Le imprese italiane, i francobolli e il digitale
Settimana scrorsa a Pisa sono intervenuto al convegno nazionale delle Camere di Commercio, organizzato da Retecamere.
Come richiesto, nel mio intervento ho raccontato la situazione attuale delle imprese italiane, di quanto poco innovano, di quanto poco usano correttamente il digitale e di come dovrebbero introdurre i nuovi strumenti del web 2.0 nelle varie funzioni aziendali. Il mio solito intervento che scuote gli animi assopiti di chi conosce solo il “digitale” terrestre.
Dopo di me ha parlato il dott. Barbolla, segretario generale della Camera di Commercio di Firenze e il suo intervento mi ha lasciato senza possibilità di replica.
In sostanza ha detto più o meno questo:
- Le aziende italiane iscritte alla camera di commercio hanno un computer nel 30% dei casi e solo il 5% si colega ad internet.
- Di questo 5% solo il 3% legge la posta elettronica e lo 0.7 è entrato nel portale della propria Camera di Commercio.
- Quindi non vede la necessità di investire altri denari nel digitale.
- Quindi continueranno a spendere più di 3 milioni di Euro all’anno solo per i francobolli.
E’ tanto disarmante quanto vero.




E’ una cosa tristissima secondo me…
Ma penso di dire cose ovvie, anche se mi chiedo i motivi di questo non voler spingere le aziende sul tecnologico.
Porca miseria, davvero mi si vuole dire che alle imprese italiane non conviene comprarsi un pc per migliorare i propri processi?