-Dovere. Dare WiFi come “must have” ai convegni e considerare grave il contrario
-Cortesia. Dare WiFi nelle aziende, specie IT ai poveri ospiti oltre al caffè e l’acqua
-Audience. Fare un programma sulla TV generalista con gli user generate content messi in fila, di flusso (io avevo fatto Mister Web su LA7). Ma questa volta senza conduttore, ‘the best of’ e basta
-Clienti. Considerare normale la fornitura di assistenza telefonica customizzata. Top per clienti top, light per clienti light. etc…
-Vincoli. Offrire una vera flat UMTS senza fregature dentro (sapete che con ADSM di 3 se uscite dalla copertura UMTS di 3 pagate 1 euro al MB!)
-Utenti. Diventare utenti dei propri prodotti. Per quanto possa sembrare incredibile sono pochissimi i manager o i CEO che utilizzano regolarmente i prodotti che invece cercano di venderci. I risultati si vedono…
-Reputazione. La reputazione è verificabile. Vedo troppi paccari in giro. In questo momento si stanno buttando tutti nel web 2.0 e nel digitale. Dalle finte associazioni ai finti esperti la Rete mette a disposizione uno strumento fantastico, i motori di ricerca. Se qualcuno vi dice di occuparsi per esempio di web 2.0, inserendo il suo nome in Google dovrete trovare qualcosa di più di una biografia nel sito aziendale!
-Blogger. I blogger sono veri utilizzatori della Rete. Per ora è la categoria che conosce più a fondo il cambiamento in corso. Il motivo è banale. Sono veri utenti. Usano i nuovi mezzi.
-Esperienza. I blogger vivono il paradosso per cui la loro esperienza e fama in Rete è inversamente proporzionale alla conoscenza dei meccanismi tradizionali.
-Soldi. Chi fa i Camp ritiene inutile redigere piani economici. Chi sa redigere bene i piani economici non fa i Camp.
-Standard. Il mondo 2.0 che avrà successo si basa su standard condivisi. Dovrebbe essere ovvio non avere decine di adattatori diversi sula scrivania.
-Velocità. nel lavoro l’uso degli strumenti corretti incrementa la velocità operativa. Il tempo guadagnato può essere utilizzato per altro lavoro o per il tempo libero. Perdere ore al telefono o davanti a un fax per un lavoro che vedeva gli instant messenger lo strumento più adatto, significa perdere tempo. Andare lenti. Mentre gli altri vanno più veloci.
-Fortezze. Sino a quando ‘l’area sistemi informativi’ avrà il dominio sull’informatica in azienda, non ci sarà innovazione. Gli instant messeger non si usano in azienda perché ha deciso così ‘l’area sistemi informativi’.
-Cecità. L’ignoranza e la moda a volte fnno rima. Le aziende stanno innovando introducendo finti 2.0. finti messanging system chiusi, interni e non interoperabili.
-Carta. La produzione di stampe su carta è direttamente proporzionale all’ignoranza sugli strumenti digitali alternativi.
-Vezzo. Il vezzo della penna, della carta, dell’archivio fisico sta rallentando la diffusione di cultura digitale.
-Convegni. Spesso sono riunioni di impiegati di lusso le cui vere passioni si praticano nel fine settimana.
-Disintermediazione. Gli sponsor che pensano di essere più inovatori, fanno intermediare le campagne per raggiungere il pubblico disintermediato.
-Giochi. Bisogna fare attenzione a non confondere il gioco col lavoro. Sono mesi che gioco alla ‘blogosfera’. Ora è tempo di tornare a lavorare.
MCC Post
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- Domani su RTL 102.5
- La nuova sede di Apple? :)
- Ogni giovedì su RTL 102.5
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- Intervista di oggi
- 2012 fuga da Facebook
- Speakage realizza la piattaforma casting di Donna Moderna
- Italia?
- Oggi su Italia Oggi
- 99.5 Percent Of Social Media Experts Are Clowns
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- Oggi colazione a Padova. Pranzo a Milano e cena a Londra :)
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Cosa mi dicono le aziende:
Dovere: non si può per la direttiva antiterrorismo
Cortesia: ai clienti più importanti do in mano il mio pc (in barba alle policy aziendali!), a quelli meno importanti chissenefrega, gli farò un caffè
Vincoli: sai quanto abbiamo pagato le licenze UMTS? E secondo te a chi riverseremo i costi , noi compagnie telefoniche?
Utenti: ho troppe cose da fare, non posso verificare tutto, facciamo fare delle ricerche di mercato…
(e poi il call center non funziona e ma nessuno lo sa)
Per quanto riguarda i blogger anche secondo me sono gli elementi trainanti in questo momento, ma sono anime libere e forse fanno paura alla stampa tradizionale e alle aziende.
Qui c’e’ qualcosa di interessante http://www.poynter.org/content/content_view.asp?id=75383
E desideravo chiedere un’opinione a qualcuno sicuramente più preparato di me sul sito http://www.direct2dell.com/
I concetti espressi mi sembrano assolutamente condivisibili.
Il problema principale, a mio avviso, è però da vedere nel contesto in cui gli stessi si manifestano.
Ad esempio sul concetto di Carta…spesso in mobilità la copia su carta di un documento ( esempio: un diagramma di flusso ) è molto + fruibile e pratico di un qualsiasi device digitale ( dal cellulare, al notebook).
Daniele, io mi trovo molto meglio con il digitale anche in quel caso. Ho delle mappe di MindManager (che in sostanza assomigliano a diagrammi di flusso) molto complesse che su carta non sono navigabili. A volte le stampo, ma per farne una sorta di foto. Per il cellulare o altri devices le esporto in HTML o in PDF, in alta risoluzione (effetto frattali).
Ovviamente ho una cartella del PC che si sincronizza sempre online e sul cellulare.
E’ sempre una questione di uso e di adozione.
Se non usi gli strumenti giusti e non li personalizzi, è chiaro che la carta diventa l’alternativa più semplice, ma non più performante. Quelle rare volte che mi trovo con un pezzo di carta in mano e devo fare delle correzioni, poi perdo ore a riportare tutto online. Oltre ovviamente a non dar conto ai miei collaboratori o partner di quanto ho modificato…
Ciao Marco,
in merito alla carta spesso mi trovo in situazioni in cui usare un cellulare è limitante e allo stesso tempo non si riesce ad avere un notebook ( esempio: sul TRAM affollato ).
Ritengo che la carta in quel contesto sia un utile strumento su cui fissare ipotesi ed idee, così come spesso lo sono le lavagna e i post-it che, a differenza degli attuali software, non sono multitouch + multiuser ( su quest’ultimo fronte si può “simulare” ricorrendo all’uso di un software di real-time collaboration ).
Alcuni casi:
http://www.flickr.com/photos/danielegaliffa/tags/imp/
http://www.flickr.com/photos/danielegaliffa/tags/sorting/
Chiaramente la soluzione ottimale è sempre il connubbio degi canali e degli strumenti ( ad esempio trovo geniale la possibilità di faxare e/o fare dei PDF direttamente dal cellulare ).