Perché TuoVideo?



Amici,
mi avete fatto molte domande sul perché abbiamo lanciato TuoVideo.it
La risposta sta innanzitutto in quel filo di follia comune anche a molti di voi che mi state leggendo.
Poi in alcune considerazioni di marketing spicciolo: mancava un equivalente italiano per rappresentare la nicchia linguistica del nostro stivalone mediterraneo. Il contenitore fa il contenuto e aprire una sezione italiana di omologhi internazionali non pensiamo sia la stessa cosa. E se mai accadrà non molleremo comunque ;)
In ultimo sta in un po’ di coraggio, quello per cui si va e non si sa quando e se si torna.
Che fare TuoVideo.it sia come provare a fermare un carro armato in Piazza Tien Ammen non c’erano dubbi.
Ci fermerà la scalabilità di banda? Un contenuto protetto dai diritti d’autore che ci sarà sfuggito? L’insostenibilità del modello?
Abbiamo deciso di mettere da parte un po’ di ragione e di partire all’attacco rompendo le righe.
Durazzo, Farsalo o Pirro?
Ai posteri l’ardua sentenza…
…e a voi tuovideo.it

Reader Comments

Penso che la nicchia locale sia un ottima soluzione. Anzi col tempo penso che si andrà sempre più verso una localizzazione. Io mi aspetto, in un paio di anni, uno youtube su roma, uno su milano etc…

…Secondo me bisogna lavorare moltissimo sulla classificazione dei contenuti, non solo canali, gruppi e folksonomies, ma ogni video dovrebbe avere una dettagliata recensione e dovrebbe essere possibile ricercare i contenuti anche per durata. E poi basta video di ragazzini scalmanati ed esperimenti goliardici, mi piacerebbe trovare documentari su natura, ecologia, temi sociali, scienza, tecnologia, cultura e viaggi (che spesso sono rilasciati sotto Creative Commons, basta cercarli, oppure sono destinati alla libera circolazione da enti e progetti sociali!) . Utopia? In francese si trova moltissimo, pur essendo un bacino d’utenza non molto più grande del nostro…. Diamoci da fare :-)
Una accurata selezione dei video darebbe una grandissima visibilità al progetto!

Sono un poco confuso.
Tu affermi: “mancava un equivalente italiano per rappresentare la nicchia linguistica del nostro stivalone mediterraneo.”
Una persona totalmente estranea al mondo web leggendo questi post penserebbe che non esistesse fino a ieri nulla di simile a Youtube in italiano e che è una grande fortuna che qualcuno ci abbia pensato.
Per Google sarebbe facilissimo realizzare una interfaccia multilingue per Youtube, se non lo hga fatto probabilmente è perché ha valutato che si tratat di pochissimi comandi che anche chi non parla inglese può imparare in dieci minuti.
In Italia, come giustamente tu citi nel post su Capuozzo, esistono decine di siti che permettono l’upload di filmati: Libero, che tu stesso citi nello stesso post, fa un traffico notevole, il sito degli studenti di Bologna, che tu conosci bene visto che da loro hai preso il testo del tuo disclaimer, pure.
Il tuo sito, intendiamoci lodevolissimo, arriva adesso con una particolarità: è quello più simile (praticamente identico se non per i banner) come interfaccia a Youtube (tra l’altro se non lo sai il codice per il clone di Youtube si compera in rete a 75 dollari), ma da qui a lanciarlo come idea nuova e sperimentale credo ce ne corra.
Sempre nel post su Capuozzo osservi:
“Hanno descritto YouTube un business senza un modello.
Ovviamente non hanno chiesto a Google cosa ne pensa… “, mentre in questo ultimo post sembri indicare una iniziativa sperimentale senza un preciso modello di business.
Non capisco: Youtube non ha modello, ed allora aveva ragione Capuozzo, o il modello c’e’ e tu lo conosci?
Mi ha molto colpito infine il fatto che tu sia andato a copiare (con qualche taglia e cuci, ma sono stati copiati persino gli errori di stampa!) un disclaimer
da un sito Creative commons e che li ripubblichi su un sito che indica una limitazione di Copyright (se credi nel copyright intendiamoci sei nel tuo pieno diritto) senza citare la fonte.
E’ cosi’ che fanno i cittadini digitali?

bob

Trovo l’iniziativa di YuoVideo.it interessante, ma c’era veramente la necessità di realizzare un’altra piattaforma Video in italiano? Libero Video (e altri) non era già sufficiente?
Premesso che anche io non trovo l’interfaccia grafica di TuoVideo.it troppo gradevole, che senso ha realizzare un nuovo clone di YouTube (Roberto forse è d’accordo con questa obiezione)?

Vuoi chiarire (magari con un nuovo post, visto che la risposta a questo commento non sarà notificata ai tuoi lettori) il motivo per il quale hai realizzato TuoVideo? Per divertimento? Perché avevi tempo libero? Come ricerca di mercato?

grazie,
ti leggerò sul blog

pasquale

Roberto,
a me piace condividere altrimenti non avrei un blog.
Il tuo tono inquisitorio però è oltre l’apprezzabile.
Perciò non intendo rispondere alle tue provocazioni a meno che non io abbia capito male anche questa volta. Nel caso in cui siano così propositive da venire a dare a una mano a gente che in queste ore non sta respirando per fare del loro meglio per far andare questa impresa.
E’ molto facile criticare. Molto più difficile tirarsi su le maniche e fare altrettanto.
Se hai volgia di aiutare sei ben accetto. Altrimenti astieniti quanto meno per rispetto di chi sta perdendo il sonno per una missione impossibile.

Marco - grazie di tutte le risposte: fai bene ad andare avanti come un carro armato. Di difficolta’, sfide e problemi, dal bandwidth alla concorrenza di chi ha piu’ capitale, ce ne saranno molti, ma non esiste innovazione e imprenditoria senza rischio e coraggio. Con TuoVideo ne dimostri tanto.

Roberto - credo che la tua confusione nasca dal fatto che stai cercando di capire un modello business, di un business innovativo (quale YouTube) usando unita’ di misura tradizionali. Ad esempio “la sommatoria del denaro speso e del denaro raccolto diventa zero” = break even point, una componente specifica di un piano business, non il cuore di un modello d’innovazione business.
YouTube, MySpace e altre realta’ Web 2.0 generano valore che hanno un impatto tangibile su diversi mercati - musica, televisione, media ecc… rivoluzionando il modo in cui contenuti vengono creati, consumati e distribuiti. E’ soprattutto un cambiamento culturale. Se acquisto un album che trovo via MySpace, oppure pago per usare last.fm, dove ascolto e cerc musica acquisto meno CD, non guardo MTV, vuol dire che vengo influenzato meno da canali tradizionali. Se passo il mio tempo su YouTube, il tempo che passo davanti a un televisore e’ minore. Se Digg mi filtra le news, non “entro” nell’informazione dall’homepage di un quotidiano. Cio’ ad esempio ha conseguenze su chi fa pubblicita’ (ma non solo, e’ solo un esempio): il messaggio va trasmesso su canali nuovi, in modi differenti. ecc… ecc..

La monetizzazione sta nell’intersezione con queste dinamiche, nel valore generato, non nel banner. Le implicazioni di queste dinamiche, nel tempo saranno sempre piu’ importanti.
Leggi ad esempio questo articolo.

Complimenti per l’idea ed in bocca al lupo!

mARCO secondo me l’idea ti è venuta guardando DotSub..può essere in parte? magari mi sbaglio però non so..ho sta sensazione.. :)

Oscar, dotsub fa un’altra cosa. Sottotitola i film.
La mia non è un’idea. E’ solo un esperimento per verificare se è vero che questo è un modo per soddisfare le nicchie.

Marco vedi lo spirito della rete e’ quello del dialogo aperto: tu scrivi qualche cosa, qualcuno è d’accordo, qualcuno non è d’accordo e tu se vuoi rispondi e argomenti, se non vuoi non rispondi.
In questo casola tua non risposta credo sia molto eloquente.
Vedi atteggiarsi a Madre Teresa della rete dichiarando notti insonni per salvare l’umanità è un po’ puerile: tu stai facendo una cosa che ti piace, ti diverte e probabilmente ti gratifica.
Quello che lascia un tantino straniti è che tu affermi di fare un esperimento per coprire una mancanza che di fatto non esiste. Io credo che fare un clone di Youtube sia solo una perdita di tempo, tu no, va benissimo, se vuoi parliamone, se comesembra tu rispondi solo ai commenti che ti dicono quanto sie bravo questo è e resta un problema tuo.
Certo io quando parlo di cittadinanza digitale ho tutta un’altra visione, questione dipunti di vista, certo io non mi asterrò da commentare e non penso che questa sia una mancanza di rispetto.
Molto meno rispettoso del prossimo è, credimi, l’atteggiamento di chi si ritrae come una vergine cuccia e nonrisponde quando qualcuno lo tocca nel vivo.

bob

Alberto quell’articolo lo avevo letto e me lo sono pure riletto.
Dalla metà della terza pagina in poi analizza le varie possibilità di convogliare su Youtube in qualche modo la imponente massa di denaro che le televisioni generaliste stanno perdendo sotto forma di inserzioni pubblicitarie.
Vedi le nuove tecnolgie ed i nuovi modelli possono cambiare il modo di raggiungere e superare il pareggio tra costi e ricavi, ma questa formula da migliaia di anni è l’unica che alla fine definisce un modello di business e lo sarà ancora per altri mille anni almeno.
Le bolle finanziarie nascono proprio dal dimenticare questa basilare regole.
Coprire una nicchia può certo essere uno spunto interessante, ma tuovideo entra in una nicchia, quella dei filmati in italiano, che è abbondantemente coperta!

bob

Roberto mi puoi indicare quali sono i portali con contenuti specificamente italiani oltre a TuoVideo.it e Tua TV di Repubblica?

Si trova qualcosa di italiano sui vari portaloni internazionali, ma io non ho trovato un corrispondente nazionale alla “Dailymotion” (startup francese con molti video in francese)

Secondo me un portale italiano di videosharing mancava proprio!

Ciao, l’idea è ottima, tanto che di Youtube italiano ne esiste già uno da alcuni mesi, si chiama http://www.metello.com, in bocca al lupo per questo progetto. Forse ha senso anche pensare a un youtube milanese…

@Marco Ehm, hai ragione c’è pure Metello :-)

Da ieri alle 9:00 ora italiana Tuovideo è sotto attacco di DDOS.
Qualcuno ha deciso di farci partire azzoppati.
Stiamo risolvendo.

Il provider ha cambiato IP alla macchina in quanto non riusciva a fermare gli attacchi.
Ora è solo questione di tempo, quello necessario al DNS del .it di aggiornare i record del nuovo IP.

secondo me è giusto commentare, ma alcuni anche in età avanzata non perdono il gusto di essere “contro tutto e tutti sempre”, Senza rendersi conto che la troppa polemica fa tanto Maria De Filippi, che oltre a non essere costruttiva è demodè ;)

@cristina.
Sono d’accordo. Business model funzionante o no, è troppo presto per parlare già di punto di pareggio.
Hai fatto benissimo a partire subito. Gli aggiustamenti sono sempre possibili (come per tutte le cose). Il web 2.0 è necessariamente sperimentazione!
Marco è uno dei pochi in italia a provare a farle le cose di cui tutti parlano :-)

Alex oltre a quelli che citate c’e’ per esempio Libero Video che, stando ai dati che si vedono in giro, in Italia fa persino più traffico di Youtube!
Poi c’e’ quello degli studenti di Bologna http://www.uvstv.org/ dal quale è stato ritagliato il disclaimer di Tuovideo.
Come vedi non solo ci sono siti con interfaccia in italiano e contenuti in larga parte italiani, ma si tratta in qualche caso di iniziative di grande successo: fare un clone di youtube e dire che si vuole riempire la nicchia scoperta dei siti di condivisione video con interfaccia italiano non mi pare abbia molto senso.

Cristina vedi essere alla moda non è una cosa che mi interessa minimamente, io partecipo a qualche blog perché credo di avere qualche cosa da dire e lo faccio, dire che i miei interventi sono sempre negativi vuole dire non leggere quello che scrivo, intendiamoci non pretendo che tu lo faccia, ma almeno documentati prima di criticare. Certo io interventi tipo “come sei bravo, come sei bello, vai avanti che salvi il mondo” non li faccio perché li ritengo del tutto inutili, se vai a vedere siti come quello di beggi, di fuggetta o di moruzzi troverai molti miei interventi nei quali aggiungo qualche cosa a post che condivido.
Io sono in rete dai primi anni settanta, se facessi un intervento utilizzando la tua probabilmente giovane età (è stupefacente la assenza in rete del minimo riferimento alla tua persona!) per denigrare quello che dici sarei un perfetto cretino.
Vale il ragionamento duale…
Lo spirito della rete è quello di guardare i contenuti e di rispondere argomentando, risposte diverse sono altrettanto eloquenti credimi.

bob

..Poi, non è la localizzazione in italiano dei pulsanti e delle 4 funzioni principali che può fare la differenza con altri siti di videosharing, ma la qualità dei contenuti in lingua italiana. (Meglio pochi ma buoni). Ovunque si trovano filmati di pochi minuti presi per lo più dalle televisioni con scherzi e situazioni divertenti e il fatto che siano in inglese o giapponese è irrilevante.
Io sogno una vera alternativa alla tv italiana, programmi veri on demand che soddisfino le nicchie di spettattori che non trovano più interessante nè la tv generalista, nè il satellite o peggio il digitale terrestre. Qualcosa come la PBS americana, ma per il pubblico italiano!

Bhè, dispiace x gli attacchi …
cmq l’idea ci sta ! nel mondo di internet tutto è possibile tutto è comunicazione e aimè non sempre tutto è accettato !
Rompere le righe è una delle regole principali che deve esserci in rete !
Sarò un visitatore e perchè no, vi invierò dei bei video…

Aalex l’idea che tu proponi è certamente estremamente interessante, ma davvero credi che la realizzazione di qualche cosa di simile a http://www.pbs.org/ passi attraverso la clonazione di Youtube?
PBS ha un approccio totalmente diverso, nasce dallo sforzo congiunti di un gran numero di reti televisive che si sono messe d’accordo per fornire un servizio di eccellenza con un lavoro di edizione e selezione molto più simile a quello di una redazione televisiva classica che al libero caricare filmati.
Del resto inevitabilmente già adesso nel sito di Marco ci sono contributi interessanti, per esempio le presentazioni della sua attività o degli interventi ai Barcamp, annegate in filmati ludici o di pubblicità politica, è d’altronde inevitabile in un sistema di condivisione basata sul caricamento libero da parte degli utenti.

bob

@roberto
E infatti secondo me TuoVideo non dovrebbe essere un clone di YouTube , ma qualcosa di più selettivo.

PBS non viene distribuita via internet, ma io mi riferivo allo spessore dei contenuti, che hai ragione sono di qualità assolutamente superiore a quello che attualmente viene distribuito dai vari portaloni di videosharing. Il sito http://www.ovstv.org spesso propone programmi di buona qualità , ma ristretti solo a ambiti sociali / artistici / politici . Secondo me ci sarebbe un grande interesse anche per argomenti riguardanti ad esempio tecnologia, scienze, storia , natura… che li non ho trovato.

Selezionare i contenuti per elevare la qualità potrebbe sembrare sensato, ma non lo è, ovvero non è la cosa migliore da fare, perché è inevitabile che ci siano molte più persone che possano fruire contenuti di bassa qualità, per cui escluderli non significa migliorare YouTube, ma ignorare la fase attuale di internet, con il suo problema e quindi il vantaggio (=traffico) da esso generato.
La soluzione non può essere quella di escludere certi contenuti, sarebbe come “barare” e porterebbe inevitabili ricadute economiche.

La soluzione non può che essere nelle regole, nuove, migliori, più discriminatorie (in senso letterale) rispetto al contenuto. Ovvero in grado di organizzare meglio le informazioni e quindi rendere più fruibili sia i video “stile PBS” che quelli “stile YouTube”, accoppiare ogni utente al suo contenuto, e non accoppiare un qualsiasi utente al contenuto “giusto”.

Non dimentichiamo che il maggior successo economico (Google) si basa su di una tecnologia in grado di stabilire una relazione (AdSense) tra contenuto ed utente.

Per questo, secondo la mia modesta opinione, tuovideo.it ha un’arma in più rispetto a YouTube. Quanto tutto ciò che è importante non è generato da un centro, e quindi non è controllabile, devi per forza fondare un progetto delle regole, le quali, per essere efficaci, richiedono un “sentire comune”, che un sito rivolto ad un pubblico così vasto da non essere inquadrabile non può avere.
TuoVideo.it invece si rivolge ad italiani, ad una “nicchia” che molto più facilmente si presta ad essere analizzata.
Mi è parso un buon inizio (a parte l’attacco, ovviamente) con MCC che modificava le categorie a seconda degli input dei commenti.
Le premesse per il successo (e per un business, oserei aggiungere ma non ho competenze in merito) ci sono, personalmente aspetto di vedere come procede.
Suggerirei, come prossimo passo, il classico “chi ha visto questo video solitamente guarda anche…” e un modo per valutare la “qualità/formalità” dei contributi, non per fare classifiche, ma per classificare, ovvero per aiutare gli utenti a distinguere tra video “stile PBS” e “stile YouTube”. Si potrebbe fare qualcosa usando l’insieme di parole chiave con dei pesi (es. terminologie specifiche, ovvero parole rare -> maggior formalità/qualità, oppure studiare gli insiemi che portano a contenuti di un certo tipo, come Berlusconi Forza Italia) oppure, perché no, chiedendo direttamente agli utenti di valutarla tramite semplici dicotomi come “fa riflettere/fa divertire”.

Ti propongo questa lettura “Siate curiosi siate folli”
“Nella vita le sconfitte sono le svolte migliori. Perché costringono a pensare in modo diverso e creativo”. [Steve Jobs]
Sei abbastanza intelligente per afferrare la logica di ciò che cerco di trasmetterti … Sarà dura con un fratello maggiore come “Google video” in lingua Italiana … ma merita una follia !

Un pezzetto del tuo e-futuro prossimo … e che alla prossima edizione di le web 3 tu possa rappresentare con /TuoVideo/ il NON-ritardo tecnologico italiano ;)

Thumbria concordo con quello che dici. E’ vero, putroppo non è possibile escludere i contenuti meno interessanti sotto il profilo culturale, ma di grande richiamo per il vasto pubblico. Esperimenti di una TV solo culturale non hanno mai avuto successo, come spiega Piero Angela. I contenuti di massa servono per pagare quelli eccellenti. E Anche per quanto riguarda la classificazione, sono perfettamente d’accordo con te.

Caro Roberto,
esisto anche se non occupo il mio tempo andando in giro in rete e purtroppo non sono neanche famosa! Aspetto con ansia il tuo primo convegno aperto per venirmi a presentare di persona, non sono neanche male!!
Comunque secondo me ti prendi troppo sul serio…rilassati come dice mia nipote!!

Mi sembra che ci sia una certa tendenza a considerare non applicabile un modello economico che voglia la sommatoria dei costi inferiore a un certo punto alla sommatoria dei ricavi, ma che poi alla fine parlando di inserzionisti sempre lì si torni.
Sono assolutamente d’accordo con l’idea della necessità di televisioni di qualità on demand, ma mi sembra che questa iniziativa vada nella direzione opposta lasciando, come Youtube, libero chiunque di caricare qualsiasi cosa.
Vero è che Marco sta al momento controllando e probabilmente aggiusta i tag, ma se la cosa avesse successo quale esercito di controllori il sito dovrebbe avere e a quali costi?
Vorrei ricordare a chi considera questa esperienza una novità che Libero video & fun in italiano e con contenuti in larga parte italiani non solo è attivo ma fa in italia PIU’ TRAFFICO DI YOUTUBE!

bob

Dimenticai:
ho scritto una cosa sulla necessità di un modello di sostenibilità, mi piacerebbe un commento da chi sostiene che in rete il pareggio costi ricavi è concetto superato.

http://robertodadda.blogspot.com/2007/02/profumo-di-bolla.html

bob

Roberto, è molto antipatica e maleducata la tua pratica di continuare pubblicizzare libero video o altri progetti simili in un post in cui spiego perché ho realizzato la MIA piattaforma.
Entreresti mai a casa mia, durante una festa dicendo che li vicino c’è una festa migliore?

Scrivo questo commento dopo aver letto, su invito a indirizzo popolare, il post del sig. Roberto Dadda sul modello costi/ricavi, lo posto qui perchè di diretto interesse al proprietario di questo blog e perchè a rischio di censura in quello del Sig. Dadda.

… integro il commento di prima (sempre se verrà poi pubblicato data la censura) aggiungendo una considerazione riguardo a tuovideo.it: In tal caso l’idea di avviare un progetto di questo tipo, come tutte le idee di fondo commerciale, va sicuramente in contro a considerazioni riguardanti il “costo d’avviamento” (fra virgolette dato che non vi è una vera e propria acquisizione d’impresa), di conseguenza se esiste la capacità finanziaria da parte dell’investitore per contrastare il rischio di una caduta, o di un fallimento, non vedo come ci si possa domandare il “perchè”. Se in più il portatore di capitali è anche un “addetto ai lavori” e sostiene a suo favore che i costi sostenuti non sono nulla in proporzione alle potenzialità produttive (anche dal punto di vista del guadagno indiretto sul servizio fornito) del progetto non vedo come si possa minimamente sostenere il dubbio che non sia stato fatto un raffronto iniziale fra costi e ricavi!! (considerando nello specifico che per una piattaforma multimediale di qualsiasi genere un server rappresenta un bene di tipo patrimoniale di utilità pluriennale, quindi un investimento, quindi non un costo ma già un’attività dell’impresa).
Queste sono le iniziative che se gestite bene, ripeto, se gestite bene, rappresentano il migliore investimento imprenditoriale da parte di qualsiasi imprenditore sulla faccia della terra.

Roberto Dadda, a parte il fatto che sono in disaccordo con la necessità di selezionare in basa alla “qualità” dei contenuti come ho detto in un precedente commento, vorrei sottolineare che i suoi commenti sono semplicemente fuori contesto. Non si tratta del fatto che “non sono elogiativi”, anche Alex, ad esempio, non elogia, ma analizza, il punto è che la discussione verte su altro, ovvero sul perché di TuoVideo.it

Mi permetto inoltre di dire che non sono d’accordo neanche con il fatto che tuovideo.it sia uguale ad altri, libero video ad esempio è più un servizio di video hosting che sharing, nei fatti, poiché è integrato su di un portale, principalmente per l’uso con il portale (non ho mai visto un video di Libero “embed”), oltre a dare spazio più che altro a contenuti simil-pornografici o comunque di nessuna validità.

TuoVideo.it, invece, almeno da quel che riesco ad intuire, è più improntato a fornire uno strumento di condivisione per la comunità di utenti (leggi i blogger) e quindi essere un mezzo per creare un dibattito, cosa che per i video italiani è semplicemente impossibile su YouTube e LiberoVideo.

Marco credo che abbiamo una visione un poco diversa del blog: io ritengo che un blog pubblico sia una arena che qualcuno decide di mettere a disposizione degli altri per discorrere e discutere degli argomenti che il proprietario del blog propone. Io rispondo a qualsiasi commento che sia vagamente in tema e che abbia un minimo di argomentazione e credo sia un atteggiamento pienamente nello spirito della rete, gli argomenti per i quali non penso sia logico aspettarsi commenti li metto in un sito.
Vedi se tu mi invitassi a cena e mi dicessi che mi fai assaggiare una bevanda nuova e che hai inventato tu per coprire un mercato di nicchia non mi sentirei minimamente maleducato, davanti a un bicchiere di comunissima birra, nel dirti che ce la hanno anche al bar all’angolo.
I siti alternativi non li ho citati io, nemmeno li conoscevo, io ho citato un sito che fa tanti accessi da essere primo in Italia ben avanti a Youtube, non credo tu lo possa considerare un concorrente, e quello degli studenti di Bologna perche’ mi sono sinceramente stupito che tu copiassi un documento da un sito creative commons e li ripubblicassi in un sito coperto da un copyright.
Francamente mi sembra molto più scostante aprire i commenti e sistematicamente non rispondere a qualcuno.

bob

PS Oggi facevo quattro chiacchiere con i miei colleghi addetti alla sicurezza che concordano con me sul fatto che metter in piedi in un giorno un attacco DDOS di quella dimensione è una impresa titanica: sei sicuro che il tuo provider americano te la conti giusta?

Ciao Marco. Su TuoVideo.it non ci sono i canali
“Scienza”,”Cinema” e “Storia”.
PS:
tuovideo.it non lo risolve, http://www.tuovideo.it sì..

Alex,
canali aggiunti.
Per il dominio stanno controllando. Il DNS è ok lato domain server ma lato server non sembra configurato per rispondere.
tks per tutto!

Marco posto quì perchè non so dove scrivere.. è possibile mettere i video di tuovideo sui blog di wordpress.com (che hanno limitazioni particolari) ..si può ad esempio postare un video di google o di you tube mettendo il link al video tra parentesi quadre e con scritto google (o youtube)e aggiungendo= prima del link
Ho provato con Tuovideo ma non funziona …
Hai qualche suggerimento da darmi?
Grazie
Ciao

[...] Si tratta di un clone nostrano del più celebre YouTube, creato per (come lui stesso spiega qui) mancava un equivalente italiano per rappresentare la nicchia linguistica del nostro stivalone [...]

Secondo me bisognerebbe ,come giustamente afferma il Dott.Esposito favoreggiare la nicchia locale,in particolare, forse della ricchia - secondo me.
Metaforicamente come più che all’interesse all’intero corpo umano si focalizza - ad es.- sulle “orecchie”;
in questa maniera si stantufferebbe come su un cotonfiocco di plastica ovattata la spinta della strategia marketing.

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