Fare l’imprenditore nel web 2.0
Fare l’imprenditore nel web 2.0 non è facile. Specie in Italia.
Devi avere visione, conoscere i princìpi del marketing, della comunicazione, dell’usabilità, della programmazione. Perché i prodotti sono l’insieme di questi elementi.
Devi scegliere i giusti collaboratori, che nelle singole aree siano oltre che bravi, anche molto aggiornati. Perché non basta aver letto Kotler per definire le strategie di un website, così come saper sviluppare software non comprende sempre la conoscenza di Ajax.
Per la programmazione, come ho già scritto negli articoli precedenti, in Italia non sono molti a conoscere i nuovi linguaggi, per questo devo rivolgermi a coder all’estero, con tutti i problemi gestionali che ne conseguono.
La comunicazione può essere sviluppata solo online perché il concetto di nicchie in un mercato molto piccolo si taduce in un pubblico di poche migliaia di individui. Pensate ai lettori di un blog. Come sapete qualche migliaio di utenti unici via web per i top blogger sono la media. Se il prodotto non è un motore di ricerca o un portale di un Internet provider, in Italia i numeri sono molto piccoli ed è molto difficile comunicare a chi non usa la Rete.
Poi, si ‘litiga’ col commercialista perché ci sono difficoltà a giustificare come costii pagamenti dei coders, che avvengono via Paypal che a sua volta è ricaricato dalla carta di credito e la cui ricevuta è una email, mentre la fattura del coder è un file di word scritto in inglese/indiano. Chi ha una Srl sa a cosa mi riferisco.
Infine ci sono tutti quei piccoli e grandi problemi che ha un’impresa tradizionale, di ordinaria o straordinaria amministrazione.
Un imprenditore nel nuovo web deve saper navigare in mezzo a tutti questi aspetti, non ultimo quello di saper realizzare un buon prodotto finale e sostenerlo nel tempo.




mamma mia quanta ragione hai! ti capisco punto-per-punto. ma chi ce lo fa fare?