Monthly archives for April, 2007
Seneca e il parossismo della coda lunga
Si volge ad attendere il futuro solo chi non sa vivere il presente. Seneca
Sono in tour perenne per Aziende, Associazioni, Seminari, Conferenze, Scuole, Università e Imprenditori.
Come un cantautore porto in giro il mio ultimo powerpoint dal titolo “Mondo 2.0, mentre decidi è già cambiato”.
Sto raccogliendo feedback di ogni genere, ma l’obiezione più frequente è “Ho visto i numeri dei siti e dei blog italiani, dopotutto deve convenire che sono piuttosto modesti. Quello che dice sarà forse vero tra qualche anno quando gli utenti centuplicheranno…”.
Anche se una decina di slides sono dedicate al concetto di nicchie e di coda lunga, sembra che una spessa barriera culturale non mandi immediatamete in circolo quei concetti tra le sinapsi degli interlocutori.
Il nostro sottosviluppato paesello conta circa 20 milioni (molto teorici secondo me) di navigatori in Internet.
Uno stivalone che ha 60 milioni di abitanti.
Un sito che oggi conta 20mila utenti giorno fa sorridere gli imprenditori più noti e i pubblicitari tradizionali, entrambi aspettano che Internet cresca.
L’iperbole dei potenziali utenti vuole che se TUTTI gli italiani improvvisamente navigassero in Rete, il suddetto sito conterebbe teoricamente 60mila utenti al giorno.
Per il pubblicitario e per l’imprenditore non cambierebbe nulla.
Sono loro e i loro modelli che devono cambiare se vogliono sopravvivere all’onda silenziosa della nuova economia digitale.
Non c’è tempo per aspettare. Non c’è nulla da aspettare.
E ora tutti a investire sul web!
Sono usciti i dati Auditel su SKY, “Tutti i canali di Sky messi insieme durante la giornata hanno totalizzato uno share che va dal 2,09% al 4,33%, con un picco di 1.100.000 spettatori durante il prime time”, “Sky Tg24, visto soprattutto durante le ore mattutine (fascia 7-9) con il 0,41% di share e 16.000 spettatori, ma che durante l’arco della giornata scende anche allo 0,04% con 6-9mila spettatori”. [Via Tommaso Tessarolo].
Un blog preso a caso trai primi 50 totalizza un numero di lettori che supera la maggior parte dei canali satellitari della piattaforma SKY. Gli investitori pubblicitari dovrebbero quindi investire proporzionalmente anche sul web. Invece come sapete c’è ancora una sorta di “tensione superficiale” per cui non si investe proporzionalmente. Ma come sul filo dell’acqua, questi dati dovrebbero rompere il fenomeno e spostare grandi quantità di denaro sul web. I numeri di Coolstreaming dovrebbero attirare milioni di euro, quelli di TuoVideo dovrebbero far felice Break-Even, la mia nuova concessionaria e il paradosso vorrebbe che quelli di skylife dovrebbero far invertire gli uffici a palazzo SKY.
In un paese sottosviluppato (digitalmente…) succede che i numeri sono così bassi in entrambe le piattaforme che si assomigliano. E il paradosso vorrebbe che davvero si inverta l’abitudine. Mi perdoneranno gli esperti di pianificazione, ma di abitudine si tratta. Quella dei centri media, quella delle agenzie e quella dei clienti, che vedono ancora il fascino della TV solo perché è TV senza andare a fondo sulla reale efficacia degli investimenti sui signoli mezzi.
DigiTalk non è più ripartito perché non c’è un canale satellitare adeguato e sul web in Italia non si può fare. L’ottimo livello degli ospiti che ho avuto nella prima serie non verrebbe attratto da una trasmissione solo su web. Non serve spiegare che sul web ho fatto più ascolti che in TV, almeno per un motivo: le puntate in TV finivano ‘subito’, quelle sul web sono ancora ‘in onda’ e generano ancora qualche migliaia di retespettatori al giorno.
Cari investitori, liberatevi dalle catene del mondo pubblicitario tradizionale e incominciate a pianificare sul web quanto merita, non la solita ‘spolveratina’ di web a fine budget.
il mondo 2.0
-Dovere. Dare WiFi come “must have” ai convegni e considerare grave il contrario
-Cortesia. Dare WiFi nelle aziende, specie IT ai poveri ospiti oltre al caffè e l’acqua
-Audience. Fare un programma sulla TV generalista con gli user generate content messi in fila, di flusso (io avevo fatto Mister Web su LA7). Ma questa volta senza conduttore, ‘the best of’ e basta
-Clienti. Considerare normale la fornitura di assistenza telefonica customizzata. Top per clienti top, light per clienti light. etc…
-Vincoli. Offrire una vera flat UMTS senza fregature dentro (sapete che con ADSM di 3 se uscite dalla copertura UMTS di 3 pagate 1 euro al MB!)
-Utenti. Diventare utenti dei propri prodotti. Per quanto possa sembrare incredibile sono pochissimi i manager o i CEO che utilizzano regolarmente i prodotti che invece cercano di venderci. I risultati si vedono…
-Reputazione. La reputazione è verificabile. Vedo troppi paccari in giro. In questo momento si stanno buttando tutti nel web 2.0 e nel digitale. Dalle finte associazioni ai finti esperti la Rete mette a disposizione uno strumento fantastico, i motori di ricerca. Se qualcuno vi dice di occuparsi per esempio di web 2.0, inserendo il suo nome in Google dovrete trovare qualcosa di più di una biografia nel sito aziendale!
-Blogger. I blogger sono veri utilizzatori della Rete. Per ora è la categoria che conosce più a fondo il cambiamento in corso. Il motivo è banale. Sono veri utenti. Usano i nuovi mezzi.
-Esperienza. I blogger vivono il paradosso per cui la loro esperienza e fama in Rete è inversamente proporzionale alla conoscenza dei meccanismi tradizionali.
-Soldi. Chi fa i Camp ritiene inutile redigere piani economici. Chi sa redigere bene i piani economici non fa i Camp.
-Standard. Il mondo 2.0 che avrà successo si basa su standard condivisi. Dovrebbe essere ovvio non avere decine di adattatori diversi sula scrivania.
-Velocità. nel lavoro l’uso degli strumenti corretti incrementa la velocità operativa. Il tempo guadagnato può essere utilizzato per altro lavoro o per il tempo libero. Perdere ore al telefono o davanti a un fax per un lavoro che vedeva gli instant messenger lo strumento più adatto, significa perdere tempo. Andare lenti. Mentre gli altri vanno più veloci.
-Fortezze. Sino a quando ‘l’area sistemi informativi’ avrà il dominio sull’informatica in azienda, non ci sarà innovazione. Gli instant messeger non si usano in azienda perché ha deciso così ‘l’area sistemi informativi’.
-Cecità. L’ignoranza e la moda a volte fnno rima. Le aziende stanno innovando introducendo finti 2.0. finti messanging system chiusi, interni e non interoperabili.
-Carta. La produzione di stampe su carta è direttamente proporzionale all’ignoranza sugli strumenti digitali alternativi.
-Vezzo. Il vezzo della penna, della carta, dell’archivio fisico sta rallentando la diffusione di cultura digitale.
-Convegni. Spesso sono riunioni di impiegati di lusso le cui vere passioni si praticano nel fine settimana.
-Disintermediazione. Gli sponsor che pensano di essere più inovatori, fanno intermediare le campagne per raggiungere il pubblico disintermediato.
-Giochi. Bisogna fare attenzione a non confondere il gioco col lavoro. Sono mesi che gioco alla ‘blogosfera’. Ora è tempo di tornare a lavorare.





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