Milano non è più una città ne da bere ne da sognare.
E’ in forte decadenza e non è più la terra promessa per chi vuole imprendere e lavorare. Di certo non lo è più come lo era sino a qualche anno fa.
L’arte, le nuove imprese, il business di frontiera non abitano più qui.
E’ una città in crisi a cui sono rimasti solo i difetti.
Chi vuole soffrire ma fare i danè è bene che vada altrove.
Le poche aree vivibili sono ora infrequentabili. Provate a fare un giro in Piazza Duomo, al Parco Sempione, al Castello Sforzesco o all’idroscalo una domenica pomeriggio…
Torino ha riscattato Milano, e oggi, dopo molti anni depressi, l’ha superata brillantemente.
I brillanti manager degli anni ottanta, che oltre allo Yuppismo avevano creato nuove imprese e rinnovato i vecchi paradigmi dell’imprenditoria, oggi sono quasi tutti appassiti, incapaci di innovare e di innovarsi. Schiacciati da una città grigia che non appartiene più a nessuno.
Io qui ci sono nato, qui è nato mio figlio, e vorrei che la madonnina mi desse un motivo per non andare via…
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Come non essere daccordo!
Non è solo un fatto di vivibilità o di innovazione, ma credo che in questa città se è possibile fare uno “sgambetto” anche senza interessi lo si fa senza remora alcuna!
Resta il fatto che è come “perdere in casa”.
Mio padre e mia madre si sono traferiti dal sud a Milano per lavorare e vivere….
Non vorrei che la nostra generazione, se ovviamente hai voglia di fare, debbano andare in UK o altrove perché qui non c’è spazio per NOI!
Ho provato e provo da tempo di cambiare, almeno in parte, la situazione… ma nulla!!!
L’ amara conclusione è che un po’ di sano e robusto egoismo non guasta, inutile farsi il fegato amaro o parlare a chi non vuole ascoltare!
Aspettiamo una buona occasione ed in Italia ci si torna per le vacanze!
Parole sante Marco…
Tutta l’italia verrà mangiata lentamente da virus della decadenza… a partire da Milano.
Mi ricordo che quando ero piccolo un giorno un amico che andava spesso in america mi disse queste parole :” New York è bellissima ma bisogna stare attenti, quando cala il sole è meglio non girare da soli”.
Io mi spaventai molto, seppur comprendendo poco….
Ora comprendo.
20 anni dopo Milano ha raggiunto New York, o forse siamo solo all’inizio e sarà sempre peggio.
Se un giorno avrò mai un figlio prendero’ seriamente in considerazione di non farlo crescere qui.
Mi dispiace dirlo, davvero.
Mi associo al coro. La Milano in cui sono nato è diventata l’ombra di sé stessa. Il divario tra le “classi sociali” (perdonatemi la terminologia) si amplia di giorno in giorno, cresce la povertà, crescono le ricchezze in mano di pochissimi.
Io me ne sono andato dalla mia città, ormai da 4 anni, proprio per questo e non penso che ci tornerò a vivere mai.
Che tristezza! Dalle mie parti è comune lamentarsi della miopia strategica media degli imprenditori, e della sottigliezza del tessuto economico locale. “A Milano, o a Roma, sì che un bravo consulente/ informatico/ creativo/ docente/ director/ fotografo/ amministrativo/ psicologo/ qualsiasi_altra_cosa professionista troverebbe fortuna…” si dice.
Marco, in Milano vedi forse oggi la Torino di vent’anni fa… Non sempre le crisi sono negative. Talvolta fanno uscire il meglio. Ciao, neh. Aldo
Ciao,
può darsi che Milano si risolleverà, che tornerà ad essere attraente perchè in grado di offrire bellezza, innovazione, spirito di iniziativa e distrazioni positive, oltre al business (ereditato, ora, dal passato).
Torino si è riscoperta, Milano è in ritardissimo.
Deve dare più importanza anche alla cultura, alle aggregazioni, dece capire che lo sviluppo deve essere ssotenibile non solo al livello ambientale, ma al livello sociale. Non si può permettere di non essere attraente.
leggo le tue parole su Milano e potrei dirle su Firenze.
non è mai stata attiva come Milano, ma qualcosa c’era. ora sta perdendo tutto: le aziende territoriali, i grandi eventi, il fascino.. persino una banca storica come la CRF non esisterà più!
ma la cosa che dispiace di più è la decadenza fisica della città, la microcriminalità, il centro lasciato al degrado.
è brutto quando vedi cambiare in peggio la città in cui sei nato e cresciuto. che fare? scappare?
ciao
d’accordo anche io, ma mi sembri un po’ Alberoni in questo post…