Sono usciti i dati Auditel su SKY, “Tutti i canali di Sky messi insieme durante la giornata hanno totalizzato uno share che va dal 2,09% al 4,33%, con un picco di 1.100.000 spettatori durante il prime time”, “Sky Tg24, visto soprattutto durante le ore mattutine (fascia 7-9) con il 0,41% di share e 16.000 spettatori, ma che durante l’arco della giornata scende anche allo 0,04% con 6-9mila spettatori”. [Via Tommaso Tessarolo].
Un blog preso a caso trai primi 50 totalizza un numero di lettori che supera la maggior parte dei canali satellitari della piattaforma SKY. Gli investitori pubblicitari dovrebbero quindi investire proporzionalmente anche sul web. Invece come sapete c’è ancora una sorta di “tensione superficiale” per cui non si investe proporzionalmente. Ma come sul filo dell’acqua, questi dati dovrebbero rompere il fenomeno e spostare grandi quantità di denaro sul web. I numeri di Coolstreaming dovrebbero attirare milioni di euro, quelli di TuoVideo dovrebbero far felice Break-Even, la mia nuova concessionaria e il paradosso vorrebbe che quelli di skylife dovrebbero far invertire gli uffici a palazzo SKY.
In un paese sottosviluppato (digitalmente…) succede che i numeri sono così bassi in entrambe le piattaforme che si assomigliano. E il paradosso vorrebbe che davvero si inverta l’abitudine. Mi perdoneranno gli esperti di pianificazione, ma di abitudine si tratta. Quella dei centri media, quella delle agenzie e quella dei clienti, che vedono ancora il fascino della TV solo perché è TV senza andare a fondo sulla reale efficacia degli investimenti sui signoli mezzi.
DigiTalk non è più ripartito perché non c’è un canale satellitare adeguato e sul web in Italia non si può fare. L’ottimo livello degli ospiti che ho avuto nella prima serie non verrebbe attratto da una trasmissione solo su web. Non serve spiegare che sul web ho fatto più ascolti che in TV, almeno per un motivo: le puntate in TV finivano ‘subito’, quelle sul web sono ancora ‘in onda’ e generano ancora qualche migliaia di retespettatori al giorno.
Cari investitori, liberatevi dalle catene del mondo pubblicitario tradizionale e incominciate a pianificare sul web quanto merita, non la solita ‘spolveratina’ di web a fine budget.
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Sono l’unico pazzo al mondo che non ha sky?
e sapete quale era l’unico dispiacere? Che per guardare digitalk dovevo andare a casa della mia ragazza a scassare
Almeno fino a quando non ho scoperto che si potevano scaricare!!!
E’ UN PECCATO CHE SIA TUTTO FINITO…
Io ho letto dati diversi: 9,5% di media domenica scorsa, ad esempio. Che ci sono ogni giorno 1.473.000 che si sintonizzano almeno una volta su SKYTG24 con una media (media!) di 14 mila persone. E poi devi sempre tenere conto che gli abbonati a SKY sono 4 milioni: quindi lo share 1.500.000 di contatti significa 1 su 4 che ha SKY! Dici che i maggiori blog fanno 1.500.000 di contatti al giorno? Che media può avere un blog? Quant’è la permanenza di un lettore sul blog? E come la mettiamo con le estensioni che “cancellano” la pubblicità dai siti web (come adblock)?
Perché fare un confronto con Sky? Sky è una nicchia (rispetto alla tv generalista) che vive sostanzialmente di abbonamenti, non di pubblicità. Il confronto vero andrebbe fatto, mi pare, con le tv rai o mediaset.
non riesco più a guardare la televisione e ascoltare la radio (sia per la qualità sia per gli orari) e servizi come youtube e i podcast mi hanno fornito un valido sostituto, non ho smesso di usare questi mezzi, li ho sostituiti con qualcosa di più adatto ai miei tempi e ai miei dispositivi disponibili per riprodurli.
La massima espressione di qualche genio del multimediale è quella di portare il calcio sul tvfonino.
Mi è appena arrivata una brochure della vodafone con più di metà delle pagine dedicate al calcio e ai film in HD sul tvfonino. Come fanno questi a fare un piano industriale? Riempiono la camera di etere e poi si mettono a pensare?
Per le estensioni come adblock “basta” iniettare la pubblicità già a partire dal server che fornisce anche i dati che uno vuole leggere. Cioè non puoi più bloccare admedia e similari, perchè la pubblicità arriva da, esempio, camisani.com , quindi il filtro nn funziona più e devi “parsare” tutta la pagina.
Marco credo che il problema sia un poco più complesso: il valore della apparizione del messaggio pubblicitario è l’intersezione tra il numero di occhi che la vedono e la rilevanza che per quegli occhi quel messaggio ha in quel momento.
La televisione ha la caratteristica di importi un messaggio in modo sequenziale rispetto alla programmazione che ti porta a stare su quel canale, le pagine web no, il messaggio ti arriva in parallelo.
Questo porta al fenomeno ben noto della cecità al banner: la parte di pagina che per esempio contiene le informazioni di adsense viene semplicemente rimossa e mai guardata: io per esempio credo di non avere mai fatto un click su un annuncio adsenso in vita mia!
dadda
PS il caffè al Camp era ottimo, peccato tu non ci fossi…
@Roberto Dadda
Dipende da quale servizio web 2.0 tu prendi in considerazione. Per quanto riguarda i video , ad esempio su Joost 0.90 la pubblicità interrompe per alcuni secondi la visione, esattamente come nella televisione commerciale tradizionale, ma è molto efficace perchè è localizzata, nel nostro caso, in italiano e centrata su quello che stai vedendo: fantascienza? super notebook di noto costruttore. Perfetta!
@alex
Assolutamente d’accordo, si tratta di un caso particolare e certamente di una tendenza, ma la maggior parte dei siti hanno ancora la folosofia del banner che alla fine è invisibile all’utente e pertanto inutile.
bob
in aprticolare i commenti