I giovani non leggono, la carta.



 Da una recente indagine sui comportamenti dei ragazzi italiani stilata da Doxa emerge che i ragazzi non leggono.

Questo articolo della stampa in sostanza pone in contrapposizione il digitale alla la lettura, dimenticando che chi naviga in Rete legge in grande abbondanza. 

Anzi, prima del web i giovani non si scrivevano e leggevano quasi esclusivamente testi scolastici o correlati.

Oggi la maggior parte dei contenuti in Rete è testuale. Non si leggono solo i libri. la cultura non arriva solo dai supporti cartacei e sequenziali. Si può leggere un post di un blog, seguire link, approfondire su wikipedia, leggere ebook e approfondimenti in genere.

Associare “Leggere” ai libri è sbagliato. Tuttavia come spesso accade, è impossibile convincere del contrario chi non vive in prima persona l’esperienza digitale e usa la Rete solo per qualche egoricerca o per inviare email.

Di seguito una nuvola di parole chiave ricorrenti in un sito per ragazzi che mette in evidenzia i temi di cui si scrive e si legge in Rete:

giovani

Reader Comments

Tre solo i politici nominati dai ragazzi. Berlusconi, Bush, e Piergiorgio Welby.

Caro Marco,
i giovani (ed i meno giovani) non leggono nemmeno il web, blog compresi, (himo)
Tutti vogliono scrivere però! Tutti vogliono raccontarsi spesso scimmiottandosi tra loro ma sono pochi quelli che realmente si fermano a leggere.
Un saluto
Leo Aruta

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Cioa Marco, interessante il tuo intervento ma necessita di un chiarimento che ci viene da una ricerca di ‘Nielsen//NetRatings, NetView, Internet Applications incluse, aprile 2007′ per andare a sfatare un fenomeno sopravalutato, cioè i giovani in rete.
La percentuale di internauti di 12/17 anni è pari al 10% sul totale ( i 50/64enni hanno il 18%, mentre la punta più alta è rappresentata in assoluto dai 35/49enni con il 29%). Quindi il target giovani 12/17 è ininfluente e non è molto diverso quello contiguo18/24 con il 14%. Ma questo dato va ulteriormente approfondito riguardo l’argomento da te affrontato: l’attività in rete prevalente di questi target è data dai giochi on line, dal file sharing, dal chatting e dal downloading. I giovani non amano leggere sia off sia on line ma anche questo dato ci deve portare a delle considerazioni che in questo contesto possono esssere solo accennate e non disaminate: ci può essere un confronto tra il condividere cultura giovanile prima dell’interactive age e dopo? A mio parerer no perchè sono diversi i parametri: come può essere valutato, per esempio, l’impatto culturale del progettare, realizzare e uploadare un video da cellulare con qualsiasi altra forma di intervento giovanile del recente passato?

Ho pensato esattamente la stessa cosa. Pensa che a me non piace molto leggere i libri eppure:
1) grazie al Web leggo tutto il giorno;
2) mi sono letto d’un fiato la tesi di Federico Fasce (Kurai) molto ben fatta sul Web 2.0, trovata su scribd.com. Dopo che l’ho letta non ci credevo: io che non compro mai un libro mi sono letto sabato mattina una tesi in poche ore!

E’ molto probabile che i giovani leggano meno la carta, bombardati come sono dalle potenzialità e dalle risorse del web. Credo tuttavia che il contatto con il libro risenta molto dell’influenza del sistema scolastico: essendo costretti a ingurgitare frettolosamente una serie di nozioni su autori italiani e stranieri è normale che ai ragazzi passa l’appetito per il libro… i programmi scolastici dovrebbero essere rivoluzionati: l’approccio stesso al libro, secondo me, dovrebbe muoversi meno al galoppo ed aprirsi maggiormente al confronto, alla comparazione.

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