uno spazio di discussione aperto.
Se Palmieri ha intrapreso questa strada lo ha fatto dopo una riflessione e conscio come dice spesso che internet e’ come un figlio che va continuamente alimentato.
La sua definizione di internet quale viagra della politica, dimostra che si puo’ avere una buona relazione quotidiana con la rete ma che in caso di elezioni (…non di erezioni) diventa un ottimo stimolante per migliorare la performance.

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